Handball
Erice – La sfida al vertice vede primeggiare l’Handball Erice che batte la Jomi Salerno 32-27 e si prende due punti importanti in un confronto che vale molto più della classifica. Le due squadre, prima della gara, erano appaiate a quota 28, con Brixen a completare il trio di testa. In palio c’era equilibrio, ambizione, orgoglio. Erice risponde presente. Lo fa in una settimana intensa, segnata dall’arrivo in panchina del francese Frédéric Bougeant e dall’ufficialità di Kalidiatou Niakaté. È la rivincita della finale Scudetto persa lo scorso anno. È la conferma del successo dell’andata. È un
segnale chiaro al campionato: Erice c’è. E ha ancora una gara da recuperare.
Salerno ed Erice iniziano con un buon ritmo con le ospiti che vanno avanti 1 a 2. Le Arpie, però, siglano il primo break di 5 a 0 che ribalta la situazione grazie a Gandulfo e Do Nascimento costringendo Chirut al time out. Salerno torna a farsi sotto grazie ad Andriichuk che accorcia sul 7 a 6. Pessoa spinge Erice sul +3, Mangone prova a recuperare ma le Arpie rimangono sul +3 grazie ad Ahanda. Al 28’ rosso diretto per Alexandrina Cabral Barbosa per un fallo troppo rude su Andriichuk: spagnola che lascia anzitempo il rettangolo di gioco. Negli ultimi secondi, ancora Ahanda sugli
scudi: il primo tempo si chiude sul 16 a 13. Nel secondo tempo, parte molto bene Salerno che sigla quattro reti velocemente ribaltando la gara: 16 a 17 in appena 3 minuti. Mangone riesce ancora a realizzare, Fanton risponde. Nuovamente pari. Do Nascimento guida le Arpie che tornano sul +2 dopo 10 minuti del secondo tempo. Ahanda ne fa due di seguito riportando Erice avanti di 3. Ancora Do Nascimento e Delle Crode portano il punteggio sul 29 a 23. Il sigillo finale arriva ancora dalla leggenda brasiliana: Do Nascimento chiude la gara sul 32 a 27.
«È stata una partita dura. Siamo soddisfatte del risultato, ma non è stato semplice, soprattutto all’inizio del secondo tempo. Quando loro sono andate in vantaggio abbiamo dovuto rincorrere. Risalire la china è stato complicato. In quel momento è servita lucidità. La fortuna, se così vogliamo chiamarla, è che arrivavamo da una settimana di lavoro fatta bene. Eravamo preparate. Il time-out è stato decisivo: ha cambiato l’inerzia della gara. Ci siamo ricompattate, abbiamo rimesso ordine e siamo riuscite a riprenderla. Alla fine, l’abbiamo portata a casa con merito. Ma, vista dal campo, è stata davvero una battaglia».
AC Life Style Handball Erice – PDO Handball Salerno 32-27 (16-13)
AC Life Style Handball Erice: De Marinis, Fanton 4, Bernabei 1, Tarbuch, Losio, Martinez Bizzotto, Manojlovic, Gandulfo 2, Do Nascimento 10, Iacovello, Dalle Crode 4, Pessoa 3, Ahanda 8, Cabral Barbosa, Kapitanovic. All. Bruno Tronelli.
Jomi Salerno: Mangone 6, Dalla Costa 6, Lepori, Rossomando, De Santin, Woller, Danti, Lanfredi 2, Lauretti Matos 1, Nukovic 3, Gislimberti 3, Andriichuk 5, Gomez 1, Piantini. All. Adrian Chirut
Arbitri: Tramontini Leonardo e Sicher Andrea
Commissario: Pietraforte Leandro
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Erice – Continuano gli arrivi in casa Handball Erice si tratta del terzino Kalidiatou Niakaté, una fuoriclasse. Un innesto che alza il livello tecnico e l’esperienza del roster. Con l’arrivo della giocatrice francese la società continua a costruire un progetto ambizioso, puntando su atlete abituate ai grandi palcoscenici. Con Niakaté, Erice aggiunge centimetri, potenza e un curriculum che parla da solo.
