Cronaca
Alcamo – Nella giornata del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Polizia di Stato di Alcamo eseguita una misura cautelare personale del divieto di avvicinamento alla persona offesa nei confronti di un cittadino italiano, già noto alle Forze dell’Ordine anche per precedenti specifici, ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia ai danni della propria compagna.
L’attività investigativa e operativa è stata interamente portata avanti dal Commissariato di Alcamo, che, dopo avere raccolto gli elementi probatori, ha ottenuto dall’Autorità Giudiziaria l’emissione del provvedimento.
In particolare, è emerso che l’uomo da diverso tempo sottoponeva la compagna a diverse forme di violenza, non solo fisica e psicologica, ma anche sessuale costringendola ad avere rapporti intimi contro la sua volontà.
La misura prevede l’obbligo per l’uomo di mantenere una distanza stabilita dalla vittima e dai luoghi da lei abitualmente frequentati, e il divieto di qualsiasi forma di contatto, diretto o indiretto.
L’attività congiunta e sinergica tra le Forze di Polizia e la Magistratura ha garantito la tutela della donna e la prevenzione di ulteriori episodi di violenza, riaffermando l’impegno costante di tutte le Istituzioni nella protezione delle vittime vulnerabili e nel contrasto ai reati di genere.
“La data dell’esecuzione della misura in argomento, coincidente con la ricorrenza internazionale dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne, sottolinea simbolicamente l’attenzione e la determinazione della Polizia di Stato nel contrastare ogni forma di violenza domestica e nel sostenere chi trova il coraggio di denunciare”.
Nella stessa giornata i poliziotti del Commissariato di Alcamo hanno proceduto ad accompagnare al carcere di Trapani un alcamese, pregiudicato: doveva scontare una pena definitiva di più di 7 anni di reclusione per aver commesso dal 2013 al 2023 diversi reati tra cui violazione della normativa sugli stupefacenti, truffa, maltrattamenti in famiglia, ricettazione, detenzione abusiva di armi e minaccia aggravata.
Cronaca
Palermo – Imprenditrice della provincia di Palermo vittima di usurai. Tra loro anche alcuni insospettabili parenti: uno zio e un cugino.
I Carabinieri della sezione operativa del reparto territoriale di Termini Imerese, insieme ai colleghi delle stazioni di Brolo, Volla e Sant’Anastasia, hanno eseguito due ordinanze di applicazione di misure cautelari emesse dal gip.
Dopo l’interrogatorio preventivo davanti al giudice sono state emesse otto misure cautelari con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di quattro termitani di età compresa tra i 27 e i 52 anni, due brolesi di 34 e 60 anni, di un cercolese 42enne e di un 47enne anastasiano.
Sono accusati a vario titolo, di usura, tentata estorsione e spaccio di sostanze stupefacenti.
Le indagini comprendono un periodo tra settembre 2022 e agosto 2024, e hanno permesso di individuare una fitta rete di soggetti insospettabili che concedevano prestiti a tassi usurari compresi tra il 60% e il 1.029% l’anno in favore dell’imprenditrice di Termini Imerese.
La donna, per far fronte a dei pregressi debiti accumulati, si era rivolta ad alcuni di loro senza tuttavia riuscire a estinguere i debiti pregressi motivo per il quale, è stata costretta a contrarne dei nuovi da altri usurai. È entrata così in un circolo vizioso che non le ha lasciato scampo.
Due degli otto indagati sono fratelli napoletani e, uno di loro, è già detenuto per altri reati. Proprio quest’ultimo, mentre si trovava in carcere, ha minacciato telefonicamente la vittima per indurla a saldare il proprio debito, con un tasso usurario del 73% annuo. L’altro fratello libero ha minacciato l’imprenditrice di impossessarsi di due sue auto.
Nelle indagini sono coinvolti anche uno zio e un cugino della vittima. Questi, approfittando dello stato di necessità in cui versava la loro congiunta, le hanno elargito un prestito di diecimila euro facendole credere, che il denaro provenisse da pericolosi usurai del messinese che, volevano restituita la somma con tassi di interessa pari al 60% annuo ma nella realtà, erano i suoi parenti gli usurai.
Cronaca
Castelvetrano – I Carabinieri della Compagnia hanno arrestato due persone (un 64enne ed il figlio 33enne) per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Nel corso di una perquisizione dell’abitazione e di un magazzino di pertinenza dei due, i cui accessi erano controllati e muniti di modernissimi sistemi di videosorveglianza, i militari dell’Arma, con
l’ausilio dei cani antidroga del Nucleo Cinofili di Palermo, hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro oltre un chilo di hashish (oltre a 10 gr. di crack), e materiale per il confezionamento.
Il Gip di Marsala, su richiesta della Procura, condividendone pienamente l’impianto accusatorio, ha convalidato l’arresto applicando nei loro confronti la misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria e di dimora nel Comune di Castelvetrano.
Cronaca
Erice – Ancora una attività per reprimere e contrastare il traffico di droga. I Carabinieri della Stazione di Erice hanno arrestato un 22enne ericino per detenzione illecita di stupefacenti e porto di armi od oggetti atti ad offendere.
I militari dell’Arma, nel corso di un servizio di pattuglia nel quartiere San Giuliano hanno notato un giovane che con atteggiamento sospetto seduto sul motociclo, veniva avvicinato per breve tempo da altri giovani.
E’ scatta una perquisizione personale da parte dei carabinieri in quel momento in servizio e in un marsupio sono state rinvenute circa 150 dosi di hashish e oltre 300 euro in contanti in banconote di piccolo taglio.
La perquisizione è proseguita anche presso il suo domicilio e all’interno della sua camera sono state rinvenute ulteriori 150 dosi, un pugnale e una pistola ad aria compressa priva del previsto tappo rosso, il tutto sottoposto a sequestro. Il 22enne tratto in arresto, a seguito dell’udienza di convalida è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.
Cronaca
Catania – Un imprenditore di 43 anni è stato sottoposto agli arresti domiciliari perchè trovato in possesso di un ingente quantitativo di materiale pedopornografico. Il materiale è stato rinvenuto dopo una perquisizione disposta dalla Procura distrettuale della Repubblica di Catania, il centro operativo sicurezza cibernetica (C.O.S.C.) della polizia postale.
L’indagine ha preso avvio da attività investigative condotte dal C.O.S.C. di Catania, con specifici monitoraggi della rete volti al contrasto della pornografia minorile. Nel corso della perquisizione informatica, sono stati rinvenuti centinaia di immagini e video espliciti che ritraevano minori, inclusi bambini in età infantile.Il materiale informatico sequestrato è ora sottoposto a ulteriori e approfondite analisi per accertare eventuali ulteriori responsabilità e connessioni. Il gip del Tribunale di Catania ha convalidato l’arresto, disponendo per l’uomo la misura cautelare degli arresti domiciliari.