• Italia
    Dossier contro Morace, pm chiede condanna ex carabiniere dei Ros
    Processo in corso a Perugia: agli atti anche presunto dossieraggio contro l'imprenditore Bulgarella
    Rino Giacalone14 Febbraio 2026 - Cronaca
  • Perugia-Tribunale Cronaca

    Perugia – di Rino Giacalone – Un dossieraggio destinato a colpire gli armatori Morace della Liberty Lines. Un processo che attorno a questa vicenda, emersa nel 2017, durante l’indagine “Mare Monstrum” condotta dai Carabinieri di Trapani sulla cosiddetta tangentopoli del mare, si sta svolgendo a Perugia.

    Imputati, come esecutore un carabiniere del Ros, Orazio Gisabella, 61 anni, adesso fuori dall’Arma, mandanti due armatori siciliani, Sergio La Cava e Vincenzo Franza. Per quest’ultimo però i pm di Perugia, Laura Reale e Mario Formisano, hanno chiesto l’assoluzione. Le condanne per corruzione sono state chieste a sette anni e tre mesi per Gisabella, nisseno di origine, quattro anni per La Cava.

    La vicenda

    Nascoste sono rimaste le ragioni per le quali Sergio La Cava avrebbe usato Gisabella contro i Morace. Nella loro requisitoria i pm perugini hanno sostenuto che Gisabella ha «concordato con La Cava, presidente della società Navigazione Generale Italiana, l’assunzione della figlia presso la Caronte & Tourist Isole Minori, dell’armatore Franza, quale corrispettivo per le azioni dirette a osteggiare la società Ustica Lines (poi Liberty Lines) e la famiglia Morace proprietaria di essa».

    Corruzione in cambio di un’azione precisa: Gisabella avrebbe fatto circolare in ambienti investigativi un esposto circostanziato, «a lui fornito da La Cava», sostenendo ai suoi superiori, anche al Ros di Palermo, perché questi lo facessero avere in Procura, di essergli stato fornito da fonte confidenziale, con la finalità di determinare l’avvio di un’indagine nei riguardi dei Morace. Questo mentre una vera indagine era stata già avviata, relativa a sostegno, in cambio di mazzette e assunzioni, che i Morace hanno ottenuto per gestire a loro favore i contributi regionali concessi per le tratte navali onorate di servizio pubblico. Indagando sulla “cricca”, saltarono fuori le intercettazioni che riguardavano l’allora sottufficiale del Ros perugino.

    Ma non solo. Attività di dossieraggio sarebbe stata condotta anche nei confronti dell’imprenditore trapanese Andrea Bulgarella (deceduto di recente) che all’epoca possedeva quote di una società navale. Anche questa societàò era entrata nel mirino degli interessi degli armatori messinesi. Infine Gisabella avrebbe dovuto prendere con giornalisti di testate nazionali, sempre per veicolare notizie sui Morace. I Morace sono costituiti parte civile. A fine mese , dopo le arringhe, la sentenza.





  • Trapani
    Un emendamento tecnico
    Processo all’ex senatrice Vicari: l’ex ministro Delrio attribuisce al Mef l’emendamento pro Morace
    Rino Giacalone12 Febbraio 2026 - Cronaca
  • tribunale trapani Cronaca

    Trapani  di Rino Giacalone – Adesso si va verso la sentenza. I giudici a fine aprile dopo requisitoria e arringhe metteranno con la sentenza la parola fine al processo dove sono imputate di corruzione l’ex dirigente dell’assessorato alle Infrastrutture Salvatrice Severino e l’ex sottosegretario e senatrice Simona Vicari. Un dibattimento scaturito dall’indagine “Mare Monstrum”, la cosiddetta “tangentopoli del mare”. L’inchiesta che colpì la Liberty Lines e gli armatori Morace, per via degli inciuci commessi nella gestione dei contributi regionali per le tratte navali onorate di esercizio pubblico, e quindi ricompensate.