Kalidiatou Niakaté, nata a Parigi il 15 marzo 1995, è una giocatrice di grande struttura fisica e qualità balistiche. Cresciuta tra Aubervilliers e il polo di Châtenay- Malabry, firma il primo contratto professionistico con l’Issy-Paris Hand a soli 16
anni, vincendo la Coppa di Lega nel 2013. Nel 2017 conquista il titolo mondiale con la Francia, replicando con l’oro europeo nel 2018 e l’oro olimpico ai Giochi di Tokyo 2020. In carriera ha vestito, tra le altre, le maglie di Nantes e del Brest Bretagne Handball, con cui ha raggiunto la finale di Champions League nel 2021, vincendo campionato e Coppa di Francia. Nel suo palmarès figurano anche l’argento europeo 2020. Cavaliere della Legion d’Onore nel 2021, porta a Erice esperienza internazionale, leadership e abitudine alla vittoria.
«Sono molto contenta di essere in Italia, è la prima volta che gioco in un campionato nuovo. Ho molte aspettative e sono pronta per giocare. Ho giocato in tanti posti e ho molta esperienza, però questo è un campionato che non conosco e sono molto curiosa di giocare con l’Handball Erice. So che il club vuole vincere campionato e Coppa Italia, sono qui per dare il meglio di me e aiutare a conquistare i trofei. È vero che ho un curriculum importante e ho molta esperienza, ma sono qui per giocare e dimostrare in campo quello che valgo e di essere d’esempio».
Domani sabato 7 febbraio 2026 – 18.00, Handball Erice – Salerno, gara valevole per la diciassettesima giornata del campionato di Serie A1.
Handball
Erice – Sconfitta e sogno infranto: la Handball Erice ha perso nella gara di ritorno degli ottavi di finale della European Cup contro l’Atletico Guardes ed è eliminata dalla coppa europea. La gara ha visto le spagnole superare le Arpie che avevano iniziato bene. Dopo i primi 15 minuti, però, Guardes ha aumento i giri del motore ed Erice non è riuscita a limitare le avversarie.
Erice inizia benissimo in difesa con Do Nascimento e Gandulfo che portano subito le Arpie sul 3 a 0. Guardes prova a recuperare: ne segna due ma le neroverdi rimangono davanti. La squadra di Tronelli commette due volte fallo da 2 minuti e le spagnole ne approfittano: 7 a 7 e timeout per Erice. Quattro reti fondamentali per l’Atletico Guardes con Hauptman protagonista. Assana accorcia sul 8 e 11. Tellez e Cacheda salgono in cattedra portando le spagnole sul +6, Erice prova ad accorciare con Severin e Ahanda ma Guardes riesce a mantenere il ritmo. La prima frazione di gioco termina 10 a 17.
Erice riparte subendo subito un fallo da 7 metri ma Hauptman si fa sentire ancora. Le spagnole puniscono ancora le Arpie che subiscono quando sono in inferiorità numerica: 13 a 23 e trend che non riesce a cambiare. Le Arpie non trovano il bandolo della matassa e Guardes allunga ancora trovando la rete del 14 a 29 quando mancano 8 minuti e mezzo di gioco. Assana, Losio e Fanton provano ad ammorbidire il parziale ma le spagnole mantengono il controllo. La gara termina 19 a 30.
