• Palermo
    Palermo, maxi sequestro di Labubu falsi, denunciati i titolari di sette negozi
    I finanzieri ne sequestrano dieci mila
    Redazione10 Novembre 2025 - Cronaca
  • Labubu guardia di finanza Cronaca

    Palermo – Maxi sequestro a Palermo di “Labubu” falsi. I finanzieri del Comando provinciale di Palermo ne hanno sequestrato oltre dieci mila e denunciato i titolari di sette esercizi commerciali.

    I peluche, disegnati da un artista di Hong Kong e venduti in tutto il mondo dal colosso nella produzione e vendita di giocattoli Pop Mart, sono diventati una vera e propria tendenza, creando una corsa all’acquisto dopo essere stati indossati sui social da star internazionali della musica e del cinema.

    Al maxi sequestro i Baschi verdi del Gruppo pronto impiego di Palermo, sono arrivati grazie un’analisi sulla distribuzione e vendita di giocattoli e anche al costante monitoraggio dei profili social degli operatori del settore. Individuati sette negozi che disponevano anche degli iconici peluche e che per prezzi praticati, fattura e packaging dei prodotti destavano particolari sospetti circa la loro originalità e provenienza.

    labubu

    Dai controlli è emerso che i Labubu commercializzati erano realizzati con materiali di qualità inferiore ma riprodotti con una cura tale da rendere difficile per un acquirente distinguere quelli autentici dai falsi. 

    I prodotti, acquistati senza fattura da canali non ufficiali o da piattaforme e-commerce, venivano venduti a prezzi di poco inferiori a quelli praticati per gli originali e riportavano loghi, colori e confezioni del tutto simili a questi ultimi, spesso corredati da etichette e codici identificativi non conformi o del tutto falsificati.

    «Questi elementi, uniti alla circostanza che, in alcuni casi, i negozi che li ponevano in vendita fossero specializzati in giocattoli originali di ogni tipo e delle più note marche – spiegano le Fiamme gialle -, potevano certamente indurre il potenziale acquirente a pensare che si trattasse di prodotti genuini venduti a prezzi vantaggiosi».

     





  • Marsala
    Denunciato un marsalese, sversava illegalmente reflui di molitura olive
    L'attività è stata effettuata dai carabinieri della forestale
    Redazione10 Novembre 2025 - Cronaca
  • SVERSAMENTO Cronaca

    Marsala – I Carabinieri Forestali del Centro Anticrimine Natura di Palermo – Distaccamento Trapani hanno denunciato un marsalese di 48 anni per il reato di attività di gestione di rifiuti non autorizzata.

    I militari dell’Arma, durante un servizio perlustrativo all’interno di un’area generalmente oggetto di abbandono di rifiuti, hanno individuato il 48enne marsalese (titolare di una ditta di Marsala) che a bordo di un’autobotte si addentrava in questa C.da Parecchiata Rizza.

    Monitorata l’attività i Carabinieri hanno documentato come l’uomo avrebbe scaricato illegalmente rifiuti liquidi contenuti nel proprio mezzo, identificate in acque di vegetazione provenienti dalla molitura delle olive, per una quantità di circa 5000 litri.

    La quantità di acque sversate è stata tale da causare ruscellamenti e pozze stagnanti pertanto i militari procedevano a denunciate l’uomo e sequestrare il mezzo accertando inoltre l’oleificio da dove proveniva il materiale sversato illegalmente.

    Giunti presso predetto oleificio è stato inoltre accertata la presenza di due grosse vasche adibita allo stoccaggio di acque di vegetazione derivanti dalla molitura di olive, posizionate in un terreno limitrofo al piazzale dell’impianto. Dal controllo delle vasche è stata verificata la fuoriuscita di liquido che si andava a depositare tutto attorno ai recipienti disperdendosi nel terreno circostante.

    Per tale motive i Carabinieri denunciavano anche il titolare del frantoio per lo smaltimento illecito di rifiuti sequestrando la porzione di terreno interessata.





