• Palermo
    Palermo in manette un minorenne per detenzione e spaccio di droga
    Nel corso della perquisizione è stata rinvenuta sostanza stupefacente
    Redazione19 Febbraio 2026 - Cronaca
  • poliziapalermoopdroga Cronaca

    Palermo – La Polizia di Stato ha arrestato un 14enne palermitano, ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo hashish e marijuana.

    Poliziotti appartenenti all’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, nei giorni scorsi ed in orario pomeridiano, transitando per via Paolo Emiliani Giudici hanno notato, a  distanza, un giovane sostare con fare sospetto sulla sede stradale.

    Il giovane accortosi dell’arrivo della volante di polizia, nel tentativo di eludere un possibile controllo, si è allontanato repentinamente dal posto cercando di far perdere le proprie tracce, ma gli agenti, ritenendo sospetto l’atteggiamento assunto dal giovane, hanno deciso di fermarlo per sottoporlo ad un controllo.

    Nel corso dell’accertamento, il giovane, 14enne, ha mostrato atteggiamenti di insofferenza e tensione tali da indurre gli agenti ad approfondire il controllo sulla sua persona. La perquisizione personale a cui è stato, sottoposto ha consentito di rinvenire nella tracolla che aveva al seguito un involucro in cellophane contenente 20 infiorescenze di marijuana; un incarto contenente 5 involucri di sostanza stupefacente del tipo hashish e denaro contante pari a 70,00 euro, inoltre occultati all’interno delle “parti intime” è stata rinvenuta una busta trasparente contenente 8 bustine in cellophane con all’interno sostanza stupefacente del tipo marijuana e 16 involucri di carta opaca con all’interno sostanza stupefacente del tipo hashish.

    La droga ed il denaro, ritenuto provento dell’attività di spaccio, sono stati sequestrati, mentre il giovane, arrestato nella flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, è stato condotto presso il Centro di Prima Accoglienza “Malaspina” di Palermo.

    Giova precisare che l’odierno indagato, è, allo stato, indiziato in merito al reato contestato e che la sua posizione sarà definitiva solo dopo l’emissione di una, eventuale, sentenza passata in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza.





  • Palermo
    Fermo illegittimo, Italia risarcisca 76mila euro a Sea Watch
    Il caso risale al giugno 2019
    Redazione18 Febbraio 2026 - Cronaca
  • Carola Rackete Cronaca

    Palermo –  Per il Tribunale di Palermo fu illegittimo il fermo della Sea Watch. Italia risarcisca 76mila euro. Il caso risale al giugno 2019, la nave era guidata da Carola Rackete. Il tribunale di Palermo ha stabilito che la ong Sea Watch dovrà essere risarcita dallo Stato per oltre 76mila euro per il fermo subito dalla nave Sea Watch 3, nel giugno del 2019.

    L’episodio fa riferimento al caso legato all’allora comandante della nave Carola Rackete, che il 29 giugno di quell’anno forzò il blocco navale di Lampedusa per far sbarcare 42 migranti nell’isola.

    Adesso lo Stato dovrà risarcire le spese patrimoniali documentate, sostenute tra ottobre e dicembre del 2019, quindi spese portuali e di agenzia, carburante per mantenere la nave attiva, e spese legali.





  • Palermo
    In appello chiesta conferma condanna per Martina Gentile figlia dell’amante di Messina Denaro
    La donna è ritenuta pedina della rete di assistenza del boss deceduto
    Redazione16 Febbraio 2026 - Cronaca
  • MartinaGentileMessinaDenaro Cronaca

    Palermo – La procura generale di Palermo ha chiesto la conferma della condanna a 4 anni e 8 mesi e un anno di libertà vigilata inflitta in primo grado a Martina Gentile, figlia dell’insegnante Laura Bonafede, storica compagna di Matteo Messina Denaro.

    Martina Gentile ritenuta una pedina fondamentale della rete di assistenza al latitante è stata condannata a marzo 2025. La donna era accusata di favoreggiamento e procurata inosservanza della pena. La donna, 32 anni, supplente in una scuola a Pantalleria, era il tramite tra la madre e il padrino. Si sarebbe interfacciata con Lorena Lanceri, la vivandiera di Messina Denaro, moglie di Emanuele Bonafede.

