Cronaca
Trapani – Si sono ritrovati in Piazza Vittorio Veneto ancora una volta a rappresentare i gravissimi problemi che affliggono da anni la polizia penitenziaria in servizio presso il carcere Pietro Cerulli.
La manifestazione organizzata dai referenti di sei sigle sindacali: Gaspare D’Aguanno (Sappe) Manlio Pisciotto (Sinappe) Fausto Caruso (Osapp) Vito La Torre (UilPa Polizia Penitenziaria), Arcangelo Poma (Uspp) e Dario Schifano (Fns Cisl), ha visto la presenza a completo della camera penale di Trapani e rappresentanti di altre forze dell’ordine del capoluogo.
I problemi evidenziati i soliti a cominciare dall’organico del carcere insufficiente. I sindacati dicono che si è costruito un nuovo reparto di 250 posti ma senza prevedere un aumento dell’organico. Inoltre ci sono 25 unità che fanno scorte e investigazione, ma che risultando nella forza operativa generano minori assegnazioni di personale.
Un altro fatto grave la mancanza di un direttore titolare da un anno. Ma non esiste il reparto isolamento e questo diventa difficile gestire i detenuti violenti, psichiatrici e 14/bis.
Infine i 284 casi di violazioni delle norme penali da parte dei detenuti nei confronti della polizia, con oltre 30 casi di agenti feriti. Una richiesta di aiuto per le condizioni ormai insostenibili con i quali gli operatori della polizia sono costretti a convivere.
Cronaca
Trapani – In programma per domani 16 settembre l’assemblea di tutto il personale penitenziario del Pietro Cerulli di Trapani. I sindacalisti di Trapani Gaspare D’Aguanno (Sappe) Manlio Pisciotta (Sinappe) Fausto Caruso (Osapp) Vito La Torre (UilPa) Arcangelo Poma (Uspp) Dario Schifano (Fns Cisl) – alle ore 16,30 saranno presso la sala teatro del carcere Pietro Cerulli di Trapani per comunicare le modalità della manifestazione programmata per venerdì 19 settembre dalle ore 16.30.
“Abbiamo intrapreso questa battaglia sindacale perché scontiamo da oltre un decennio il computo nell’organico operativo ben 22 unità di polizia penitenziaria che fanno servizio di scorta e tutela, causando l’abbassamento della percentuale di carenza, quindi meno significa meno poliziotti assegnati, fermo restando il totale deperimento strutturale, la mancanza di un vero reparto isolamento e l’assenza di un direttore titolare”
“Lo abbiamo scritto al Capo e al Vice Capo del Personale Monica Russo e Augusto Zaccariello, al Provveditore Maurizio Veneziano, a Sua Eccellenza Prefetto di Trapani il 30 luglio u.s di persona quando convocati” e molti dei nostri Segretari Generali e Regionali hanno perorato la posizione che abbiamo assunto in sede locale, poiché non è più accettabile” – concludono i rappresentanti delle sigle sindacali.
Cronaca
Trapani – “lo avevamo dichiarato unitamente ai nostri Segretari Regionali al Provveditore della Sicilia nell’incontro avuto a Palermo il 23 giugno u.s, che avremmo aspettato dieci giorni, ma visto il silenzio stiamo mettendo in campo le azioni di lotta preannunciate”.
A sottolinearlo sono i segretari provinciali dei sindacati di categoria di Trapani, Gaspare D’Aguanno (Sappe) Rocco Parrinello (Sinappe) Fausto Caruso (Osapp) Vito la Torre (UilPa PolPen) Arcangelo Poma (Uspp) Dario Schifano (Fns Cisl).
“Siamo stati chiari, abbiamo descritto una situazione drammatica, tra cui la carenza di oltre 80 unità aggravate dal fatto che sia il Dipartimento di Roma e di riflesso il Provveditorato della Sicilia considerano nella forza operativa ben 26 unità di Polizia Penitenziaria che sono impegnati in servizi non interni, che di fatto hanno penalizzato il carcere di Trapani. Considerare nell’organico 26 unita che non lavorano dentro il carcere significa gonfiare la pianta organica, causando minori assegnazioni di personale di tutti, situazione che da oltre 10 anni penalizza ingiustamente il carcere Pietro Cerulli di Trapani, che sta pagando anche il fatto che l’aumento di 250 detenuti con la costruzione del padiglione “adriatico” non ha ricevuto neppure l’adeguamento dell’organico di Polizia Penitenziaria”.
“Al Provveditore– scrivono D’Aguanno, Parrinello, Caruso, La Torre, Poma, Schifano – abbiamo detto che senza un reparto isolamento il controllo dei detenuti psichiatrici, altri che hanno posto azioni violente contro l’ordine e la sicurezza, e quelli sottoposti al regime di 14/bis espone a rischio la sicurezza del personale operante, che continua giornalmente ad espletare turni di 8/10/12/ ore continuative, denunciando anche la drammatica situazione strutturale del reparto mediterraneo che se fosse una struttura privata già sarebbe stata chiusa con i sigilli”.
Da qui l’inizio della protesta congiunta.