Norbert Biasizzo, vicepresidente Handball Erice:
«Non posso nascondere un certo rammarico per l’esito della gara di ritorno di Coppa Europea. Se da un lato la partita d’andata è stata una magnifica esperienza, ricca di emozioni e di grande intensità, dall’altro è un peccato non essere riusciti a replicare quella prestazione davanti al nostro pubblico. Tuttavia, voglio leggere questa avventura in chiave positiva: è stata una tappa importante del nostro percorso di crescita, una grande esperienza per il club, per le ragazze e per tutto il nostro territorio. È la seconda volta che raggiungiamo gli ottavi di finale, ma questa volta il sapore è diverso. Abbiamo affrontato una delle squadre più forti del campionato spagnolo, e lo hanno dimostrato anche oggi. Eravamo preparati, convinti di poter ripetere la prestazione dell’andata, ma purtroppo la partita per noi è durata solo dodici minuti. Poi si è spenta la luce: è venuta meno la determinazione, la sana cattiveria, la concentrazione. E tutto questo si è riflesso nel risultato finale. Sono amareggiato perché la squadra ha fatto un passo indietro. In Spagna avevamo mostrato grande solidità, compattezza, unità e un’ottima interpretazione tattica. Oggi, invece, non abbiamo visto nulla di tutto questo. Ma affrontare avversari di questo livello, in un contesto europeo, resta un’esperienza meravigliosa, non solo per l’Handball Erice ma per tutto il movimento della pallamano italiana. Il palazzetto pieno è stato un segnale bellissimo: chapeau a chi prosegue il cammino. Ci riproveremo il prossimo anno. Oggi abbiamo perso un treno importante, quello europeo, ma abbiamo ancora davanti a noi quello italiano. Dobbiamo essere concentrati, determinati, e dimostrare di essere una squadra compatta e solida, capace – come le arpie – di riprendere il volo anche dopo una caduta».
AC Life Style Handball Erice – Balonmán Atlético Guardes 19-30 (10-17)
AC Life Style Handball Erice: Fanton 1, Bernabei, Severin 1, Tarbuch, Losio 2,Manojlovic 3, Gandulfo 1, Do Nascimento 4, Iacovello, Dalle Crode, Pessoa 0, Assana 3, Ahanda 1, Cabral Barbosa 3, Kapitanovic. All. Bruno Tronelli.
Balonmán Atlético Guardes: Mínguez García, Sempere Herrera 2, Mendoza Peralta, Hauptman 5, Tellez Delgado 3, Cacheda González 7, Palomo Pineda 2, Serrano Ortega 1, Martínez Ruiz 3, Castro Viaño 4, Sancha González 1, Ramos Reyes 1, Balzinc 1. All. Ana Cristina Teixeira Seabra
Arbitri: Petrovic, Sofija e Zrnic, Lana (Serbia)
Commissario: Paher, Anja (Slovenia)
Handball
Erice – Handball Erice è pronta a giocarsi tutto davanti al proprio pubblico. Sabato alle ore 18, al Palacardella, le Arpie scenderanno in campo contro l’Atlético Guardés per la gara di ritorno degli ottavi di finale di EHF European Cup, decise a ribaltare il 25-22 dell’andata. Dopo una sfida equilibrata in Galizia – segnata dal poderoso break spagnolo a inizio ripresa e dalla successiva rimonta ericina – il margine di tre reti lascia ancora aperta ogni possibilità. Spinta dal calore della propria arena, Erice cercherà l’impresa per conquistare un posto nei quarti di finale.
«Giocare in un campo come quello della Balonmán Atlético Guardes è sempre un’emozione incredibile: rappresentare il nome di Erice e del territorio di Trapani a livello internazionale, in una cornice così storica e prestigiosa, è già di per sé un risultato importantissimo per la nostra società. Se prima della partita mi avessero detto che avremmo offerto una prestazione del genere, avrei firmato senza esitazione. Le ragazze hanno dato tutto: grande difesa, carattere, voglia di lottare. Abbiamo subìto un break forse troppo lungo prima del time-out, ma siamo rimasti in partita fino all’ultimo secondo. Torniamo a casa con grande forza e consapevolezza: abbiamo dimostrato a noi stessi e a chi ci segue che l’Handball Erice c’è, e questo ci riempie d’orgoglio. Sabato ci aspetta il ritorno, e speriamo di replicare quanto di buono fatto, correggendo qualche errore. Questa squadra ha dimostrato di poter stare in Europa e di potersela giocare con avversarie di altissimo livello: è un primo passo importante verso un percorso ambizioso. Continuiamo a lavorare secondo il nostro programma, aggiungendo ogni anno un tassello per costruire una squadra solida e continua nel tempo; penso che negli ultimi anni lo abbiamo dimostrato. Oggi ne è arrivata un’ulteriore conferma: affrontare una squadra seconda in campionato – fino a pochi giorni fa prima – conosciuta e rispettata in tutta la Spagna, e farlo con questa qualità, significa che siamo sulla strada giusta. Certo, c’è tanto da migliorare, come sempre, ma abbiamo fiducia totale nell’ambiente e nel lavoro che stiamo portando avanti. Adesso aspettiamo i nostri tifosi sabato prossimo per un’altra grande battaglia, sperando di poter regalare loro una nuova soddisfazione».