    Nel corso di dichiarazioni spontanee Gentile, in primo grado, davanti al gup, disse di aver ignorato la relazione tra il capomafia e sua madre, sposata con un altro mafioso che sconta l’ergastolo per omicidio. «Ad oggi, per quello che ho saputo leggendo anche la lettera diario di mia madre – ha spiegato -capisco che quell’uomo non meritava il mio affetto. Mia madre ha sbagliato tantissimo, per questo sono arrabbiata con lei, però purtroppo è andata così e io ho voluto bene ad una persona a cui non dovevo».

    Messina Denaro considerava la giovane come una figlia. “Ho cresciuto una figlia che non è mia figlia biologica, ma per me è una figlia e mi ha dato l’amore di una figlia”, così scriveva il padrino. “Ha molto di me perché l’ho insegnata io, se vedessi il suo comportamento ti sembrerei io al femminile”, aggiungeva l’ex superlatitante in un pizzino inviato a una delle sorelle.

     

     





  • Palermo
    Donna accoltellata a Palermo, è in gravi condizioni
    La donna è originaria della Puglia
    Redazione12 Febbraio 2026 - Cronaca
  • Cronaca

    Palermo – Una donna di 56 anni, Maria Luigia Tricarico, è stata ferita nel pomeriggio di oggi 12 febbraio con un coltello mentre si trovava in via Libertà. L’aggressore sarebbe arrivato alle spalle della donna che era appena uscita da una parrucchieria e stava andando a recuperare l’auto parcheggiata vicina,  ferendola al dorso in prossimità del cuore in circostanze ancora da chiarire, poi è fuggito a piedi.

    La donna, pur ferita gravemente, è riuscita a rifugiarsi in un negozio vicino, da dove è stato lanciato l’allarme. Ai soccorritori ha raccontato di aver sentito improvvisamente il colpo mentre camminava. Trasportata all’ospedale Villa Sofia, si trova in gravi condizioni.

    In pochi istanti sono arrivate diverse pattuglie di polizia che hanno avviato le ricerche dell’aggressore.





  • Palermo
    Carceri, intesa per il reinserimento dei detenuti
    La Sicilia è tra le regioni protagoniste della sperimentazione nazionale, insieme a Lombardia, Lazio e Veneto
    Redazione12 Febbraio 2026 - Attualità
  • Attualità

    Palermo – Creare un ponte concreto tra il mondo penitenziario e il mercato del lavoro, trasformando la pena in un’occasione di riscatto sociale e sviluppo economico. È l’obiettivo del seminario tecnico “Carcere e Lavoro: un’azione di sistema per il reinserimento dei detenuti” che si è svolto a Palermo, nell’auditorium dell’assessorato regionale del Territorio e dell’ambiente.

    Al termine dell’evento è stato siglato un protocollo d’intesa tra i rappresentanti del dipartimento regionale del Lavoro, di quello della Famiglia, del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria per la Sicilia, dell’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna (Uiepe) per la Sicilia, del Centro per la giustizia minorile per la Sicilia e il Garante per la tutela dei diritti fondamentali delle persone private della libertà personale della Regione Siciliana.

    Attraverso questo documento, le parti si impegnano a collaborare per la costituzione di una rete specialistica che definisca ruoli e azioni per facilitare l’ingresso dei detenuti nel tessuto produttivo siciliano.
    L’evento, promosso dal dipartimento regionale del Lavoro e da Sviluppo Italia, segna l’avvio operativo del progetto “Reti specialistiche e misure per l’inserimento lavorativo delle persone detenute”. L’iniziativa fa parte del programma nazionale “Donne, Giovani e Lavoro 2021-27”, coordinato dal ministero del Lavoro in collaborazione con il ministero della Giustizia.