    Quello in corso contro Severino e Vicari non è che l’ultimo di una serie di processi, celebrati tra Palermo e Trapani. Nell’indgine ha patteggiato, per due volte, per corruzione l’ex patron della compagnia navale, Ettore Morace, tra i condannati l’ex sindaco Fazio, il cui processo attende la definizione del giudizio di appello. A Trapani le ultime udienze riguardanti Severino e Vicari, hanno visto sfilare davanti al collegio (presidente giudice Carrara) i testi citati dalla difesa dell’ex parlamentare.

    Contro di lei l’accusa di aver favorito l’armatore Ettore Morace. Nel novembre 2016, durante la formazione della finanziaria nazionale del 2017, la Vicari che sedeva da sottosegretario al ministero dei Trasporti, si intestò l’approvazione di un emendamento che applicò da allora l’Iva al 5 per cento per i trasporti a corto raggio. Cosa favorevole agli interessi anche delle compagnie di navigazione, ma il vero premiato sarebbe stato l’armatore Ettore Morace, della trapanese Liberty Lines.

    Le intercettazioni dei Carabinieri hanno infatti tradito il rapporto stretto tra i due. Un “patto”, suggellato per l’accusa, in distinti momenti, dal regalo di due preziosi orologi, ora confiscati. Quando fu sentita, la Vicari ha detto che non si occupò dell’emendamento e di esserselo intestato come “millanteria politica”. Escludendo in maniera categorica che l’emendamento non fu mai partorito da una sua iniziativa. Gli orologi ricevuti? “Per me erano un dono” ha ripetuto la Vicari.

    Nell’ultima udienza di martedì a dar ragione all’ex senatrice è stato il deputato Graziano Delrio, che all’epoca sedeva da ministro al dicastero delle Infrastrutture. La Vicari era uno dei suoi sottosegretari. “L’emendamento – ha detto Delrio – arrivò dal Mef, il ministero delle Finanze”. L’ex ministro ha poi ribadito che l’introduzione dell’Iva in questo ambito venne decisa “per via di una procedura di infrazione sollevata dall’Unione Europea”. Nella precedente udienza erano stati sentiti due ex sottosegretari, Del Basso De Caro e Baretta, nella sostanza quell’emendamento non avrebbe avuto sostenitori politici, ma frutto dei tecnici del Mef. Un emendamento che oggi è impossibile rintracciare nella sua origine.
    Nel processo, da dove è uscito per prescrizione Giuseppe Montalto ex segretario dell’assessore Pistorio, parte civile è la Regione: Schifani e la Vicari opposti in Tribunale, ma stretti alleati a Palermo, essendo l’ex senatrice tra i collaboratori più ascoltati a Palazzo d’Orleans





  • Trapani
    Cercasi chi ha scritto l’emendamento pro Morace
    Trapani, processo "Mare Monstrum": la difesa dell'ex sottosegretario Simona Vicari cita i grandi dirigenti ministeriali
    Rino Giacalone7 Novembre 2025 -
  • Tribunale

    Trapani – di Rino Giacalone – L’attuale capo del Dipartimento per il Personale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Enrico Maria Pujia, capo Dipartimento al ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Enrico Seta, componente del gabinetto del ministro Lupi (Trasporti) nel 2014, sono stati i testi sentiti oggi in Tribunale nell’ambito del processo per corruzione scaturito dall’indagine denominata “Mare Monstrum”.

    I dirigenti ministeriali sono stati citati dagli avvocati Sanseverino e Mangano, difensori dell’ex sottosegretario ed ex senatrice Simona Vicari. E’ quest’ultima imputata di corruzione. Secondo l’accusa nel 2016, durante le fasi parlamentari dell’approvazione della Finanziaria 2017, si sarebbe fatta promotrice di un emendamento a favore della Ustica Lines, l’introduzione di un’aliquota Iva, al 5 per cento, sul trasporto cosiddetto a corto raggio. Ricevendo in regalo da Ettore Morace, patron della Ustica Lines, un orologio di valore. I rapporti tra i due, si legge nelle carte dell’accusa, sono stati nel tempo parecchio stretti, tanto che in precedenza la Vicari aveva ricevuto dal Morace un altro regalo, dello stesso genere.

