• Addio a Remo Girone, l’indimenticabile mafioso Tano Cariddi della Piovra
    L'attore è morto improvvisamente nella sua casa di Monaco
    Redazione4 Ottobre 2025 - Attualità
  • E morto lattore Remo Girone Attualità

    Monte Carlo (Monaco) – Tutti lo ricordiamo come il famoso mafioso Tano Cariddi dello sceneggiato Rai “La Piovra”.   Remo Girone, 76 anni è morto ieri sera nella sua casa di Monte Carlo dove viveva con la moglie Victoria Zinny.

    Nato ad Asmara, in Eritrea, il 1º dicembre 1948 da una famiglia di emigrati italiani, Girone sin da piccolo dimostrò una spiccata vocazione per la recitazione. A tredici anni si trasferì a Roma, dove più tardi abbandonò gli studi in economia per diplomarsi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”.

    Fu il teatro, prima ancora del cinema e della televisione, a dargli le sue prime grandi soddisfazioni. Lavorò con registi del calibro di Luca Ronconi, Orazio Costa e Peter Stein, ricevendo ampi riconoscimenti anche a livello internazionale, come il premio vinto al Festival Teatrale di Edimburgo nel 1996 con lo Zio Vanja di Čechov.

    Nell’87 la consacrazione con il personaggio dello sceneggiato Rai “La Piovra” girato in massima parte a Trapani.

    Girone presta volto, voce e sguardo glaciale a Gaetano “Tano” Cariddi, il ragioniere corrotto e spietato de “La Piovra”, lo sceneggiato della Rai diretto da Luigi Perelli, simbolo della connivenza tra mafia e finanza. Un  personaggio destinato a entrare nella storia della televisione, capace di trasformarlo in un’icona indelebile per generazioni di spettatori.

    La fiction ottenne grandi consensi di pubblico (una media di 10 milioni di spettatori e punte di 15 milioni) ed è stata esportata in oltre 80 nazioni.

    La sceneggiatura de “La Piovra” è stata elaborata da un team guidato da Ennio De Concini su un soggetto del trapanese Nicola Badalucco. L’idea originale di portare il tema della mafia in televisione fu di Sergio Silva, ma la traccia fondamentale della storia fu sviluppata dal giornalista Nicola Badalucco.

    Le location della Piovra a Trapani

    Trapani

    • La sede della squadra mobile dove lavora il commissario Corrado Cattani (Placido)
    • Il palazzo dove abita la marchesa Titti (De Rossi)
    • Il palazzo dove Corrado Cattani (Placido) si trasferisce assieme alla figlia Paola (Nardulli) e alla moglie Else (Jamet)
    • Il carcere dove sono tenuti prigionieri Franco (Vaccaro) e in un secondo momento Sante Cirinnà (Infanti)
    • La strada in cui viene trovato assassinato il commissario Augusto Marineo, capo della squadra mobile
    • Il giardino in cui Paola Cattani (Nardulli) viene rilasciata dopo essere stata rapita e successivamente stuprata

     





  • Italia
    E’ morto Re Giorgio, aveva 91 anni
    Giorgio Armani e il suo forte legame con Pantelleria
    Redazione4 Settembre 2025 - Attualità
  • pantelleria e lo stilista Attualità

    Milano – E’ morto lo stilista Giorgio Armani. Aveva 91 anni. Lo ha annunciato il gruppo Armani. ‘Con infinito cordoglio, il gruppo Armani annuncia la scomparsa del suo ideatore, fondatore e instancabile motore: Giorgio Armani. Il Signor Armani, come è sempre stato chiamato con rispetto e ammirazione da dipendenti e collaboratori, si è spento serenamente, circondato dai suoi cari. Infaticabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi all’azienda, alle collezioni, ai diversi e sempre nuovi progetti in essere e in divenire”, si legge nel comunicato firmato ‘I dipendenti e la sua famiglia’.