    La Sicilia è tra le regioni protagoniste della sperimentazione nazionale, insieme a Lombardia, Lazio e Veneto.
    Il fulcro del progetto è l’attivazione dello “Sportello Lavoro” all’interno degli istituti penitenziari, per garantire orientamento e accompagnamento personalizzato ai detenuti. Il servizio è già operativo nella Casa circondariale Pagliarelli di Palermo, dove lo scorso 19 gennaio sono stati avviati i primi colloqui, e sarà esteso alla Casa circondariale Piazza Lanza di Catania, all’Ipm Bicocca di Catania e all’Ipm Malaspina di Palermo.





  • Trapani
    Un emendamento tecnico
    Processo all’ex senatrice Vicari: l’ex ministro Delrio attribuisce al Mef l’emendamento pro Morace
    Rino Giacalone12 Febbraio 2026 - Cronaca
  • tribunale trapani Cronaca

    Trapani  di Rino Giacalone – Adesso si va verso la sentenza. I giudici a fine aprile dopo requisitoria e arringhe metteranno con la sentenza la parola fine al processo dove sono imputate di corruzione l’ex dirigente dell’assessorato alle Infrastrutture Salvatrice Severino e l’ex sottosegretario e senatrice Simona Vicari. Un dibattimento scaturito dall’indagine “Mare Monstrum”, la cosiddetta “tangentopoli del mare”. L’inchiesta che colpì la Liberty Lines e gli armatori Morace, per via degli inciuci commessi nella gestione dei contributi regionali per le tratte navali onorate di esercizio pubblico, e quindi ricompensate.

    Quello in corso contro Severino e Vicari non è che l’ultimo di una serie di processi, celebrati tra Palermo e Trapani. Nell’indgine ha patteggiato, per due volte, per corruzione l’ex patron della compagnia navale, Ettore Morace, tra i condannati l’ex sindaco Fazio, il cui processo attende la definizione del giudizio di appello. A Trapani le ultime udienze riguardanti Severino e Vicari, hanno visto sfilare davanti al collegio (presidente giudice Carrara) i testi citati dalla difesa dell’ex parlamentare.

    Contro di lei l’accusa di aver favorito l’armatore Ettore Morace. Nel novembre 2016, durante la formazione della finanziaria nazionale del 2017, la Vicari che sedeva da sottosegretario al ministero dei Trasporti, si intestò l’approvazione di un emendamento che applicò da allora l’Iva al 5 per cento per i trasporti a corto raggio. Cosa favorevole agli interessi anche delle compagnie di navigazione, ma il vero premiato sarebbe stato l’armatore Ettore Morace, della trapanese Liberty Lines.

    Le intercettazioni dei Carabinieri hanno infatti tradito il rapporto stretto tra i due. Un “patto”, suggellato per l’accusa, in distinti momenti, dal regalo di due preziosi orologi, ora confiscati. Quando fu sentita, la Vicari ha detto che non si occupò dell’emendamento e di esserselo intestato come “millanteria politica”. Escludendo in maniera categorica che l’emendamento non fu mai partorito da una sua iniziativa. Gli orologi ricevuti? “Per me erano un dono” ha ripetuto la Vicari.

    Nell’ultima udienza di martedì a dar ragione all’ex senatrice è stato il deputato Graziano Delrio, che all’epoca sedeva da ministro al dicastero delle Infrastrutture. La Vicari era uno dei suoi sottosegretari. “L’emendamento – ha detto Delrio – arrivò dal Mef, il ministero delle Finanze”. L’ex ministro ha poi ribadito che l’introduzione dell’Iva in questo ambito venne decisa “per via di una procedura di infrazione sollevata dall’Unione Europea”. Nella precedente udienza erano stati sentiti due ex sottosegretari, Del Basso De Caro e Baretta, nella sostanza quell’emendamento non avrebbe avuto sostenitori politici, ma frutto dei tecnici del Mef. Un emendamento che oggi è impossibile rintracciare nella sua origine.
    Nel processo, da dove è uscito per prescrizione Giuseppe Montalto ex segretario dell’assessore Pistorio, parte civile è la Regione: Schifani e la Vicari opposti in Tribunale, ma stretti alleati a Palermo, essendo l’ex senatrice tra i collaboratori più ascoltati a Palazzo d’Orleans





  • Palermo
    All’ospedale Cervello di Palermo, tre arresti per il racket del caro estinto
    I dipendenti sarebbero stati videoripresi mentre incassaano i soldi
    Redazione11 Febbraio 2026 - Cronaca
  • ospedale corridoio 1 Cronaca

    Palermo – Agenti della sezione anticorruzione della squadra mobile di Palermo hanno eseguito un’ordinanza cautelare del gip nei confronti di tre dipendenti della camera mortuaria dell’ospedale Cervello finiti ai domiciliari accusati a vario titolo di associazione a delinquere, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio e corruzione per esercizio della funzione.