Sabato 24 gennaio 2026 – 18.00, Handball Erice – Balonmán Atlético Guardes, gara valevole per il ritorno degli ottavi di finali della European Cup.
Handball
Erice – Missione compiuta per la AC Life Style Handball Erice, che conquista anche il ritorno in Lussemburgo e accede agli ottavi di finale della EHF European Cup.
Dopo il netto 36-13 dell’andata, le Arpie si impongono anche nella seconda sfida contro l’Handball Kaerjeng, vincendo 32-17 (7-18 all’intervallo) e confermando la propria superiorità tecnica e tattica.
La squadra di Coach Bruno Tronelli ha dominato fin dai primi minuti, imponendo ritmo e intensità. Le reti di Severin e Assana hanno aperto la strada, seguite dalle giocate di Losio, protagonista assoluta dell’incontro con 9 reti, e di Manojlovic, implacabile nei momenti chiave. Il primo tempo si è chiuso sul 7-18, preludio a una ripresa di pieno controllo da parte delle siciliane.
Nella seconda frazione Erice ha gestito con maturità, alternando soluzioni in contropiede e difesa compatta. Gandulfo, Sablic, Dalle Crode e Tarbuch hanno completato il tabellino, suggellando un successo mai in discussione.
A fine gara, l’ala Giulia Losio ha commentato:
«Quella di oggi è stata una partita di conferma dopo la vittoria di venerdì. Abbiamo lavorato bene e giocato unite. La difesa resta il nostro punto di forza: si vince lì, e vogliamo continuare su questa strada anche in campionato».
Con questa doppia vittoria, Erice accede al sorteggio degli ottavi di finale in programma il 18 novembre: le avversarie sono avvisate, le Arpie vogliono continuare a volare in Europa.
Handball Kaerjeng – AC Life Style Handball Erice 17-32 (7-18)
Handball Kaerjeng: Weibel, Galic 3, Simon 1, Zuk 4, Huberty, Jurcevic, Reiter 2, Parisot 1, Medeiros 1, Monteiro Costa, Dascalu 2, Radoncic A. 1, Radoncic S., Kirtz 2, Jentgen, Gustowska. All. Dan Mauruschatt.
Handball Erice: De Marinis, Fanton, Bernabei, Severin 2, Tarbuch 3, Losio 9, Cozzi, Manojlovic 5, Gandulfo 3, Iacovello, Dalle Crode 3, Sablic 3, Pessoa 2, Assana 2, Cabral Barbosa, Kapitanovic. All. Bruno Tronelli.
Arbitri: Karolis Lukosevicius e Jonas Virkutis – Commissario: Christophoros Theophanous.ggi 2025.
Handball
ERICE – Buona la prima per la Handball Erice, che supera con autorità le lussemburghesi della Kaerjeng nella gara d’andata del terzo turno di EFH European Cup, imponendosi 36-13 al termine di una prova solida e brillante.
Le Arpie, oggi in maglia rosa, hanno imposto fin dall’inizio un ritmo alto e una difesa aggressiva, trovando continuità nel contropiede e nella costruzione offensiva. Dopo il vantaggio iniziale firmato da Gandulfo e Pessoa, la formazione allenata da Bruno Tronelli ha progressivamente allungato fino al +9 con cui si è chiuso il primo tempo (19-10).
