• Calatafimi Segesta
    Si terranno lunedì pomeriggio i funerali di Leonardo Leone, l’agente dal cuore grande
    I familiari per volere del giovane hanno donato gli organi
    Laura Spanò20 Settembre 2025 -
  • leo leone 2

    Calatafimi-Segesta – Si terranno lunedì 22 settembre i funerali di Leonardo Leone, 31 anni, poliziotto di Calatafimi, morto a causa di un ictus che lo ha colpito mercoledì scorso. La funzione si terrà alle 15 nella chiesa di San Michele in piazza Plebiscito, a Calatafimi.

    Pur colpiti da un dolore così grande, la giovane moglie (in attesa di un bambino) e la famiglia di Leo, la mamma, il papà e le tre sorelle hanno compiuto un gesto ineguagliabile donando gli organi esaudendo il desiderio di Leonardo.

    Intanto si intensificano i messaggi di cordoglio dei colleghi e degli amici di Leonardo un giovane da sempre impegnato nella chiesa di Calatafimi dove viene ricordato da tanti amici con i quali mai aveva interrotto i rapporti nonostante fosse impegnato nel suo lavoro.

    La morte di Leonardo ha gettato nel dolore un’intera comunità quella di Calatafimi, che si è stretta attorno alla famiglia del giovane poliziotto.

    Fiero di averti conosciuto, fiero di aver condiviso con te parte della mia vita, fiero di essere stato tuo compare nelle lunghe marce vissute. Ancora ricordo quando ci sfidavamo a chi faceva il tempo minoresei sempre stato un guerriero e continuerai ad esserlo, ne sono sicuro. Fai buon viaggio Amico mio…

    Mi hai lasciato senza parole .. quanti ricordi insieme !! Ragazzo esemplare sin da piccolo!!
    Riposa in pace amico mio!
    R.I.P grandissimo uomo e collega. Sei stato un grandissimo poliziotto al servizio di tutti aiutando chi aveva bisogno e anche ora che sei andato via, grazie al tuo grande cuore, perché eri un donatore, molti vivranno grazie a te. È stato un onore averti conosciuto. Ciao Leone..
    Hai donato in vita e ancora dopo la vita. Vola in alto giovane collega. Che Dio ti accolga e si serva di te per proteggere gli indifesi e gli umili!!
    Le foto servono a questo a ricordarci che le persone che passano nella tua vita ti segnano in un modo o nell’altro e tu pur essendo ragazzo quando arrivasti ad Enna eri diverso in tutto; come modo di pensare, come modo di comportarti, come modo di vivere, eri un 25enne con la visione della vita di un uomo d’altri tempi..
    Sono stato il tuo primo Capo Pattuglia e tu il mio primo autista di Volante, sin dalla tua uscita dal corso quando venisti ad Enna; Qui eravamo la notte di capodanno che lasciava il 2018 e dava l’inizio del 2019; il NOSTRO TURNO 00/07…
    Lo smontante lo ricordo benissimo Leo occhi con sta cazzo di moto per tornare a casa, sennò non ti faccio smontare l
    Solo io so quante domande mi facevi, in macchina, per cercare di apprendere quante più cose possibili… Mi dicevi: i libri sono una cosa la pratica un’altra… E si caro Leonardo hai sempre avuto ragione in tutto..
    Fino all’ultimo altruista, sempre con tutti…
    Grazie a te vivranno altre persone…
    Non ti dimenticherò mai…
    Ti voglio bene GUERRIERO..
    Non ci sono parole che possano colmare il vuoto improvviso e straziante che hai lasciato, Leonardo. Trentaquattro anni in Polizia mi hanno portato ad incontrare innumerevoli colleghi, ma tu eri, sei e sarai un’eccezione, una luce rara. La tua lealtà, la tua disponibilità sincera, l’educazione che portavi con te ogni giorno… tutto questo faceva di te una persona veramente speciale.
    Ricordare il tuo sorriso, la tua presenza discreta ma sempre pronta, rende l’assenza ancora più dolorosa. Sarà difficile, terribilmente difficile, abituarsi all’idea di non averti più accanto.
    Il mio pensiero e la mia preghiera vanno alla tua amata sposa e, con un dolore acuto, al pargolo che il Signore vi avrebbe donato tra pochi mesi. Possa la fede consolare il loro cuore in questo abisso di dolore.
    Riposa in pace, caro Leonardo. Che la terra ti sia lieve, oserei dire figlio mio. Ci mancherai immensamente. Il tuo Ispettore, Bruno
    Infine in memoria di Leonardo è stata organizzata una raccolta dai colleghi attraverso – https://www.gofundme.com/f/in-memoria-del-caro-amico-e-collega-leonardo-leone
    Ragazzo onesto e buono, collega affidabile e amico leale. Troppo presto per essere pronti a separarci da te…
    Saresti stato un papà meraviglioso.
    Alla fine hai voluto compiere un ultimo atto di generosità e solidarietà verso il prossimo: donare parte di te a chi ne aveva tanto bisogno.
    Da lassù veglia su di noi ed illumina il cammino della tua famiglia.
    Come colleghi di giubba ci stringiamo al dolore della famiglia e portiamo avanti questa raccolta in segno di vicinanza alla moglie che si trova in dolce attesa.