    L’indagine è scattata nei primi mesi del 2024, sotto il coordinamento della Procura, attorno ai decessi ospedalieri.

    Partendo dalle indagini al Policlinico Paolo Giaccone, dove ci sono stati arresti e indagati, grazie a intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche è stata ricostruita un’associazione a delinquere, composta da tutti e tre i dipendenti della camera mortuaria e i titolari di imprese funebri locali. Si tratta di Vincenzo Romano, 67 anni, da pochi mesi in pensione, Onofrio Leonardo, 61 anni, è Giuseppe Suriano, 56 anni.

    I dipendenti dietro compenso economico avrebbero indirizzato i familiari verso alcune imprese di pompe funebri. Sono stati filmati anche i passaggi di soldi come nel caso di un irlandese morto a Palermo, tra i dipendenti e i referenti delle pompe funebri. In quel caso sono stati dati 500 euro.
    Nel corso delle indagini sarebbe stata trovata individuata una cimice nei pressi della camera mortuaria.

    Alla luce della scoperta i tre impiegati si sarebbero messi d’accordo nel caso in cui fossero stati convocati dalla polizia giudiziaria, adottando comportanti per deviare il corso delle indagini.

    L’altra indagine scoppiata nei mesi scorsi al Policlinico

    L’attività, originata da risultanze delle investigazioni condotte al Policlinico “P. Giaccone” di Palermo, si è avvalsa di intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche ed ha consentito di delineare l’esistenza di una associazione a delinquere, composta da tutti e tre i dipendenti della camera mortuaria e dedito alla stipula di accordi corruttivi con i referenti di numerose imprese funebri locali.

    Adottando il medesimo modus operandi ed in cambio di denaro, gli indagati avrebbero infatti accelerato le pratiche inerenti alla cura ed il rilascio di salme di deceduti in ospedale, anche quando erano mancanti le previste autorizzazioni comunali.

    In alcune occasioni i dipendenti dell’obitorio, sempre dietro compenso economico, avrebbero favorito alcune imprese funebri, indirizzando i familiari dei defunti a presceglierle per l’affidamento dei relativi servizi.

    Nell’inchiesta sul Policlinico erano finiti ai domiciliari Marcello Gargano, 64 anni e Salvatore Lo Bianco, 58 anni. Mentre per altri 2 dipendenti, Antonio Di Donna di 62 anni e Giuseppe Anselmo, 66 anni, il gip aveva disposto la misura della presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria e la sospensione dall’esercizio di pubblici uffici o servizi per un anno. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria anche per Marcello Spatola, Giacomo Marchese, Francesco Trinca, Nunzio Trinca, Davide Madonia.





  • Palermo
    Muore dopo essere stato investito da una motrice un ciclista di 55 anni
    Le indagini sono della polizia municipale
    Redazione6 Febbraio 2026 - Cronaca
  • Ambulanza 2 TpOggi Cronaca

    Palermo – Era in sella ad una bici quando è stato investito da una motrice in via Francesco Crispi. La vittima Antonino Incorvaia, di 55 anni, è stato soccorso dai sanitari del 118 che hanno provato invano a rianimarlo ma invano. Le indagini sono condotte dalla polizia municipale.

    Si allunga la lista di morti e feriti in città. Appena una settimana fa un giovane di 16 anni in sella a uno scooter si era scontrato con un’automobile, il 28 gennaio un cittadino ghanese è rimasto ferito dopo essere stato travolto da un’auto dei carabinieri mentre pedalava in via Libertà all’altezza di via Siracusa. Il 3 novembre un uomo di 77 anni, Giuseppe Gargano, è morto dopo essersi scontrato con uno scooter elettrico, guidato da un giovane, all’incrocio tra via Gaetano Daita e via Archimede.





