• Marsala
    Marsala. Arrestato dalla polizia un 50enne di Erice. Continuava a perseguitare l’ex fidanzata
    Minacce, pedinamenti, posto sui social
    Redazione17 Febbraio 2026 - Cronaca
  • polizia marsala ok Cronaca

    Marsala  – E’ finito ai domiciliari un uomo di 50 anni residente a Erice Casa Santa, gravemente indiziato di violenza privata, minaccia aggravata, atti persecutori e danneggiamento seguito da incendio ai danni dell’ex fidanzata. La misura cautelare con applicazione del braccialetto elettronico è stata eseguita il 9 febbraio su disposizione della Procura della Repubblica di Marsala, in forza di un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale.

    La sequela di azioni nei confronti della vittima

    Minacce, pedinamenti, post intimidatori sui social. E poi il fuoco, nella notte. Le indagini, sono scattate a seguito delle  numerose denunce presentate da una donna di Marsala nei confronti dell’ex compagno, incensurato che non aveva preso bene la fine della relazione.

    Gli investigatori hanno ricostruito che tutto sarebbe iniziato il 17 ottobre 2025, quando l’uomo – incapace di accettare la fine della relazione – avrebbe minacciato di morte la donna e l’avrebbe costretta a salire sulla propria auto, intrappolandola all’interno dopo averle danneggiato il telefono, impedendole di chiedere aiuto ai figli. Da quel momento, sarebbero iniziate le persecuzioni nei suoi confronti.  L’uomo avrebbe iniziato con appostamenti sotto casa della ex o nei luoghi da lei frequentati, avrebbe messo anche post su Facebook con minacce di ritorsioni.

    L’incendio delle auto

    Nella notte tra l’8 e il 9 gennaio poi l’ex compagna avrebbe dato alle fiamme l’auto della donna, poco prima lo stesso avrebbe anche squarciato con un coltello un pneumatico del veicolo.

    Vista la gravità della situazione il questore di Trapani aveva emesso nei confronti dell’uomo un ammonimento per stalking e un foglio di via obbligatorio dal Comune di Marsala. La notte del 31 gennaioperò  è stata incendiata anche l’auto del figlio della donna, parcheggiata davanti casa. Anche in questo caso, dietro il rogo ci sarebbe l’ex compagno, che avrebbe violato le prescrizioni del foglio di via tornando a Marsala per compiere l’ennesimo gesto intimidatorio.

    Ora è stato messo agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico su disposizione del Gip: è accusato di  violenza privata, minaccia aggravata, atti persecutori e danneggiamento seguito da incendio  con braccialetto elettronico.

     

     





  • Palermo
    Vicenda Cuffaro: riesame rigetta appello Procura contro ordinanza Gip
    Si tratta della vicenda per corruzione
    Redazione6 Febbraio 2026 - Cronaca
  • cuffaro Cronaca

    Palermo – Gi avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano, difensori del dott. Salvatore Cuffaro, rendono noto che il Tribunale del riesame, in accoglimento delle tesi ed eccezioni difensive, ha rigettato l’appello della Procura contro l’ordinanza del Gip che aveva rigettato la richiesta degli arresti domiciliari per la corruzione contestata oltre che a Cuffaro anche all’on. Carmelo Pace, all’imprenditore favarese Alessandro Vetro e al direttore del Consorzio di bonifica Giovanni Tomasino.

    Lo stesso Tribunale ha pure rigettato la richiesta di sequestro preventivo di 25.000 euro e la riqualificazione della vicenda Dussmann in corruzione e dichiarato inammissibile l’appello per l’associazione a delinquere





  • Palermo
    Omicidio Mattarella, i pm citano in giudizio l’ex poliziotto Piritore
    Prove evidenti del depistaggio
    Redazione21 Gennaio 2026 - Cronaca
  • piersanti mattarella Cronaca