Nella ripresa Erice ha dilagato grazie alle reti di Sablic, Tarbuch e Manojlovic, mentre la Kaerjeng non è riuscita a trovare contromisure efficaci. Il risultato finale, 36-13, fotografa un dominio netto e una crescita evidente del gruppo siciliano, che domenica (ore 18.00, PalaCardella) affronterà la gara di ritorno con fiducia e concentrazione.
Nel dopopartita, Gabriela Pessoa ha sottolineato l’importanza del lavoro difensivo e della solidità del gruppo:
“Stiamo lavorando molto bene, soprattutto in difesa, dove siamo diventate più solide e reattive. Anche il contropiede sta funzionando meglio, ed è una delle nostre armi principali. […] La partita di domenica sarà decisiva e dobbiamo entrare in campo con la giusta concentrazione”.
Per le neroverdi, un successo che vale entusiasmo e convinzione nel percorso europeo.
Handball
Erice, le Arpie volano ancora: travolto Leno 37-20
Erice – È un sabato di festa per l’AC Life Style Handball Erice, che davanti al proprio pubblico gioca una partita perfetta e travolge l’Handball Leno con un eloquente 37-20. Le ragazze di Cristina Cabeza Gutiérrez mostrano tutta la loro forza e maturità: concentrazione altissima, ritmo costante e una coralità che incanta.
Le Arpie partono fortissimo. Dopo pochi minuti, Alexandra Severin prende in mano la gara: tiri potenti, movimenti rapidi, carisma da leader. Dietro di lei, Cabral Barbosa e Zizzo si inseriscono con precisione, firmando un primo break che costringe il tecnico ospite Britos a chiedere time-out. Ma Erice è già in fuga.
Ogni pallone recuperato diventa un contropiede, ogni azione un’occasione per colpire. Le padrone di casa giocano con intelligenza e pazienza, costruendo con ordine fino al 19-10 che chiude il primo tempo tra gli applausi del PalaCardella.
Nella ripresa, la squadra non si limita a gestire: accelera ancora. Il parziale di 3-0 apre la seconda metà e mette subito la partita in cassaforte. Manojlovic, Losio, Dalle Crode e ancora Severin alimentano un gioco corale che entusiasma. Anche quando Ateba prova a scuotere Leno, Erice risponde colpo su colpo, fino al sigillo finale di Alessia Zizzo, che con una tripletta chiude i conti sul 37-20.
«Abbiamo iniziato con la giusta energia e si è visto – racconta Alessia Zizzo, raggiante a fine gara –. Questa intensità ci ha permesso di fare la differenza. Oggi abbiamo espresso una coesione profonda, ognuna di noi ha dato tutto per la squadra. Sono orgogliosa di far parte di questo gruppo».
Poi un pensiero speciale per la compagna Chiara Priolo, ferma per infortunio: «Le mando un grande in bocca al lupo. Sappiamo che tornerà presto e più forte di prima».
L’Erice di oggi è molto più di una squadra vincente: è un gruppo che sa divertirsi, sostenersi e crescere insieme. La mano di coach Cabeza Gutiérrez si nota in ogni dettaglio — dai movimenti difensivi alla costruzione del gioco, fino alla gestione dei ritmi. Una squadra solida e lucida, che ha imparato a non abbassare mai la guardia.
Le Arpie si godono il momento ma guardano già avanti: sabato 25 ottobre le aspetta la trasferta più difficile, quella contro Salerno, valida per la sesta giornata di campionato. Una sfida che dirà molto sulle ambizioni stagionali di un gruppo che, ormai, non sorprende più: convince.
Handball
Dalla Georgia a Erice: la storia di Alessia e Chiara, giovanissime protagoniste della pallamano italiana
ERICE – Hanno appena 18 anni, ma la grinta e il cuore sono da veterane. Alessia Zizzo e Chiara Priolo non sono semplicemente “promesse” della pallamano: sono già realtà. Entrambe classe 2006, entrambe in azzurro agli Europei Under 19 in corso in Georgia, entrambe con la maglia dell’AC Life Style Handball Erice cucita addosso per la prossima stagione.