    “Negli  anni, Giorgio Armani ha creato una visione che dalla moda si è estesa a ogni aspetto del vivere, anticipando i tempi con straordinaria lucidità e concretezza. Lo ha guidato un’inesauribile curiosità, l’attenzione per il presente e le persone. In questo percorso ha creato un dialogo aperto con il pubblico, diventando una figura amata e rispettata per la capacità di comunicare con tutti. Sempre attento alle esigenze della comunità, si è impegnato su molti fronti, soprattutto verso la sua amata Milano.

    “La Giorgio Armani – prosegue la nota del Gruppo – è una azienda con cinquant’anni di storia, cresciuta con emozione e con pazienza. Giorgio Armani ha sempre fatto dell’indipendenza, di pensiero e azione, il proprio segno distintivo. L’azienda è il riflesso, oggi e sempre, di questo sentire. La famiglia e i dipendenti porteranno avanti il Gruppo nel rispetto e nella continuità di questi valori. “In questa azienda ci siamo sempre sentiti parte di una famiglia. Oggi, con profonda commozione, sentiamo il vuoto che lascia chi questa famiglia l’ha fondata e fatta crescere con visione, passione e dedizione. Ma è proprio nel suo spirito che insieme, noi dipendenti e i familiari che sempre hanno lavorato al fianco del signor Armani, ci impegniamo a proteggere ciò che ha costruito e a portare avanti la sua azienda nella sua memoria, con rispetto, responsabilità e amore.”

    La camera ardente sarà allestita a partire da sabato 6 settembre e sarà visitabile fino a domenica 7 settembre, dalle ore 9 alle ore 18, a Milano, in via Bergognone 59, presso l’Armani/Teatro. Per espressa volontà di Armani, i funerali si svolgeranno in forma privata.

    Armani e Pantelleria

    A Vouge lo stilista aveva raccontato come lui e Pantelleria si erano scelti, ecco uno stralcio di quella lunga intervista.

    È lunga la mia storia con Pantelleria ed è cominciata, a dire il vero, tra dubbi e perplessità. Quando la visitai la prima volta, alla fine degli anni ’70, mi era sembrata solo brulla e scontrosa. Non aveva spiagge comodamente accessibili, non c’erano alberghi né ristoranti. Ho pensato: “che errore venire qui”. Eppure, dopo alcuni giorni, guardando il cielo limpido e il paesaggio intorno, mi accorsi che ovunque regnavano quiete e calma. Silenzio assoluto. È stato in quel momento che mi resi conto che qualcosa mi aveva stregato. Ammirando con calma il suo paesaggio incontaminato, mi innamorai del suo fascino selvaggio. Il colpo al cuore fu Cala Gadir con i suoi “dammusi”, le tipiche case locali in pietra lavica con il tetto bianco a cupola, veri e propri gioielli di architettura rurale. Li acquistai nel 1981 e così mi sono regalato questa casa, che nel tempo è diventata una tenuta con una vera e propria oasi di cui oggi vado molto fiero e che comprende cactus locali, piante profumate di tiarè, siepi di gelsomini, cespugli di rose, cipressi rari e persino alcune palme centenarie, salvate dall’abbattimento, provenienti da Villa Tasca, vicino a Palermo.

    Negli anni l’hanno scoperta in molti. C’è più gente, più turismo, e per certi versi è diventata più accogliente. Per il resto, rimane un’isola meravigliosa, un luogo che va esplorato pian piano, e che richiede una vita per essere apprezzato in tutte le sue sfumature. Rimane immutato il suo carattere un po’ scontroso: all’inizio è ostica e aspra, poi sembra accoglierti, ma a volte subito si ritira. Non è un luogo per tutti, e questo ai miei occhi ne moltiplica il fascino.