    Palermo – I pubblici ministeri Francesca Dessì e Antonio Carchietti hanno chiesto per l’ex poliziotto Filippo Piritore il giudizio immediato. La Procura ha ricostruito le indagini, nel gennaio 1980, Piritore scrisse in una relazione, e l’ha ribadito nei mesi scorsi, di avere affidato il guanto, trovato nella vettura usata dai killer del presidente della Regione Mattarella, a un poliziotto della Scientifica, tale Di Natale, perché lo consegnasse all’allora sostituto procuratore Piero Grasso. Ma sia Giuseppe Di Natale che il magistrato hanno detto di non avere mai avuto fra le mani quel reperto così importante. Accusa di depistaggio per Piritore che dal dopo delitto Mattarella ha fatto carriera, arrivando all’incarico di prefetto, che da qualche mese è ai domiciliari nella sua casa di Roma. Filippo Piritore, siciliano di Agrigento, aveva 30 anni in quel drammatico 1980, era un funzionario addetto alla squadra mobile di Palermo. Agli atti dell’indagine anche i suoi rapporti con Bruno Contrada, il superpoliziotto di Palermo al centro di tanti misteri.





  • Marsala
    Processo “scommesse illecite”, nuova udienza
    Prossima udienza a gennaio
    Laura Spanò18 Novembre 2025 -
  • NuovasedeTribunalediMarsala e1737563661136

    Marsala – Seconda udienza stamane a Marsala davanti al gup, giudice Sara Quittino del processo nei confronti di sedici persone accusate di associazione per delinquere finalizzata alla raccolta di scommesse sportive online illegali. Secondo l’accusa, tra febbraio e i primi di giugno 2021, i sedici imputati avrebbero raccolto, direttamente o tramite siti esteri non autorizzati, scommesse sportive per almeno 200 mila euro.

    Il procedimento, coordinato dal sostituto procuratore Roberto Piscitello, rappresenta l’ultima tappa di un’indagine complessa che ha visto il coinvolgimento di Marsala, Alcamo e Castellammare del Golfo.

    Nel corso della scorsa udienza le difese avevano sollevato eccezione di nullità dell’avviso 415 bis per mancanza tra gli atti di indagine, dei decreti autorizzativi delle intercettazioni che erano a fondamento dell’attività di indagine.

    Dal canto suo invece la procura aveva chiesto tempo per verificare gli atti e controdedurre alla eccezione della difesa e il gup aveva fissato la nuova udienza ad oggi 18 novembre.

    Stamane in udienza la procura si è dovuta associare alla richiesta di nullità avanzata dalle difese non pervenendo all’interno del fascicolo i decreti autorizzativi. In aula presente il pm Pia Vitello titolare della indagine.

    A quel punto il gup in accoglimento della eccezione delle difese alla quale il pm non ha potuto far altro che associarsi, ha dichiarato la nullità del 415 bis e rimesso gli atti in procura.

    A difendere gli indagati gli avvocati Ernesto Leone, Tommaso Picciotto, Vito Cimiotta, Massimiliano Tranchida, Antonella Bonafede, Vito buffa, Silvia di Girolamo, Paolo Pellegrino e l’avvocato Castellucci del foro di Palermo.

     

     

     

     

     

     

     





  • Ragusa
    Ragusa. Svolta nell’omicidio di Giuseppe Ottaviano, arrestata una persona
    Le indagini sono state effettuate dai carabinieri
    Redazione5 Novembre 2025 - Cronaca
  • luogo omicidio Ottaviano Cronaca

    Aggiornamento – I carabinieri di Scicli, per l’omicidio di Giuseppe Ottaviano, commesso il 12 maggio del 2024, hanno tratto in arresto, il nuovo fidanzato della ex compagna della vittima, il 43enne Giovanni Agosta. Nei confronti dell’indagato è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per omicidio aggravato

    Ragusa – Svolta nelle indagini per l’omicidio di Giuseppe Ottaviano. I carabinieri di Ragusa hanno arrestato il presunto omicida. Ottaviano 41 anni fu trovato morto da familiari e amici nella sua abitazione a Scicli il 12 maggio 2024.

    L’attività investigativa coordinata dalla Procura ragusana, riferiscono i carabinieri in una nota, è stata svolta con indagini scientifiche e di tipo tradizionale per oltre un anno e ha permesso di ricostruire come e con chi la vittima trascorse le sue ultime ore di vita e di individuare movente e autore del delitto.

    La vicenda

    Ottaviano era stato trovato cadavere all’interno della sua abitazione di via Manenti, da familiari e amici, preoccupati perché da molte ore non dava più notizie di sé e non rispondeva al telefono. L’attività investigativa, protrattasi ininterrottamente con indagini scientifiche e di tipo tradizionale per oltre un anno, ha permesso di ricostruire come e con chi la vittima avesse trascorso le sue ultime ore di vita e di individuare movente e autore del delitto.