Alessia Zizzo arriva dal SSV Brixen Sudtirol, ma la sua storia comincia molto più a sud, tra Fondi e Cassano Magnago. Terzino moderno, con visione di gioco e personalità da vendere, è una di quelle atlete che in campo “vede” prima degli altri. L’Erice l’ha voluta per costruire, con coraggio, un futuro in cui i giovani talenti siano protagonisti.
Chiara Priolo, invece, è una figlia di questa terra. Ala destra instancabile, ha già assaggiato il campo in Serie A1 e ha fatto la spola tra la formazione dell’Handball Trapani e le Arpie. Da quest’anno, però, niente più A2: Chiara sarà a pieno titolo parte della prima squadra.
In questi giorni, le due compagne stanno vivendo un’esperienza che ogni giovane atleta sogna: rappresentare l’Italia. Agli Europei Under 19 a Telavi, stanno contribuendo alla splendida cavalcata delle azzurrine, già qualificate alle semifinali dopo tre vittorie su quattro.
«È un’emozione grandissima – racconta Alessia –. Vestire la maglia azzurra è sempre speciale, ma farlo raggiungendo le semifinali lo rende indimenticabile. Con Chiara ci stiamo caricando a vicenda, e ora vogliamo portare questa energia anche a Erice».
Chiara sorride, e aggiunge: «Sentirsi parte stabile delle Arpie è una gioia. Erice è una società che crede nei giovani, e io non vedo l’ora di ripagare la fiducia. Intanto vivo ogni istante qui in Nazionale come un regalo: rappresentare l’Italia, anche solo per pochi minuti, è un onore che ti resta dentro».
A vederle in campo, Chiara e Alessia sembrano nate per giocare insieme. Si cercano con lo sguardo, si parlano senza bisogno di parole. Non è solo tecnica: è intesa, complicità, voglia di mettersi al servizio di una squadra.
E proprio su questo punta l’Handball Erice: creare un gruppo che abbia basi solide, ma soprattutto cuore. Cuore giovane, come quello di due ragazze che a 18 anni non hanno paura di sognare – e lavorare – in grande.
Handball
Erice – Handball Erice, sarà sfida contro le serbe del Železničar Inđija in European Cup
Svelato il primo turno della coppa europea: doppia sfida tra le vicecampionesse di Italia e Serbia. Intanto arriva il primo colpo di mercato: il portiere Maira De Marinis. Si alza ufficialmente il sipario sulla stagione 2025/2026 dell’AC Life Style Handball Erice. A Vienna, nel sorteggio del primo turno della EHF European Cup, le “Arpie” hanno conosciuto il nome della prima avversaria europea: saranno le serbe del ŽRK Železničar Inđija a contendere l’accesso al turno successivo.
Una sfida che promette scintille: da una parte la formazione siciliana, reduce da un’altra annata ai vertici della Serie A1 italiana; dall’altra, le vicecampionesse serbe, battute nella finale scudetto dalla blasonata Stella Rossa di Belgrado.
Il calendario prevede la gara d’andata in programma tra sabato 27 e domenica 28 settembre, con Erice che dovrebbe ospitare il primo atto al PalaCardella. Il ritorno, invece, si giocherà in Serbia, nel weekend del 4 e 5 ottobre.
Il Železničar Inđija, che ha sede nell’omonima città della Serbia centro-settentrionale, ha una discreta esperienza europea: è alla quarta partecipazione in Coppa dal 2022 a oggi. L’ultima avventura, nel 2024, si è conclusa al Round 3, con l’eliminazione per mano delle spagnole del Valladolid.

L’allenatrice dell’AC Life Style Handball Erice osserva attentamente il campo durante una partita, con in mano la strategia di gioco.
La coach spagnola di Erice, Cristina Cabeza Gutiérrez, ha commentato con lucidità il sorteggio:
“Affronteremo una squadra esperta nelle competizioni internazionali, che ha fatto bene nel suo campionato. So che le squadre serbe puntano molto sul tiro dalla distanza e sulla fisicità. Per questo motivo dovremo studiarle a fondo e prepararci con attenzione: vogliamo passare il turno”.