  • Palermo
    La guardia di finanza di Palermo, sequestra un mercato ortofrutticolo abusivo
    Sequestrata merce ed elevate sanzioni, trovati undici lavoratori in "nero"
    Redazione6 Novembre 2025 - Cronaca
  • mercato ortofrutticolo Palermo gdf Cronaca

    Palermo – I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, nell’ambito della costante attività di controllo economico del territorio, unitamente a personale della Polizia Locale, hanno individuato un mercato ortofrutticolo risultato essere totalmente abusivo.

    Nello specifico, i militari del 2° Nucleo Operativo Metropolitano, con il supporto degli altri Reparti del Gruppo Palermo, hanno individuato un mercato di frutta e verdura che operava su un’area di circa 1000 m2 situato nel quartiere Zisa di Palermo. Gli opportuni approfondimenti esperiti in loco permettevano di appurare la totale assenza di autorizzazione all’esercizio di attività commerciale su area pubblica.

    Il titolare del mercato, nei confronti del quale i finanzieri hanno proceduto con le contestazioni di natura fiscale, è stato inoltre denunciato alla locale Procura della Repubblica e sottoposto a sanzioni pecuniarie per 2.500 euro.

    All’atto dell’accesso, erano presenti 11 dipendenti, tutti privi di contratto di lavoro, di cui 2, percettori di assegno d’inclusione, sono stati segnalati all’INPS per l’immediata cessazione del beneficio.
    Le fiamme gialle panormite hanno infine sequestrato amministrativamente 6.5 tonnellate di frutta e verdura, per un valore commerciale stimato in quasi 10.000 euro, oltre ad attrezzature e allestimenti funzionali alla vendita del prodotto.

    I beni alimentari sono stati donati ad associazioni ed enti benefici di Palermo e provincia.
    L’operazione testimonia la costante e capillare attività della Guardia di Finanza volta a prevenire, ricercare e reprimere ogni violazione economico-finanziaria, al fine di promuovere l’ordine economico, la regolarità dei mercati e la competitività delle imprese.

    Si evidenzia che i provvedimenti in parola sono stati adottati sulla scorta degli elementi probatori acquisiti in fase di indagine preliminare. Pertanto, in attesa di giudizio definitivo, sussiste la presunzione di innocenza.





  • Ragusa
    Ragusa: truffa bous facciate. Ai domiciliari, un commercialista, un ingegnere e due imprenditori
    L'attività è stata svolta dalla guardia di finanza e coordinata dalla Procura di Ragusa
    Redazione5 Novembre 2025 - Cronaca
  • guardia di finanza Cronaca

    Ragusa – Sequestro preventivo di 5 milioni di euro, e quattro persone ai domiciliari. E’ il bilancio di una operazione effettuata dai finanzieri del comando provinciale e coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa, che ha scoperto una truffa sui bonus facciata. Gli indagati sono accusati: di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di frodi a danno del bilancio dello Stato in materia di bonus edilizi.

    Le indagini

    Le indagini, condotte dai militari della Compagnia di Modica, hanno consentito di individuare il complesso meccanismo per il conseguimento indebito di sostegni pubblici alle imprese, sotto forma di crediti d’imposta, effettuata da 4 persone legate da un vincolo associativo: questi ultimi hanno generato, ciascuno nel contesto di un proprio specifico ruolo, un’ingente quantità di indebiti crediti d’imposta riferiti a interventi di recupero edilizio (bonus Facciate, Superbonus110 e bonus Ristrutturazione), in realtà mai eseguiti o realizzati solo in minima parte (circostanze verificate anche grazie all’ausilio della Polizia locale di Modica e degli Uffici Tecnici dei Comuni di Modica e Ispica), successivamente ceduti in modo vertiginoso a terzi, così da consentire ai membri del sodalizio di maturare un ingiusto profitto, con pari danno dello Stato.