    Le indagini

    Nella casa del 40enne erano state trovate numerose tracce di sangue e oggetti in disordine, ma all’ingresso non c’erano segni di effrazione, dettaglio che ha portato gli inquirenti a indagare nella cerchia di conoscenze della vittima. Il corpo senza vita era riverso a letto, con ferite al sopracciglio, alla testa, al volto e al naso. Nessun segno di colluttazione prolungata, ma chiari indizi di un’aggressione feroce.

    L’autopsia

    Giuseppe Ottaviano quella mattina era andato nella casa al mare a Donnalucata, poi era tornato nella sua Scicli. Dopo aver trascorso la serata tra i locali era tornato a casa, parcheggiando il suo suv in modo strano, tanto da costringere il giorno dopo il vicino a chiamare il carro attrezzi per rimuoverla. Nelle ore successive, viste le numerose chiamate senza risposta, è stata la zia a far viste all’uomo, trovandolo senza vita. L’autopsia ha poi confermato la brutalità dell’aggressione: fratture multiple e lesioni gravi, compatibili con un violento omicidio.

     





  • Caltanissetta
    Gela. Svolta nelle indagini per l’omicidio della donna uccisa a settembre
    Ad ucciderla fu il compagno della vittima a calci e pugni, stamane l'arresto
    Redazione7 Ottobre 2025 - Cronaca
  • Veronica Abaza e Ris Cronaca

    Gela (Caltanissetta) – Svolta nell’omicidio di Veronica Abaza, la romena di 64 anni trovata morta il 17 settembre scorso nella sua casa di Gela. Non fu un incidente domestico a causare la morte di Veronica Abaza, 64 anni, deceduta il 16 settembre nell’abitazione di via Amendola. La donna sarebbe stata picchiata mortalmente dal convivente, Lucian Stan, 40 anni, ora in carcere con l’accusa di omicidio aggravato che ieri, al termine delle indagini, è stato arrestato dai carabinieri su richiesta della procura.

    Calci, pugni, la testa sbattuta contro “una struttura rigida”. Era morta così – per un “grave politrauma cranico-encefalico e toracico addominale chiuso, condizionante una insufficienza cardiaca” – Veronica Abaza.

    Secondo una prima versione, fornita ai carabinieri che la notte del 16 settembre erano arrivati a casa della donna e avevano trovato il corpo privo di vita, quella sera Veronica Abaza sarebbe tornata a casa ubriaca, tanto da chiedere aiuto per camminare, poi si sarebbe messa a letto e durante la notte sarebbe morta.

    Il corpo della vittima però era pieno di lividi e le testimonianze raccolte dai carabinieri hanno portato alla luce la natura violenta del compagno quarantenne della donna, oggi indagato per omicidio, che già più volte in passato le aveva procurato lesioni mai denunciate per paura di ritorsioni.

    Un quadro corroborato dall’autopsia: secondo quanto accertato dal medico legale, la causa della morte sarebbe un “grave politrauma cranico-encefalico e toracico addominale chiuso, condizionante una insufficienza cardiaca”.

    Lesioni provocate dalla “azione violenta di terzi, esercitata con pugni e calci ma anche per urto della testa contro una struttura rigida, mentre sul torace e sull’addome sarebbero stati realizzati meccanismi di compressione e schiacciamento” descritti nel provvedimento cautelare con “l’aggressore che sormonta a cavalcioni la vittima”.

    Il gip ha quindi accolto la richiesta della procura e emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del quarantenne indagato.

    Quella sera Veronica Abaza sarebbe tornata a casa ubriaca, tanto da chiedere aiuto per camminare, poi si sarebbe messa a letto e durante la notte sarebbe morta.

    Il corpo della vittima però era pieno di lividi e le testimonianze raccolte dai carabinieri hanno portato alla luce la natura violenta del compagno quarantenne della donna, oggi indagato per omicidio, che già più volte in passato le aveva procurato lesioni mai denunciate per paura di ritorsioni.