    Il cordoglio dell’isola nera

    «Esprimo il cordoglio a nome di tutta la comunità dell’isola per la morte di Giorgio Armani, persona di grande cuore e animo, sempre disponibile e attento alle esigenze della popolazione, dimostrando di amarla profondamente». Lo dice Fabrizio D’Ancona, sindaco di Pantelleria (Trapani), isola dove lo stilista trascorreva parte delle sue vacanze nella villa a cala Gadir. L’ultima donazione di Armani all’isola risale a qualche anno fa, quando ha versato al Comune 800mila euro per contribuire alla realizzazione del servizio idrico e fognario a cala Gadir, Tramontana e Levante. I lavori sono stati quasi ultimati. «Già negli anni passati Giorgio Armani ha donato una tac all’ospedale – aggiunge il sindaco – e non possiamo dimenticare la grande risonanza avuta da Pantelleria per la sua presenza nell’isola».





  • Palermo
    Hostess morta, fidanzato indagato per istigazione suicidio
    Il decesso a Vienna. Disposta autopsia,carte trasmesse a Roma
    Redazione8 Luglio 2025 - Cronaca
  • aurora maniscalco Cronaca

    Palermo – Torna oggi pomeriggio a Palermo la salma di Aurora Maniscalco, la giovane hostess palermitana caduta dal terzo piano del suo alloggio e morta dopo giorni di agonia a Vienna.
    Secondo quanto si apprende al fidanzato di Aurora sarebbe stato notificato un avviso di garanzia per istigazione al suicidio.
    La procura palermitana a cui l’avvocato Alberto Raffadale ha presentato un esposto, ha disposto l’autopsia che sarà eseguita nei prossimi giorni nel Policlinico. Poi il caso passerà alla Procura di Roma.
    L’autopsia è un atto irripetibile che la magistratura viennese ha negato sostenendo che la hostess si è suicidata.
    La Procura di Roma è competente per le indagini su reati all’estero con vittime italiane. Secondo i giudici austriaci, che si sono basati sul racconto di alcuni passanti e del fidanzato della ragazza che ha però ammesso di aver litigato con lei poco prima che precipitasse, la giovane si sarebbe buttata dal balcone. La famiglia ha sempre negato questa ricostruzione.





  • Castellammare del Golfo
    Aggionamento. Si tuffa in mare e muore. E’ accaduto a Scopello
    L'uomo potrebbe essere morto per un infarto
    Redazione3 Giugno 2025 - Cronaca
  • 849 Cronaca

    Castellammare del Golfo – Il mare di Scopello fa la sua prima vittima. Si tratta di un turista di 79 anni di Treviso, l’uomo nel corso di una escursione in barca ha deciso di tuffarsi in mare. Solo poche bracciate e improvvisamente è stato colto da un malore. Ad allertare la sala operativa della Capitaneria di porto di Trapani tramite 1530, è stato il Comandante di un’unità da diporto in attività di snorkeling nelle acque di Scopello, il quale segnalava che un turista a bordo aveva avuto un malore poco dopo che si era immerso in acqua.

    Nonostante i soccorsi tempestivi, purtroppo questi sono risultati inutili: per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Tra le prime ipotesi, la morte potrebbe essere stata causata da un infarto.

    Sul posto la Guardia Costiera, che ha recuperato il corpo, e la salma è stata poi trasportata presso il porto di Castellammare del Golfo e messa a disposizione del PM di turno presso la Procura di Trapani il quale poco dopo ne ha disposto la restituzione ai familiari. Sul posto anche i Carabinieri.

    Nell’immediatezza, il turista veniva recuperato e issato a bordo per eseguire le prime manovre di primo soccorso, prontamente, effettuate da un medico che si trovava in quella stessa zona di mare con la propria unità da diporto.

    Sono attualmente in corso indagini per meglio accertare e delineare le cause e le circostanze del decesso da parte degli uomini della Guardia Costiera di Trapani.