    I vertici dell’associazione

    Ai vertici dell’associazione: un commercialista modicano (consulente fiscale e amministratore di condominio degli immobili coinvolti nel disegno criminoso), principale beneficiario del profitto della truffa, e un ingegnere di Pozzallo, nella qualità di “direttore dei lavori” preposto ad asseverare la regolarità degli interventi effettuati, che avrebbe certificato la conclusione di lavori ancora in essere, con il solo unico scopo di non far perdere le agevolazioni fiscali in favore dei committenti, attestando falsamente gli stati di avanzamento lavori e consentendo al consulente di prelevare crediti d’imposta dai cassetti fiscali dei condomini.

    Gli indagati si sarebbero avvalsi di imprese esecutrici dei lavori compiacenti e in particolare delle aziende di due imprenditori locali, i quali, tramite l’emissione di fatture per operazioni inesistenti nei confronti dei condomini e simulati contratti di subappalto con società “cartiere”, avrebbero consentito ai suddetti professionisti di attestare falsamente la totale esecuzione dei lavori.

    Il lavoro dei finanzieri

    Grazie all’incrocio tra le risultanze documentali e le movimentazioni finanziarie riconducibili alle società e agli indagati, le Fiamme Gialle hanno ricostruito l’intera filiera delle cessioni di crediti inesistenti, accertando che gran parte delle somme generate venivano successivamente monetizzate o reimpiegate con artifici e raggiri nelle attività economiche gestite dai soggetti coinvolti.

    Oltre alle misure in esecuzione, sono state complessivamente denunciati alla Procura di Ragusa, a vario titolo, 14 soggetti per le ipotesi di reato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio e autoriciclaggio.

    Il gip, a seguito della richiesta del PM titolare delle indagini, ha emesso un’ordinanza applicativa della misura degli arresti domiciliari per i 4 membri dell’associazione, nonché un decreto di sequestro preventivo delle società a questi riconducibili e della somma complessiva di oltre 5 milioni di euro di crediti d’imposta nei confronti dei soggetti indagati per i reati a questi ascritti, in forma diretta e, in caso di incapienza, per equivalente sui beni immobili, mobili e quote societarie intestate o comunque riconducibili ai vertici dell’associazione.

    Il lavoro investigativo

    I Finanzieri, con l’ausilio del 1° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma e di due unità cinofile cash-dog del Gruppo di Siracusa e della Compagnia Pronto Impiego di Catania, stanno contestualmente eseguendo nove perquisizioni locali presso le abitazioni e in ogni altro luogo nella disponibilità dei soggetti sottoposti a misura, nei comuni di Modica, Ispica, Pozzallo e Roma.

    Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per gli indagati vale il principio di non colpevolezza sino alla sentenza di condanna definitiva. L’ipotesi investigativa, formulata dalla Procura e condivisa dal giop, dovrà essere vagliata, come legislativamente previsto, nel contraddittorio con gli indagati.

    Il servizio rientra nell’ambito delle attività coordinate dalla Procura della Repubblica di Ragusa e svolte dalla Guardia di finanza, volte al contrasto delle frodi in materia di crediti fiscali, con il fine di garantire la corretta destinazione delle ingenti risorse pubbliche stanziate per sostenere le famiglie e le imprese attraverso un’efficace e integrata azione repressiva e preventiva.





  • Ragusa
    GdF Ragusa: sequestrati oltre 5 mila articoli di Halloween non conformi
    Cinque le persone segnalate amministrativamente
    Redazione31 Ottobre 2025 - Cronaca
  • finanza Cronaca

    Ragusa – I finanzieri del Comando Provinciale di Ragusa, nell’ambito di una mirata intensificazione dei controlli del territorio in vista della festività di Halloween, hanno sequestrato 5.500 prodotti e segnalato
    amministrativamente 5 titolari di attività commerciali.

    In particolare, il piano d’azione, finalizzato alla tutela della salute dei cittadini, ha consentito di sottoporre a sequestro amministrativo articoli non sicuri tra maschere, costumi, decorazioni e accessori pronti sugli scaffali per la vendita, risultati privi delle informazioni per il consumatore, quali le precauzioni d’uso, i materiali utilizzati e la descrizione in lingua italiana, indispensabili per rilevare, tra l’altro, la presenza di eventuali sostanze nocive o allergeni.