    Un quadro corroborato dall’autopsia: secondo quanto accertato dal medico legale, la causa della morte sarebbe un “grave politrauma cranico-encefalico e toracico addominale chiuso, condizionante una insufficienza cardiaca”. Lesioni provocare dalla “azione violenta di terzi, esercitata con pugni e calci ma anche per urto della testa contro una struttura rigida, mentre sul torace e sull’addome sarebbero stati realizzati meccanismi di compressione e schiacciamento” descritti nel provvedimento cautelare con “l’aggressore che sormonta a cavalcioni la vittima”. Il gip ha quindi accolto la richiesta della procura e emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del quarantenne indagato.





  • Marsala
    Marsala: Appicca un incendio all’abitazione di una donna per questioni economiche denunciato un marsalese
    L'attività di indagine è svolta dalla Polizia di Stato
    Redazione28 Agosto 2025 - Cronaca
  • polizia marsala ok Cronaca

    Marsala – Un marsalese di 53 anni, è stato denunciato alla Procura  con l’accusa di danneggiamento seguito da incendio, reato commesso ai danni della casa adibita a dimora della cugina, giudicata dall’uomo “causa dei suoi fallimenti finanziari”.

    Le indagini della Polizia

    Le indagini sono scattate dopo l’incendio avvenuto nel pomeriggio del 16 luglio scorso, presso una abitazione privata che si trova in una rinomata Contrada della Città di Marsala, zona nord.

    Nonostante l’immediato intervento dei Vigili del Fuoco che avevano provveduto a domare le fiamme, l’abitazione era rimasta gravemente danneggiata dal fuoco. Gli agenti del Commissariato, prontamente intervenuti sul posto avevano constatato che all’interno del soggiorno, erano presenti due bottiglie di vetro con un forte odore di benzina, che presentavano al loro interno degli stracci impregnati di comburente (alla stregua di due bombe “molotov” artigianali).

    La visione dei filmati della videosorveglianza

    Dalla visione dei filmati delle telecamere di videosorveglianza, poste nelle vicinanze dell’abitazione coinvolta, gli investigatori hanno accertato la presenza di un soggetto, che prima, armeggiare con fare sospetto con materiali riconducibili ad elementi di innesco e combustione, e successivamente si dirigeva in maniera risoluta verso l’immobile di proprietà della persona offesa, luogo dal quale, tutto d’un tratto,
    sprigionavano le fiamme e si elevava una corposa nube di fumo di nero.

    Dalla ulteriore visione dei filmati, gli investigatori del Commissariato hanno potuto rilevare, inoltre, l’attimo in cui il presunto criminale si liberava dei mezzi utili all’incendio in particolare, abbandonando sul posto un fustino contenente presumibile carburante – ed allontanarsi a bordo di un’autovettura.

    Le dichiarazioni della vittima

    Dalle dichiarazioni della vittima emergevano considerevoli sospetti nei confronti di un cugino della donna con il quale i rapporti si erano deteriorati, dopo un infruttuoso accordo di  collaborazione commerciale/imprenditoriale, tanto che lo stesso aveva accusato la vittima di aver cagionato il fallimentare progetto societario.

    Inoltre, la persona offesa riferiva che il cugino era solito condurre un veicolo che aveva le medesime caratteristiche di quello catturato dalle telecamere comunali che avevano immortalato i fatti.
    Ottenuti gli elementi essenziali per arrivare all’identificazione del piromane, gli investigatori della Polizia di Marsala hanno, avviato le ricerche dell’uomo, e grazie all’analisi delle ulteriori immagini estrapolate dagli impianti di videosorveglianza presenti in quei luoghi, ai più approfonditi sopralluoghi effettuati sul luogo dell’incendio ed all’analisi dei dati relativi alla autovettura utilizzata dal reo, sono riusciti ad identificare in maniera inequivoca ed in brevissimo tempo il responsabile.

    Chi è il piromane

    L’uomo un cittadino residente a Marsala, dalla particolare attitudine a delinquere, risultava già gravato da plurimi pregiudizi di polizia per i delitti di prostituzione minorile e guida sotto
    l’influenza dell’alcool. Gli elementi investigativi sono poi transitati nella successiva attività d’indagine coordinata dalla Procura di Marsala. Alla fine gli investigatori  del Commissariato hanno eseguito un decreto di perquisizione locale e personale delegata presso la casa dell’indagato, qui hanno rinvenuto all’interno del garage/magazzino gli indumenti indossati dall’uomo durante il compiemnto dell’atto criminoso. Individuata nel possesso del medesimo autore del delitto l’autovettura immortalata dalle telecamere con la quale il soggetto si era allontanato, abbandonando la scena del crimine.
    Alla luce delle risultanze ottenute, l’uomo veniva pertanto denunciato all’Autorità Giudiziaria per le condotte delittuose sopra riportate.