Intanto, dal mercato arriva la prima ufficialità in casa Handball Erice. Il portiere Maira De Marinis è la prima “nuova Arpia” della stagione. Classe 2006, originaria di Monopoli (BA), è cresciuta a Conversano, città con grande tradizione nella pallamano. Nelle ultime due stagioni ha difeso i pali dell’Handball Trapani in Serie A2, con prestazioni convincenti che hanno spinto lo staff tecnico a promuoverla nella rosa della prima squadra.
Maira è nel giro delle nazionali giovanili dal 2022. Ha già partecipato ai Giochi del Mediterraneo a Nauplia (Grecia) e a due edizioni della Youth League “Primule Azzurre”. Una crescita costante, che adesso le apre le porte del palcoscenico europeo.
Handball
Salerno – Niente da fare. La AC Life Style Handball Erice deve arrendersi e perde per la terza volta di fila la finale scudetto. Una conclusione amara, in una stagione che si conclude con due trofei conquistati (Supercoppa e Coppa Italia), ma con la forzata rinuncia al traguardo più ambito. Salerno, nel computo dei 120 minuti complessivi, ha meritato il titolo (decimo della sua storia, che vale la Stella), anche se per le Arpie rimane il rammarico del pareggio casalingo in gara uno.
Il coach Cristina Cabeza Gutiérrez sceglie di utilizzare tutto il fuoco di fila delle attaccanti, facendo iscrivere a referto l’ala brasiliana Alexandrina Do Nascimento e rinunciando giocoforza alle parate di Daniela Pinto Pereira (sono tre le straniere che possono giocare: la presenza di Alexandra Cabral Barbosa e Laeticia Ateba riempie gli spot a disposizione).
Jomi-Salerno-AC Life Style Handball Erice 32-28 (16-14)
Jomi Salerno: Mangone, Dalla Costa 8, Lepori, Rossomando 4, Squizziato 7, Fabbo 1, Woller 4, Danti, Lanfredi, Lauretti Matos, Linder, Bujnochova 5, Barreiro, Falser 1, Gislimberti 2. All. Thierry Vincent
AC Life Style Handball Erice: Masson, Bernabei, Eghianruwa, Coppola, Tarbuch 6, Losio, Benincasa, Dalle Crode, Di Prisco, Pessoa 2, Ateba 14, Do Nascimento 3, Cabral Barbosa 3, Cozzi, Ramazzotti. All. Cristina Cabeza Gutiérrez.
Arbitri: Gianna Stella Merisi – Andrea Alejandra Pepe
Commissari: Francesco Pasciuto – Roberto Rogato
Sin dall’inizio, si ripropone il rebus di gara uno. Il “sette contro sei” utilizzato da Salerno in attacco è una variabile tattica che le Arpie soffrono. La scelta di schierare Alexandrina Do Nascimento premia in fase offensiva, con il braccio educato e talentuoso dall’ala destra della brasiliana, e spedisce Chana Masson (poi sostituita da Martina Iacovello e Romina Ramazzotti) titolare in porta, dopo tanti mesi. Salerno
mostra di essere maggiormente a proprio agio. Costruisce una serie di azioni vincenti, che le consentono di issarsi sul 13-9 (26’). Il timeout voluto dal coach Cristina Cabeza Gutiérrez produce qualche frutto e si va all’intervallo con il vantaggio delle campane che è dimezzato (16-14).
I due gol di Laeticia Ateba illudono che il secondo tempo possa prendere un abbrivio diverso da quello dei primi trenta minuti. È, però, solo un miraggio, perché Salerno continua a giocare meglio, a creare situazioni offensive efficaci e muri difensivi invalicabili. Sul 25-20, l’inevitabile timeout della panchina delle Arpie non sortisce gli effetti sperati e finisce con il trionfo delle padrone di casa. Peccato. Delusione per il club, per la squadra e per i tifosi, che, numerosi, avevano seguito le Arpie in Campania. Il finale in rimomta non fa altro che acuire i rimpianti. L’appuntamento con il tricolore è rimandato all’anno prossimo.