    I 5 responsabili, che operano a Ragusa, Modica, Vittoria e Pozzallo, sono stati segnalati alla Camera di Commercio per l’irrogazione delle relative sanzioni amministrative, fino a un importo massimo di 25.823 euro.

    L’operazione di servizio condotta dalla Guardia di finanza iblea conferma il costante impegno del Corpo nell’attività di prevenzione e repressione degli insidiosi fenomeni della vendita e distribuzione di prodotti non conformi e non sicuri, a tutela del mercato, delle imprese regolari e dei consumatori finali.





  • Salemi
    Fermato ad un posto di blocco, trasportava un panetto di cocaina
    L'attività è stata effettuata dai carabinieri di Salemi
    Redazione30 Ottobre 2025 - Cronaca
  • cc salemi Cronaca

    Salemi – Un uomo di 42 anni è stato denunciato dai Carabinieri della Stazione di Salemi per detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

    L’uomo, fermato ad un posto di blocco durante un servizio straordinario di controllo del territorio effettuato dei servizi concordati dal Comitato Provinciale sull’Ordine e Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto di Trapani”, era apparso sin da subito in uno stato di evidente agitazione.

    Nel corso del controllo, i militari dell’Arma lo hanno sorpreso mentre tentava di occultare all’interno della propria autovettura un involucro di cellophane contenente un panetto di cocaina del peso di circa 56 grammi.
    Il 42enne è stato denunciato e lo stupefacente rinvenuto sottoposto a sequestro.





  • Palermo
    Palermo: Finanza sequestra 11 milioni di prodotti da fumo illegali
    Smantellata la filiera del contrabbando, denunciato il titolare di 11 esercizi commerciali
    Redazione20 Ottobre 2025 - Cronaca
  • Le sigarette elettroniche sequestrate Cronaca

    Palermo – Maxi sequestro della Guardia di Finanza del comando provinciale di Palermo che attraverso una complessa attività investigativa condotta nel settore dell’importazione, distribuzione e commercializzazione di prodotti da fumo ha sequestrato circa 11 milioni e mezzo (di cui due milioni sono stati sequestrati presso l’importatore e distributore per tutta Palermo) tra sigarette elettroniche, cartine e filtri, per un peso complessivo di circa 770 chili. Si tratta di materiale che, qualora immesso sul mercato parallelo, avrebbe fruttato un introito di circa un milione di euro.

    Come nasce l’indagine

    I baschi verdi del gruppo Pronto impiego, hanno analizzato i flussi delle importazioni attraverso gli “spedizionieri” presenti in città, per individuare i principali importatori di prodotti da fumo e la successiva distribuzione ai canali di vendita, che, dal 2020, è prerogativa esclusiva dei tabaccai, per i quali è previsto il versamento all’erario di un’imposta di consumo.
    Dall’esame delle importazioni della merce nel capoluogo siciliano i finanzieri hanno scoperto come oltre ai canali ufficiali, che vedevano quali clienti le rivendite di tabacchi regolarmente autorizzate da licenza rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ci fosse un vero e proprio mercato parallelo gestito da società riconducibili a soggetti extracomunitari. Infatti, è emerso come un unico grosso importatore di questi prodotti, con sede a Partinico, rifornisse numerosi negozi di oggettistica e articoli per la casa privi di licenza di vendita.

    I finanzieri,  seguendo le consegne effettuate dall’importatore, hanno scoperto 11 esercizi commerciali che vendevano abitualmente sigarette elettroniche, cartine e filtri senza alcuna licenza e in totale evasione di imposta sui consumi. Durante l’accesso nella sede e nei magazzini sia dell’importatore che di tutti i negozi individuati, in pieno centro a Palermo, i militari hanno individuato la presenza di poche scatole esposte per la vendita, in alcuni casi anche nascoste sotto i banconi, mentre il grosso dei prodotti veniva conservato, opportunamente nascosto, in magazzini secondari nelle vicinanze dei negozi.