  • Palermo
    Vicenda Cuffaro: riesame rigetta appello Procura contro ordinanza Gip
    Si tratta della vicenda per corruzione
    Redazione6 Febbraio 2026 - Cronaca
  • cuffaro Cronaca

    Palermo – Gi avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano, difensori del dott. Salvatore Cuffaro, rendono noto che il Tribunale del riesame, in accoglimento delle tesi ed eccezioni difensive, ha rigettato l’appello della Procura contro l’ordinanza del Gip che aveva rigettato la richiesta degli arresti domiciliari per la corruzione contestata oltre che a Cuffaro anche all’on. Carmelo Pace, all’imprenditore favarese Alessandro Vetro e al direttore del Consorzio di bonifica Giovanni Tomasino.

    Lo stesso Tribunale ha pure rigettato la richiesta di sequestro preventivo di 25.000 euro e la riqualificazione della vicenda Dussmann in corruzione e dichiarato inammissibile l’appello per l’associazione a delinquere





  • Palermo
    Incendio impianto trattamento rifiuti, proseguono le operazioni di spegnimento
    Sul posto uomini e mezzi da tutta la provincia di Palermo
    Redazione4 Febbraio 2026 - Cronaca
  • Cronaca

    Campofelice di Roccella (Palermo) – Proseguono le operazioni di spegnimento da parte del personale dei vigili del fuoco per l’incendio che da ieri sera martedì 3 febbraio interessa l’impianto di trattamento dei rifiuti plastici nel Comune di Campofelice di Roccella, in provincia di Palermo. L’incendio è scoppiato attorno alle 22 circa di ieri sera, ed ha impegnato per tutta la notte diverse squadre di vigili del fuoco in contrada Pista vecchia (in prossimità dello svincolo autostradale di Buon Fornello). L’incendio ha coinvolto un impianto di trattamento di rifiuti di plastica.

    Nel corso della giornata sono stati impiegati numerosi uomini e mezzi dei pompieri provenienti da tutta la provincia di Palermo. Per rendere più efficace l’azione di spegnimento sono intervenuti i mezzi del Gruppo Operativo Speciale con mezzi movimento terra, utilizzati per lo smassamento dei rifiuti, e un mezzo aeroportuale Auto Idro Schiuma Polvere (AISP), capace di erogare oltre 4.000 litri di acqua al minuto. Le fiamme hanno interessato delle rotoballe posizionate all’aperto su una superficie di diverse migliaia di metri quadri. Le squadre pompieri hanno operato tutta la notte per cercare di contenere il fuoco, proteggendo le strutture interne dell’impianto.

    In mattinata ha effettuato un sopralluogo anche il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Palermo, ing. Girolamo Bentivoglio Fiandra.

    Contestualmente, l’ARPA ha eseguito campionamenti ambientali per la verifica di eventuali livelli di inquinamento; si resta in attesa dei risultati delle analisi.

    Il tratto della SS 113 antistante l’impianto è stato chiuso al traffico ed è presidiato da personale ANAS e dalla Polizia Stradale.

    A supporto delle squadre operative dei Vigili del Fuoco sono intervenute anche diverse autobotti della Protezione Civile della Città Metropolitana di Palermo.

    Dello stesso argomento
    Palermo – Un incendio scoppiato attorno alle 22 circa di ieri sera, ha impegnato per tutta la notte diverse squadre di vigili del fuoco  a Campofelice di Roccella, in...  Leggi Tutto »
    Redazione 4 Febbraio 2026






  • Ricerca articoli

    Stai cercando un articolo passato?

    Puoi filtrare per data, autore o titolo.

    Cerca articoli →
  • Altre Notizie di Cronaca
    Logo Trapani Oggi con fiocco nero in segno di lutto
    Redazione
    squadra mobile palermo
    Redazione
    Redazione
    prefettura di trapani
    Redazione
    Incidente stradale
    Redazione
    Redazione
    prefettura di trapani
    Redazione
    Redazione
    Redazione
    Redazione
    avvocato massone Antonio Messina
    Redazione
    polizia
    Redazione