    L’appello della Capitaneria di porto

    Il Capo del Compartimento Marittimo di Trapani C.V. (CP) Guglielmo Cassone, con l’inizio della stagione estiva, coglie l’occasione per ricordare come sia fondamentale adottare da parte dei bagnanti e di tutti gli utenti del mare comportamenti prudenti ed invitando a tenere buone norme di condotta in modo tale da garantire una sicura e serena estate per tutti i frequentatori delle coste trapanesi nonché di segnalare eventuali comportamenti scorretti o emergenze tramite il numero diretto 1530 o il Numero Unico di Emergenza 112.






  • Maradona, 12 ore di agonia prima della morte
    Il medico legale Cassinelli accusa: “Nessuna cura durante le sue ultime ore”
    Redazione29 Marzo 2025 -
  • Diego Armando Maradona e Michel Platini

    Maradona agonizzò 12 ore: rivelazione shock in aula

    Buenos Aires, – “Diego Armando Maradona è rimasto agonizzante per 12 ore prima di morire”.
    La frase, pronunciata dal medico legale Carlos Mauricio Cassinelli, ha scosso l’aula del tribunale di Buenos Aires, dove è in corso il processo sulla morte di Diego Armando Maradona, avvenuta il 25 novembre 2020.
    Secondo l’autopsia, il quadro clinico del campione argentino era grave e progressivo, e si era già delineato nei giorni precedenti al decesso. Una verità che accusa duramente l’intero staff medico che avrebbe dovuto assisterlo.

    Le parole del medico legale: “Agonia lunga, nessuna cura”

    Durante la sua deposizione, Cassinelli — uno dei cinque periti incaricati dell’esame autoptico — ha parlato di un coagulo nel cuore, prova concreta di una lunga agonia.

    Si tratta di una massa rossastra che si forma solo in presenza di sofferenza prolungata, fino a 12 ore, senza alcun trattamento sanitario”,
    ha spiegato l’esperto, rafforzando la tesi dell’accusa che punta il dito contro la negligenza del team medico.

    Le cause della morte e le accuse allo staff

    L’autopsia ha confermato che Maradona è morto per edema polmonare acuto, causato da insufficienza cardiaca congestizia e cardiomiopatia dilatativa. Un quadro clinico già evidente almeno dieci giorni prima della morte, durante la convalescenza post-operatoria per un ematoma subdurale.

    Nel mirino ci sono sette imputati, tra cui il neurochirurgo Leopoldo Luque, accusati di omicidio semplice con dolo eventuale. L’accusa sostiene che Maradona sia stato abbandonato a se stesso, nonostante i segnali di aggravamento.

    Processo in corso: la battaglia per la giustizia

    Il processo è seguito con enorme attenzione mediatica. In Argentina, ma anche nel resto del mondo, la vicenda continua a suscitare emozione e rabbia.
    Fuori dal tribunale, striscioni e cori chiedono giustizia per Diego, considerato non solo una leggenda del calcio, ma un’icona popolare.

    Mentre il processo prosegue, cresce l’attesa per sapere se ci sarà una condanna esemplare per i responsabili o se la morte di Diego Armando Maradona resterà senza colpevoli.






  • Il premio Oscar Gene Hackman e la moglie trovati morti in casa a Santa Fe
    La notizia è riportata dai media internazionali
    Redazione27 Febbraio 2025 - Cronaca
  • oscar Cronaca

    L’attore statunitense premio Oscar Gene Hackman e sua moglie, la pianista Betsy Arakawa, sono stati trovati morti nella loro casa di Santa Fe, nel New Mexico. Lo riportano i media internazionali.

    Lo sceriffo della contea di Santa Fe, nel New Mexico, ha affermato: «Possiamo confermare che Gene Hackman e sua moglie sono stati trovati morti mercoledì pomeriggio (26 febbraio 2025) nella loro residenza di Sunset Trail. C’è un’indagine in corso».