    Oltre al sequestro della merce, i titolari degli 11 esercizi commerciali sono stati denunciati e le relative attività sono state segnalate all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, per le sanzioni accessorie previste, tra le quali la chiusura dell’esercizio commerciale.





  • Favignana
    La Guardia di Finanza sequestra 700 chili di corallo a Marettimo, tre trapanesi segnalati alla Procura
    L'intervento è stato coordinato dal Reparto Operativo Aeronavale di Palermo e il Gruppo Esplorazione Aeromarittima di Pratica di Mare
    Redazione16 Ottobre 2025 - Cronaca
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    Trapani – Sequestrati 700 chili di corallo a largo dell’isola di Marettimo. L’attività di servizio è stata effettuata dalla Guardia di Finanza che ha portato a termine la complessa operazione in mare che ha permesso di intercettare un traffico illegale di corallo rosso del Mediterraneo (Corallium rubrum) nelle acque al largo di Marettimo.

    L’intervento, frutto della collaborazione tra il Reparto Operativo Aeronavale di Palermo e il Gruppo Esplorazione Aeromarittima di Pratica di Mare, rientra nel dispositivo di vigilanza e tutela dei confini marittimi europei e degli interessi economici nazionali.

    Un aereo delle Fiamme Gialle, impegnato in attività di sorveglianza nel Canale di Sicilia, ha individuato un’imbarcazione sospetta che navigava ad alta velocità verso le coste trapanesi, proveniente dall’area magrebina. Le unità navali del Corpo hanno intercettato il natante, lungo circa dieci metri, e lo hanno fermato nelle acque territoriali al largo di Marettimo ed ha sottoposto a controllo l’imbarcazione da diporto con tre persone a bordo residenti nel trapanese.

    I finanzieri, insospettiti dal comportamento degli occupanti dell’unità navale, hanno effettuato un’ispezione dei locali interni rinvenendo un considerevole numero di colli, confezionati e sigillati al cui interno era custodito un carico di corallo rosso del Mediterraneo, per il quale i tre soggetti non sono stati in grado di esibire alcuna documentazione commerciale inerente la provenienza.

    I 22 colli, contenenti oltre 700 chilogrammi della preziosa risorsa marina il cui prelievo è rigidamente limitato a specifici periodi dell’anno, a determinate distanze e profondità e consentito esclusivamente ai possessori di specifica licenza di pesca e cattura, è stato sottoposto a sequestro ed i soggetti presenti a bordo, segnalati all’Autorità giudiziaria per il reato di ricettazione e contrabbando.

    La Procura, sotto il cui coordinamento proseguono le indagini, sta approfondendo eventuali collegamenti con una rete organizzata dedita al commercio illegale del corallo, che, se immesso sul mercato, avrebbe fruttato un guadagno illecito stimato in circa 500 mila euro.

     





  • Castellammare del Golfo
    Castellammare del Golfo. La finanza sequestra 15 mila prodotti non conformi in vista dell’imminente festività di “Halloween”
    Elevate sanzioni per oltre 25 mila euro
    Redazione13 Ottobre 2025 - Cronaca
  • guardia di finanza 1 690x362 1 Cronaca

    Castellammare del Golfo – In questi giorni i finanzieri del Comando Provinciale di Trapani effettuato un articolato piano di intervento in materia di contrasto alla contraffazione e controllo della sicurezza dei prodotti, finalizzato a tutelare la salute e la sicurezza dei consumatori più giovani in vista dell’imminente festività di “Halloween”.

    In questo ambito i militari della Compagnia di Alcamo hanno effettuato un mirato controllo presso un’attività commerciale sita a Castellammare del Golfo, dove i finanzieri hanno rilevato la presenza di migliaia di prodotti di vario genere in materiale plastico (quali candele luminose, decorazioni per torte, zucche illuminate e bomboniere per cerimonie), esposti per la vendita senza le informazioni essenziali in lingua italiana previste dalla legge, come le indicazioni circa il luogo d’origine, il nome del produttore o dell’importatore, le istruzioni, le precauzioni e la destinazione d’uso.