  • Trapani
    Mediterranea presenta esposto a procura Trapani
    Ong:"Procura indaghi su spari dei libici e su complici italiani"
    Redazione27 Agosto 2025 - Cronaca
  • Maditerranea porto trapani Cronaca

    Trapani – Mediterranea presenta esposto alla procura di Trapani. “Procura indaghi su spari dei libici e su complici italiani”. La ong Mediterranea Saving Humans, assistita dagli avvocati Serena Romano e Fabio Lanfranca del Foro di Palermo, ha depositato, a firma del comandante Paval Botica e del capomissione Beppe Caccia, un esposto penale alla procura di Trapani.

    Nel capoluogo la nave Mediterranea si trova in stato di fermo amministrativo.

    “L’esposto ricostruisce i fatti che si sono verificati durante la missione di ricerca e soccorso appena conclusa a partire dalle intimidazioni ricevute dalle milizie libiche – spiega la ong – che avevano circondato la nave in acque internazionali nella mattina di lunedì 18 agosto, fino all’evento della notte tra mercoledì e giovedì 21, quando un gommone militare, sicuramente appartenente alle stesse milizie, aveva scaraventato con violenza in acqua le dieci persone poi soccorse in mare da noi”.

    All’autorità giudiziaria “si chiede di indagare su questi episodi – dice – di individuare le responsabilità dei gravi reati commessi da miliziani e trafficanti libici e le complicità italiane nella collaborazione e nel sostegno a questi gruppi criminali”, conclude la Ong. Fonte ansa





  • Caltanissetta
    Guardia di Finanza di Calatanissetta: eseguita confisca a imprenditore nisseno
    L'uomo era stato condannato definitivamente per il reato di occultamento e distruzione di documenti contabili
    Redazione27 Agosto 2025 - Cronaca
  • finanza Mazara 970x485 1 Cronaca

    Caltanissetta – I finanzieri del Comando Provinciale, nell’ambito dell’azione di contrasto all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali, hanno eseguito una confisca nei confronti di una paersona, condannata definitivamente per il reato di occultamento e distruzione di documenti contabili.

    L’attività, condotta dai militari della Tenenza di Mussomeli, ha preso avvio da una verifica fiscale effettuata nei confronti di una società attiva nel settore del commercio all’ingrosso di bevande alcoliche, con sede in un comune del Vallone.

    Gli accertamenti fiscali hanno evidenziato l’avvenuto occultamento e distruzione di documenti contabili, con conseguente avvio di un procedimento penale nell’ambito del quale la Procura della Repubblica di Caltanissetta ha disposto il sequestro preventivo nei confronti dei beni della società e del suo amministratore.

    Le Fiamme Gialle di Mussomeli hanno individuato, infatti, un particolareggiato sistema di frode che ha consentito all’imprenditore di ottenere un notevole risparmio d’imposta, potendo contare su forniture di prodotti provenienti dalla Repubblica di San Marino completamente sconosciute al Fisco, in quanto documentate con fatture distrutte e non contabilizzate.

    A seguito dell’intervenuta sentenza di condanna definitiva, l’ablazione delle disponibilità patrimoniali dell’imprenditore è divenuta irrevocabile e, pertanto, i finanzieri hanno proceduto all’esecuzione del provvedimento di confisca, per un importo di oltre 107 mila euro, su disponibilità finanziarie, autoveicoli e beni immobili.

    L’attività di servizio si inserisce nel più ampio dispositivo finalizzato alla repressione degli illeciti di natura economico-finanziaria e alla tutela del settore delle entrate e dimostra il continuo impegno profuso dalle Fiamme Gialle nissene nel contrasto agli illeciti tributari e alla tutela della concorrenza fra gli operatori economici.