    Hackman aveva 95 anni e sua moglie 63. Ha interpretato, ricordano i media internazionali, più di 100 ruoli, tra cui quello di Lex Luthor nei film di Superman negli anni ‘70 e ‘80 e ha recitato anche in film di grande successo La giuria e The Conversation. La sua ultima apparizione sul grande schermo risale al 2004, quando interpretò Monroe Cole in Welcome to Mooseport.

    Nel corso di una carriera durata più di sei decenni, Hackman ha ricevuto due premi Oscar, due Bafta, quattro Golden Globe e uno Screen Actors Guild Award.





  • Marsala
    Giallo a Marsala: 59enne trovato morto in casa. Procura dispone autopsia
    L'uomo è stato rnvenuto morto a casa, non è esclusa la morte naturale
    Redazione23 Febbraio 2025 - Cronaca
  • NuovasedeTribunalediMarsala e1737563661136 Cronaca

    Marsala – Giallo a Marsala, dopo la morte dell’anziana donna di 84 anni Anna Peralta uccisa dal figlio, finito in carcere per omicidio preterintenzionale, ora la Procura liljbetana ha aperto un fascicolo e disposto l’autopsia per chiarire cosa ha portato alla morte un 59enne il cui corpo senza vita è stato trovato ieri per terra, nel suo appartamento, di Marsala.

    L’allarme è scattato giovedì pomeriggio, quando una zia dell’uomo, che viveva nello stesso stabile, non avendo più notizie del nipote, ha deciso di forzare la porta dell’appartamento insieme ad alcuni parenti. Una volta entrati, la scoperta: l’uomo era riverso a terra, vestito con una felpa e senza pantaloni. Erano presenti ematomi sulle gambe, elemento che ha spinto gli inquirenti a disporre l’autopsia per fare piena luce sulle cause della morte.

    Tutte le ipotesi sembrano aperte anche quella di una probabile morte naturale forse la più accreditata al momento. L’uomo quando è stato trovato indossava solo la felpa, mentre sulle gambe presentava diversi ematomi.

    La Procura con l’esame autoptico vuole chiarire in ogni caso le cause che hanno determinato la morte dell’uomo che viveva in un appartamento, alla periferia di Marsala, in via Aurelio Saffi, una parallela della via Oberdan, strada questa in cui abitava Anna Peralta, l’anziana morta in ospedale per le percosse del figlio. Al momento però è solo una coincidenza.





  • Marsala
    Picchiata dal figlio muore in ospedale. Svolta nelle indagini sulla morte della donna di Marsala
    Il figlio ora si trova rinchiuso nel carcere di Trapani
    Laura Spanò19 Febbraio 2025 - Cronaca
  • carcere 1 Cronaca

    Marsala – Svolta nelle indagini sulla morte di Anna Peralta, 84 anni, di Marsala che in un primo momento si era scritto fosse stata buttata giù dal balcone dal figlio.

    La donna è infatti deceduta all’ospedale “Paolo Borsellino” dopo tre giorni di ricovero per avvelenamento da farmaci. Tuttavia, secondo le prime ricostruzioni, a causare la morte sarebbero state le gravi lesioni riportate in seguito alle percosse subite dal figlio nelle giornate precedenti al ricovero. L’uomo infatti disoccupato e tossicodipendente aveva picchiato la madre per avere i soldi per comprare la droga.

    La donna stanca dei sorprusi aveva tentato di suicidarsi ingerendo una quantità di farmaci che l’hanno però portato al ricovero in ospedale dove poi è deceduta. Ma la vera causa della morte da come è stato accertato sarebbero state le percosse ricevute dal figlio nei giorni antecendenti il ricovero.

    L’uomo, Girolamo Peraino, un 51enne, è stato fermato con l’accusa di omicidio preterintenzionale. In attesa della decisione del Gip durante l’udienza di convalida, i carabinieri lo hanno trasferito al Pietro Cerulli di Trapani.

