Cronaca
Palermo – Ancora agenti della polizia penitenziaira feriti nelle carceri della Sicilia. Le ultime aggressioni, fa sapere Gioacchino Veneziano della Uilpa, tra ieri mattina e nel pomeriggio sempre di ieri, al carcere Ucciardone di Palermo e nella casa di reclusione di Augusta.
“Non riusciamo a capire -dice Gioacchino Veneziano della Direzione Nazionale della UILPA Polizia Penitenziaria – davanti ad un sistema che registra ogni giorno una scia impressionante di violenza, con operatori di Polizia Penitenziaria aggrediti feriti ed indagati, le uniche proposte di soluzioni che riceviamo si orientano tra aumento dei posti detentivi, indulti ed amnistie. La società è cambiata l’ordine pubblico subisce ogni giorno difficoltà nell’agire in sicurezza in qualsiasi situazione, sicuramente figlio di leggi che nel passato potevano essere giuste, ma oggi è sotto gli occhi di tutti la paura del comune cittadino, immaginate il concentrato di soggetti violenti all’interno di strutture carcerarie non idonee a gestire in sicurezza siffatta tipologia di popolazione detenuta”
“I non addetti ai lavori – insiste il sindacalista UILPA – non sapranno mai il rischio altissimo di ricevere avvisi di garanzia o finire in ospedale quando i Poliziotti Penitenziari affrontano operazioni per ristabilire ordine sicurezza e disciplina in spazi ristretti come le carceri, dove nessun manuale operativo e registrazione video potrà certificare la tensione unito al pericolo che in quei frangenti si espone il personale”
“Infine – conclude Gioacchino Veneziano – oltre al problema della carenza di personale e del sovraffollamento, l’aumentato vertiginoso per effetto delle reiterate condotte violente, si scontra con la mancanza di spazi per isolare i detenuti sottoposti al regime del 14/bis, e art. 32 ordinamento penitenziario, per questo che il Ministro Nordio e la politica a parte le belle parole, deve scongiurare con atti di legge concreti, lo stillicidio quotidiano di feriti ed indagati tra le file dei Poliziotti Penitenziari”.
Cronaca
Trapani – Finalmente i rappresentanti delle principali sigle sindacali del corpo della polizia penitenziaria ha incontrato il Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di Palermo.
Un incontro per denunciare le gravi criticità che affliggono il carcere Pietro Cerulli, al centro di queste ultime settimane di disordini e tafferugli.
Nel corso della riunione sono emerse le criticità riscontrate all’interno della casa circondariale più volte denunciato a partire dall’organico reale che risulta ben al di sotto delle necessità operative: le sigle hanno chiesto l’immediata rettifica della pianta organica ufficiale, che include attualmente 25 unità non utilizzabili, di cui 22 assegnate al sito riservato e 3 al NIR. Una situazione che falserebbe il quadro complessivo del personale disponibile.
I rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno denunciato la carenza strutturale di circa 100 unità, con una ulteriore emergenza emersa per le prolungate assenze di una ventina di agenti in convalescenza a seguito di aggressioni subite in servizio.
Tra le criticità sollevate, anche l’emissione di ordini di servizio ritenuti poco funzionali e fonte di tensioni interne, che minano l’efficienza operativa e rischiano di sfociare in provvedimenti disciplinari contro agenti costretti a operare in condizioni estreme.
Situazione insostenibile nel reparto isolamento. A tal proposito il Provveditore ha annunciato lavori di riqualificazione nel 2026 anche se i sindacati, hanno chiesto soluzioni provvisorie immediate per garantire almeno il minimo di sicurezza e dignità lavorativa.
Altro punto caldo, la gestione dei detenuti protagonisti di rivolte interne, alcuni dei quali ancora presenti nell’istituto. Mentre sono in corso procedimenti disciplinari complessi legati al regime di sorveglianza particolare i sindacati chiedono interventi urgenti per tutelare il personale, già duramente provato.
Al termine dell’incontro, le organizzazioni sindacali hanno lanciato un ultimatum: se entro dieci giorni non arriveranno risposte concrete e atti ufficiali, partiranno azioni di protesta, con manifestazioni pubbliche e presidi permanenti, con il coinvolgimento del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e del Ministero della Giustizia. “Il personale non può più aspettare – è stato il messaggio unanime delle sigle – servono soluzioni ora, non promesse per il futuro.”
Cronaca
Palermo – Incredibile a Palermo. “Questa mattina, verso le ore 10.15 circa, tre detenuti di nazionalità straniera sono evasi dall’Istituto Minorile Malaspina. Servendosi delle lenzuola hanno scavalcato il muro di cinta per poi darsi alla fuga. Dopo tre ore circa sono stati catturati 2 dei tre in due operazioni congiunte con la Polizia di Stato e i Carabinieri”, spiega Calogero Navarra, segretario per la Sicilia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. “Il terzo è stato avvistato dai colleghi dell’IPM che, seppur liberi dal servizio, si sono resi disponibili per le ricerche”.
I tre giovani extracomunitari sono riusciti a fuggire dopo aver segato le sbarre della cella. Una volta liberata la finestra, i ragazzi hanno usato le lenzuola intrecciate e si sono calati dal muro di cinta in via Cilea. Immediate le ricerche da parte delle forze dell’ordine con l’elicottero della polizia, che a lungo ha sorvolato la zona compresa tra via Sciuti, via Giordano e via Cilea. A fuggire sarebbero stati tre giovani extracomunitari. Uno è stato catturato dalla polizia, un altro dai carabinieri. Continua la caccia al terzo.
Donato Capece, segretario generale del SAPPE, commenta con preoccupazione questo ennesimo fatto episodio critico accaduto tra le sbarre di un carcere della Sicilia: “adesso il SAPPE dice basta veramente ed è pronto a manifestare in tutta la regione, attuando tutte le legittime forme di protesta”. E torna “a chiedere pubblicamente che chi di dovere tenga in considerazione le criticità del personale di Polizia Penitenziaria che lavora nelle carceri siciliane”, conclude.