    Durante la sua deposizione la Vicari ha sostenuto di non essere stata lei l’artefice dell’emendamento e spiegò il contenuto del colloquio tra lei e Morace, intercettato a pochissimo tempo dall’approvazione dell’emendamento, dicendo che per vanteria politica aveva detto una bugia, e che lei semmai, nel corso dell’iter aveva proposto l’applicazione dell’Iva con aliquota al 10 per cento.

    L’ex collaboratore del ministro Lupi, Enrico Seta, ha solo delineato lo scenario nel quale maturò nel 2016 la proposta dell’applicazione dell’Iva per i trasporti a corto raggio, dicendo che nel 2014 era scattata una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea, in quanto l’Iva veniva applicata solo ai trasporti a lungo raggio.

    La dottoressa Grande, all’epoca nel 2016 capo dell’Ufficio Legislativo del Mit, ministero Infrastrutture e Trasporti, ha tolto, a favore della Vicari, le castagne dal fuoco a differenza dell’attuale capo dipartimento Pujia, che con difficoltà è riuscito a ricostruire i passaggi che lo avevano anche visto protagonista di alcune comunicazioni interne ed esterne al ministero, tra il Mit e il ministero dell’Economia e Finanze, proprio a proposito dell’approvazione del provvedimento, incertezze giustificate con un presunto difetto di memoria, considerato il lasso di tempo trascorso. Pujia ha fatto cenno allo svantaggio che si creò per i trasporti passeggeri/auto, per i quali si sarebbe applicata Iva al 10 per cento. Cosa che spiegherebbe perché nelle intercettazioni dei colloqui tra Morace e la Vicari, i due fanno riferimento all’armatore Franza (titolare dell’armamento delle navi traghetto) che alla notizia, secondo loro, non sarebbe stato entusiasta.

    La dott. Grande ha comunque fornito alla difesa della Vicari gli assist utili, nel descrivere minuziosamente i passaggi, ha intestato all’ex sottosegretario l’iniziativa dell’applicazione dell’Iva al 10 per cento, rimandando semmai al Mef la proposta del 5 per cento, e questo dopo una nota del consulente Terraciano (che doveva essere sentito anche lui in udienza, ma ha giustificato l’assenza). La Grande ha messo in evidenza come l’allora sottosegretario Vicari aveva messo mano alla problematica, per via delle contestazioni pendenti con la Ue, e che sul tema c’erano state interlocuzioni con i sindacati di categoria degli armatori. Tra l’altro la stessa teste ha svelato che ha potuto ricostruire i passaggi grazie ai documenti da lei conservati, “ho chiesto gli atti al Mit, ma nessuno li ha trovati”.

    I tre testi sono stati sentiti dal Tribunale in riferimento anche alla memoria che all’ultima udienza è stata consegnata dall’ex sottosegretario, con un copioso numero di allegati.
    Durante l’udienza c’è stato un veloce scambio di battute tra difesa e pm. L’avv. Sanseverino con un inciso, interloquendo in aula, ha affermato che alla luce delle testimonianze “il nome dell’imputata è rimasto sconosciuto”, quando si è sentito dire dell’introduzione dell’Iva al 5 per cento nei trasporti a corto raggio “nessuno dei testi ha fatto il nome della Vicari”. Di rimando il pm Antonella Trainito ha risposto, “nessun dubbio sull’autore della norma”.

    Il processo continuerà a dicembre, mentre a gennaio è previsto che venga sentito anche l’allora ministro di Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio.





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