  • Pantelleria
    Pantelleria: polizia arresta 4 scafisti rumeni
    Organizzavano viaggi clandestini dalla Tunisia utilizzando natanti di società di noleggio
    Redazione21 Agosto 2025 - Cronaca
  • Polizia pantelleria Cronaca

    Pantelleria – Agenti dello Sco – Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile della Questura di Trapani, coadiuvati dalla Capitaneria di Porto di Pantelleria, hanno arrestato 4 uomini di nazionalità rumena, accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

    Le indagini

    Le indagini sono state avviate successivamente al rintraccio di 17 migranti clandestini, di cui 8 iracheni e 9 iraniani, avvenuto lo scorso 1 agosto, nell’isola di Pantelleria.

    Una vicenda dai connotati particolari, per i Paesi di origine dei clandestini, che hannno pagato circa 15 mila dollari a testa per giungere in Italia, e per le modalità di approdo, che hanno fin da subito fatto ritenere che non si trattasse del solito sbarco di migranti.

    I clandestini sorpresi per le vie dell’isola

    Infatti, i clandestini sono stati sorpresi a girovagare per le strade dell’isola, in pieno giorno, nei pressi di una nota struttura ricettiva, dopo essere stati fatti sbarcare dagli scafisti che, subito dopo, si sono allontanati a bordo dell’imbarcazione utilizzata per la traversata.

    Quello stesso giorno, la Capitaneria di Porto ha poi rinvenuto e sequestrato un natante lasciato alla deriva, riconducibile ad una società di noleggio dell’isola trapanese, e noleggiato da un cittadino rumeno.

    Le indagini degli investigatori del Servizio centrale operativo e della Squadra mobile di Trapani, avviate immediatamente dopo, hanno fatto luce sulla dinamica del viaggio clandestino; in particolare, i video ripresi dai migranti durante la traversata hanno confermato che l’imbarcazione sequestrata dalla Capitaneria di Porto fosse proprio quella utilizzata per lo sbarco.

    Il natante noleggiato da uno dei quattro arrestati

    Gli ulteriori accertamenti sul rumeno che l’aveva noleggiata hanno consentito di risalire ai presunti complici, anch’essi rumeni, giunti appositamente in Italia per compiere il viaggio clandestino.

    Il gruppo, il precedente 31 luglio, sarebbe giunto a Palermo a bordo di un volo proveniente dalla Turchia, per poi raggiungere in aliscafo Pantelleria, località dalla quale, l’1 agosto, uno dei quattro rumeni sarebbe partito a bordo del natante sequestrato alla volta della città tunisina di Kelibia.

    In quella città, in pieno giorno, per non destare sospetti, fingendosi skipper di una imbarcazione per turisti, lo scafista avrebbe accolto a bordo i migranti, per poi fare ritorno a Pantelleria. A poche miglia dalla costa, per un’avaria al motore, il rumeno avrebbe poi chiesto soccorso ai tre sodali rimasti in attesa nell’isola e uno di loro avrebbe provveduto al recupero in mare dei migranti e del connazionale, utilizzando un secondo natante di piccole dimensioni.

    Ritenendo di averla fatta franca e realizzato lo scopo, i quattro rumeni hanno poi lasciato l’isola di Pantelleria e raggiunto le città di Trapani e di Marsala. Ad attenderli, però, c’era personale della Polizia di Stato che li ha sottoposti a fermo.
    Insieme ai quattro fermati, sono stati identificati altri due soggetti rumeni, giunti poche ore prima in Italia attraverso il varco di frontiera aerea di Palermo: i due sono stati trovati nella disponibilità di una somma in contante di circa 22 mila euro, sottoposta a sequestro preventivo, e di un sofisticato visore notturno, verosimilmente utile i futuri viaggi clandestini.

    I 4 soggetti rumeni sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’Ufficio del GIP di Trapani, su richiesta della locale Procura, ha convalidato il fermo e sottoposto i quattro alla custodia cautelare in carcere.





  • Pubblicità

  • Ricerca articoli

    Stai cercando un articolo passato?

    Puoi filtrare per data, autore o titolo.

    Cerca articoli →

  • Altre Notizie di Cronaca
    Redazione
    Redazione
    Laura Spanò
    Redazione
    Redazione
    Redazione
    Redazione
    Auto dei carabinieri
    Redazione
    Rino Giacalone
    Redazione
    pensioni anziani
    Redazione
    fa caldo vignetta
    Redazione