Trapani – L’ex sindaco di Trapani Mimmo Fazio è stato condannato per lesioni personali. La sentenza emessa stamane dal Tribunale di Trapani, giudice D’Alessandro. Fazio è stato condannato a 516 euro di multa e al risarcimento della parte civile per 500 euro oltre al pagamento delle spese processuali.
I fatti si riferiscono ad una vicenda che risale al 15 agosto 2020 sull’isola di Marettimo. Fazio in vacanza sull’isola mentre stava andando a pescare si trovò coinvolto in un gavettone lanciato da un gruppo di ragazzi che scherzavano tra loro.
Lo scherzo non piacque all’ex politico che sorpreso dal gesto reagì nei confronti di uno dei giovani, e dalle parole si passò ai fatti.
Nell’immediatezza dei fatti sulla vicenda le versioni furono controverse, il giovane di 17 anni sostenne che Fazio, durante il diverbio, lo avrebbe afferrato per i testicoli stringendoli, e che a quel punto lui avrebbe reagito colpendolo al volto, provocandogli una ferita sopraccigliare poi suturata con alcuni punti. Fazio, invece, ha sempre negato di aver aggredito il ragazzo, sostenendo di essere stato colpito all’improvviso.
Sulla vicenda, che fece molto clamore all’epoca, non solo per il luogo di vacanza, per la figura di uno dei protagonisti in quel momento al centro di altre vicende, indagarono i carabinieri.
Stamane a distanza di cinque anni la sentenza di un giudice ha messo la parola fine a questa vicenda.
Cronaca
Trapani – Dopo una settimana la prefettura di Trapani ha notificato al comandante e all’armatore della nave Mediterranea, della omonima ong, che si trova ormeggiata nella banchina del porto, sessanta giorni di fermo e una multa per 10 mila euro.
«Uno dei più pesanti provvedimenti in applicazione del decreto Piantedosi – fanno sapere dalla ong – che in questi tre anni abbiano colpito le imbarcazioni della flotta civile di soccorso: cioè la nave in catene per due mesi». La nave era sbarcata a Trapani la sera del 23 agosto scorso ed aveva sbarcato 10 migranti, soccorsi nel canale di Sicilia, disobbedendo all’ordine di raggiungere Genova, dopo reiterate inutili richieste di riassegnazione del porto. «Ma le onde erano altre quasi tre metri e la Liguria non era raggiungibile», spiegano dalla Mediterranea. Due giorni dopo Mediterranea era stata fermata. Ora a distanza di una settimana dalla Prefettura è arrivata la comunicazione con i dettagli sul periodo di fermo e i motivi dello stop. E non è escluso che possa essere preludio prima della confisca. Quella effettuata da nave Mediterranea era la prima missione. “Quello che non si tiene assolutamente in considerazione è la non lesività della condotta di nave ed equipaggio e che le persone portate a Trapani fossero vittime del reato”, spiega l’avvocato della Ong Cristina Cecchini. La motivazione del provvedimento, osserva, è quanto meno lacunosa. “Sostanzialmente si contesta solo di non aver seguito gli ordini”.
– Il suo viaggio verso un futuro migliore si è fermato in mare, in quello stesso mare che dovrebbe unire i popoli e invece li continua a dividere e che è diventato un grande cimitero, il Mediterraneo. Lui al momento non ha un nome, ma è l’ultima vittima di un esodo senza fine. Il barcone sul quale viaggiava assieme ad altri 51 compagni è stato soccorso dai militari della guardia costiera. La vittima potrebbe essere morta per le inalazioni di idrocarburi respirati nel corso della traversata a bordo del natante di 10 metri e poi caduta in mare, il suo corpo è stato recuperato dai militari. Era bengalese così come alcuni dei migranti soccorsi, gli altri sono egiziani, eritrei, etiopi, siriani e sudanesi, con loro 2 donne e un minore.
Sono stati sbarcati sul molo Favarolo a Lampedusa che come ha avuto modo di dire giusto qualche giorno fa, l’arcivescovo di Agrigento, Monsignor Alessandro Damiano, in occasione del sit in per la Mediterranea ferma a Trapani. “Quel molo Favaloro che tutti conoscono – disse l’arcivescovo Damiano – che immaginano enorme, ma che in realtà è solo una striscia di cemento precaria, però porto di salvezza”.
I migranti soccorso a largo di Lampedusa si trovano ora all’hotspot di contrada Imbriacola, mentre la salma nella camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana dove verrà sottoposta ad ispezione cadaverica. Ma oltre a questo con 51 migranti, sono stati quattro gli sbarchi a Lampedusa. Nell’hotspot dell’isola al momento ci sono 730 ospiti. A partire dalla mezzanotte di lunedì sono stati quattro gli sbarchi e 219 i migranti arrivati. Sugli ultimi 4 barconi c’erano gruppi di persone originarie del Sudan, Bangladesh, Egitto, Eritrea, Etiopia e Somalia. Nella tarda mattina di ieri 74 ospiti sono stati trasferiti con il traghetto di linea sulla terraferma.
Cronaca
Trapani – Il prefetto di Trapani, per conto del ministero dell’Interno, ha notificato al comandante e all’armatore della nave Mediterranea, della omonima ong, 60 giorni di fermo e una multa per 10 mila euro.
«Uno dei più pesanti provvedimenti in applicazione del decreto Piantedosi – dice la ong – che in questi tre anni abbiano colpito le imbarcazioni della flotta civile di soccorso: cioè la nave in catene per due mesi».
La nave è stata fermata per aver fatto sbarcare a Trapani, lo scorso 23 agosto, 10 naufraghi a cui era stato assegnato invece il Pos a Genova.
«Ma le onde erano altre quasi tre metri e la Liguria non era raggiungibile», spiegano dalla Mediterranea Saving Humans.