  • Caltanissetta
    Stragi, archiviata l’indagine per depistaggio sull’ex poliziotto Federico
    Si chiude il calvario giudiziario per Antonio Federico.
    Redazione4 Febbraio 2025 - Cronaca
  • Toga tribunale TpOggi 2 Cronaca

    Caltanissetta – Non c’è stato nessun tentativo di depistare le indagini da parte dell’ex poliziotto Antonio Federico. Per questo motivo il procuratore capo di Caltanissetta, Salvatore de Luca, l’aggiunto Pasquale Pacifico e la sostituta Nadia Caruso hanno chiesto e ottenuto l’archiviazione per l’ex sovrintendente di polizia in servizio al commissariato di Alcamo, ormai in quiescenza. Inizialmente indagato per depistaggio , accusa poi derubricata in false dichiarazioni al pm, Federico è stato scagionato da tutte le contestazioni.

    La vicenda

    La vicenda del poliziotto di Alcamo, assistito dagli avvocati Vito Galbo e Maurizio Miceli, incrocia il filone investigativo condotto dagli inquirenti nisseni per cercare riscontri alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Armando Palmieri, poi deceduto all’improvviso nel 2023. Il pentito aveva raccontato gli incontri tra l’uomo d’onore alcamese Vincenzo Milazzo ed altri esponenti, “mai identificati con certezza”, che sarebbero “appartenenti ad apparati deviati dello Stato”. Incontri che sarebbero stati “mediati dalla presenza del medico e politico alcamese Lauria Baldassarre”. Vicenda giudiziaria già conclusa con l’archiviazione per Lauria, ex senatore di Forza Italia. In questo contesto, Federico è stato nuovamente ascoltato a Caltanissetta, visto che nel corso degli anni ha raccontato a diverse procure di aver avuto “contatti di un certo rilevo con una sua fonte confidenziale, appartenente ad ambienti istituzionali”. Grazie a questa fonte ha compiuto la perquisizione a “due agenti dell’Arma dei carabinieri in servizio ad Alcamo”, in cui è stato trovato un “cospicuo arsenale illegalmente detenuto”. La “fonte confidenziale” aveva informato l’ex poliziotto che avrebbe trovato anche “una fotografia di una donna”, che avrebbe anche lei fatto parte “a non meglio definiti apparati di sicurezza dello Stato”, e che avrebbe dovuto mostrare lo scatto a chi era presente alle perquisizioni, perché “avrebbero capito”. Un elemento per i magistrati nisseni rilevante, considerato che continuano ad indagare sulle stragi e proprio in quella Capaci è stato ritrovato “un guanto in lattice contenente anche un profilo di Dna femminile di cui non è stata, ad oggi, mai chiarita la provenienza”.

    Nella richiesta di archiviazione, i magistrati di Caltanissetta scrivono anche che in seguito alle indagini delle Dda di Firenze “è emerso con certezza che l’effige fotografica rinvenuta da Federico ritraesse Rosa Belotti”, ma che la figura della donna non è “mai emersa in relazioni alle attività di indagine svolte” e “non risulta avere alcun legame con ambienti istituzionali ricollegabili ai servizi di sicurezza”. Inoltre, il Dna recuperato a Capaci e comparato con quello di Belotti “ha dato esito negativo”. La donna è indagata dalla Dda di Firenze con l’accusa di essere “l’esecutrice materiale che ha guidato la Fiat Uno grigia imbottita di esplosivo sottratta alla proprietaria (…) condotta in via Palestro per colpire il PAC (Padiglione d’Arte Contemporanea, ndr.) nell’ambito della strage a Milano del 27 luglio 1993”. Belotti ha però sempre negato il suo coinvolgimento.

    Le dichiarazioni degli avvocati difensori

    “Il decreto, – dicono i suoi avvocati Maurizio Miceli e Vito Galbo – nel fare proprie le ragioni del pubblico ministero scolpite nella richiesta di archiviazione, riconosce come il Federico nonostante abbia tenuto riserbo per tanto tempo per ragioni comprensibili, legate anche alla tutela dell’incolumità propria e dei propri cari e alla custodia delle proprie fonti, rivelandole soltanto innanzi alla Procura di Firenze, a distanza di anni, condividendo il proprio ingombrante sapere. Soltanto dopo le dichiarazioni rese agli inquirenti fiorentini, infatti, – aggiungono – è stato iscritto un procedimento penale con questa accusa decisamente infamante, dissoltasi dopo aver rinnovato la propria disponibilità ad essere interrogato e chiarire i contorni di questo incandescente patrimonio conoscitivo a seguito di un interrogatorio fiume di oltre cinque ore nella sede della Direzione Nazionale Antimafia, compulsato da due eminenti procuratori, di Firenze e di Caltanissetta”. Federico, peraltro, ha cercato, per quanto possibile, di chiarire alcuni aspetti che le autorità vaglieranno ai fini del buon esito delle indagini. “Un servitore dello Stato – puntualizzano – che ha rivelato quanto di sua conoscenza alla procura fiorentina senza indugi e senza sospettare di poter essere indagato per questo, di propria sponte, ci teniamo a sottolinearlo. Adesso il Federico è un uomo libero- concludono i suoi avvocati – tanto da censure penali quanto dal peso di alcuni segreti su vicende così rilevanti della parte più tragica della storia nazionale”.







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