    Le indagini, coordinate dalla Procura di Marsala e condotte dai carabinieri della locale Compagnia, sono ancora in corso per chiarire ogni dettaglio della vicenda e ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.

    “È obbligo rilevare che l’odierni indagato è, allo stato, solamente indiziato di reato, pur gravemente, e che la sua posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente solo dopo la emissione di una sentenza passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di non colpevolezza”.





  • Altre Notizie
    È ragionevole credere nella vita dopo la morte?
    Un interrogativo tra fede, scienza e filosofia
    Redazione19 Febbraio 2025 - Altre Notizie
  • vita e morte tunnel trapasso Altre Notizie

    La vita dopo la morte è una delle questioni più dibattute nella storia dell’umanità. Da secoli, filosofi, teologi e scienziati cercano risposte a questo enigma esistenziale. Ma è davvero ragionevole credere in un’esistenza oltre la morte? Oppure si tratta di un desiderio umano di continuità che non trova fondamento nella realtà?

    Le Prospettive Religiose

    Le grandi religioni del mondo offrono risposte diverse e articolate sulla possibilità di una vita ultraterrena. Il cristianesimo, l’Islam e l’induismo, per esempio, contemplano l’idea di un’esistenza oltre la morte, che si manifesti attraverso il paradiso, la reincarnazione o il karma. Queste visioni, basate su testi sacri e credenze millenarie, rappresentano per molti un punto fermo e una fonte di conforto. Tuttavia, è possibile dimostrare in modo oggettivo la veridicità di queste affermazioni?

    L’Approccio Scientifico

    Dal punto di vista della scienza, non esistono prove tangibili che confermino l’esistenza di un aldilà. La coscienza, secondo molte teorie neuroscientifiche, è il risultato dell’attività cerebrale e, con la morte del cervello, cesserebbe di esistere. Tuttavia, alcuni studi su esperienze di pre-morte (NDE) e fenomeni inspiegabili sembrano sollevare dubbi: si tratta di reazioni chimiche del cervello o di indizi di un’altra realtà?

    Filosofia e Vita dopo la Morte

    La filosofia ha offerto diverse prospettive sulla possibilità di una vita oltre la morte. Platone e Cartesio sostenevano l’immortalità dell’anima, mentre altri pensatori come Nietzsche e Schopenhauer hanno messo in dubbio la sopravvivenza individuale dopo la fine biologica. Ma la mente umana è realmente in grado di comprendere la natura ultima dell’esistenza?

    Un Credo Razionale o un Bisogno Emotivo?

    Credere nella vita dopo la morte è una questione di fede o di ragione? Molti si affidano a esperienze personali, testimonianze e credenze culturali per sostenere la propria visione. Altri, invece, adottano un approccio scettico e richiedono prove concrete prima di accettare un’ipotesi così straordinaria.

    Alla luce di queste riflessioni, possiamo davvero affermare che credere nell’aldilà sia ragionevole? O si tratta semplicemente di un tentativo umano di dare un senso alla morte? La risposta rimane aperta, sospesa tra convinzione personale e il limite della conoscenza umana.

    E voi cosa ne pensate?





  • Agrigento
    Incendio in una palazzina a Caltabellotta, muore 47enne
    Ferita una donna ricoverata all'ospedale di Sciacca
    Redazione3 Febbraio 2025 - Cronaca
  • incendio caltabellotta Cronaca

    Caltabellotta (Agrigento) – Tragedia nel pomeriggio a Caltabellotta in via Capuccini. Un incendio divampato in un edificio ha provocato la morte di un 47enne. L’uomo sarebbe il figlio della coppia che abita nella palazzina. Al momento dell’incendio in casa vi era solo la donna, rimasta ustionata, mentre il marito era fuori.

    Al momento non si conoscono le cause che hanno generato le fiamme. Il forte vento ha impedito all’elicottero del 118 di atterrare e la donna è stata trasportata all’ospedale di Sciacca.





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