    L’assenza di tali informazioni, oltre che un illecito amministrativo, costituisce un concreto rischio per la salute dei consumatori; infatti, dietro alla mancata indicazione della provenienza dei prodotti, si celano sovente imprese produttrici prive di scrupoli che, per abbattere i costi di produzione e operare una concorrenza sleale alle imprese oneste, utilizzano materie prime di pessima qualità se non addirittura nocive e non rispettano i rigorosi standard di produzione imposti dalle norme europee e nazionali.

    Al termine delle attività, le Fiamme Gialle alcamesi hanno sottoposto a sequestro amministrativo circa 15.000 prodotti e hanno contestato, nei confronti del titolare dell’attività, una violazione che comporta una sanzione amministrativa fino a 25.823 euro.

    L’operazione condotta costituisce ulteriore testimonianza del quotidiano impegno della Guardia di finanza a contrasto della vendita di prodotti non conformi ai requisiti di sicurezza, con il duplice obiettivo di tutelare la salute e la sicurezza dei consumatori e garantire agli operatori economici che rispettano le regole un mercato contraddistinto da condizioni di concorrenza equa e leale.





  • Palermo
    Palermo. Caporalato e lavoro nero in una Rsa per anziani, interviene la finanza
    Disposto il squestro per circa cento mila euro e di un immobile
    Redazione9 Ottobre 2025 - Cronaca
  • GuadiaDiFinanzaPalermo Cronaca

    Palermo – Caporalato e lavoro nero in una casa di riposo per anziani. I finanzieri del Comando Provinciale hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali con cui il gip presso il Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto l’interdizione all’esercizio di attività imprenditoriali per 2 persone e il sequestro di circa centomila euro e di un immobile.

    Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo, sono state indirizzate all’individuazione di “fattispecie di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro” (c.d. caporalato), nonché alla verifica del corretto trattamento degli anziani ospitati in una RSA palermitana.

    In questo contesto, sarebbe stato rilevato uno stato di grave abbandono in cui versavano gli ospiti della struttura, la cui assistenza sarebbe stata prestata da dipendenti assunti in nero, sottopagati e privi di qualsiasi qualifica sanitaria o assistenziale, necessaria per lo svolgimento delle mansioni cui erano deputati.

    Al riguardo, gli accertamenti di polizia economico finanziaria avrebbero consentito di accertare l’utilizzo di 5 lavoratori “in nero” o “irregolari”, l’omessa presentazione della documentazione lavoristica obbligatoria, la violazione della normativa relativa alla retribuzione, all’orario di lavoro, ai periodi di riposo, all’aspettativa obbligatoria, alle ferie, il mancato versamento di contributi ed oneri previdenziali e il mancato rispetto della normativa in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro.

    Alla luce di quanto accertato, l’Autorità Giudiziaria ha emesso un’ordinanza applicativa della misura cautelare dell’interdizione dall’esercizio dell’attività imprenditoriale in strutture assistenziali o case di riposo per anziani nei confronti dei gestori della RSA; contestualmente è stato disposto il sequestro di circa 100.000 euro (quale profitto dei diversi reati fiscali contestati) e dell’immobile sede della casa di riposo.

    SE’ stato anche stabilito che l’attività della struttura prosegua sotto la costante vigilanza di un commissario giudiziale, in modo da continuare a garantire idonee cure agli anziani ospiti.

    L’operazione testimonia l’impegno costantemente profuso dalla Guardia di Finanza nel contrastare il lavoro nero e irregolare, il quale arreca danni all’intero sistema economico nazionale perché sottrae risorse all’Erario, mina gli interessi dei lavoratori, spesso sfruttati, e compromette la leale e sana competizione tra imprese, spesso anche in danno dei più fragili.





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