Cronaca
Catania – Ieri sera 19 gennaio 2026, i militari della Stazione del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Nicolosi sono intervenuti per prestare soccorso e trarre in salvo a una famiglia di turisti svizzeri sorpresa da una violenta bufera di neve sull’Etna mentre, nei pressi dei Crateri Silvestri, si stavano recando presso una struttura alberghiera.
L’allarme è scattato, alle 19,30 circa, dal titolare della struttura ricettiva contattato dai propri clienti per segnalare che la propria auto era rimasta bloccata sulla strada a causa della neve.
Gli specialisti del soccorso alpino delle Fiamme Gialle – a bordo dei mezzi fuoristrada in dotazione – hanno seguito il percorso in direzione del Rifiugio Sapienza. Le condizioni meteo avverse, caratterizzate da neve intensa, forti raffiche di vento e visibilità estremamente ridotta, hanno costretto i militari ad abbandonare il mezzo di servizio, reso inutilizzabile dall’accumulo nevoso, e a proseguire l’intervento a piedi in ambiente impervio e in condizioni logistiche complesse. La movimentazione sulla strada era infatti ormai resa quasi impossibile da cumuli di neve alti anche 1,5 m.
Nonostante le difficoltà, i soccorritori della Guardia di finanza sono riusciti a localizzare e poi a raggiungere la famiglia, ormai in preda al panico, composta da tre persone, tra cui una bambina di 4 anni. I malcapitati, che presentavano segni iniziali di ipotermia ma nessuna urgenza sanitaria, sono stati dapprima protetti con capi di abbigliamento e, successivamente, condotti a piedi presso i mezzi fuoristrada e, a seguire, in albergo.
Le operazioni di servizio, ultimate intorno alle 23, sono state condotte in costante contatto con la Prefettura di Catania e con i componenti del Centro Coordinamento Soccorsi (C.C.S.), attivato dal citato Ufficio territoriale del Governo per il coordinamento delle attività di prevenzione e soccorso connesse alle condizioni di rischio meteo-idrogeologico che stanno interessando la provincia di Catania.
L’intervento testimonia l’importanza del ruolo svolto dalla Guardia di finanza quale importante presidio per garantire la sicurezza dei cittadini in situazioni di emergenza. La professionalità e il coraggio degli operatori sono un esempio di dedizione e servizio alla comunità.
Cronaca
Palermo – Due giovani accusati di rapina aggravata, furto d’auto e lesioni personali sono stati arrestati da polizia e carabinieri. Due gli episodi contestati.
La prima rapina risale all’11 giugno scorso ed è stata messa a segno a Capaci. La vittima, titolare di una comunità alloggio, è stata bloccata mentre rientrava a casa dal giovane di 19 anni e da due complici ancora ricercati. Sotto la minaccia di una pistola l’uomo è stato picchiato dentro l’ascensore e poi costretto ad aprire la porta di casa, rubando 40 mila euro. La vittima ha riportato ferite giudicate guaribili in 15 giorni.
La seconda rapina è del 22 luglio a Palermo. Vittima una donna nella zona di San Lorenzo che stava rientrando a casa per il pranzo. Il colpo sarebbe stato messo in atto da due persone, il 19 enne che avrebbe preso parte al colpo di Capaci e un 20enne. I poliziotti sono risaliti agli indagati dall’analisi delle immagini dalle telecamere del commissariato che riprendono i due mentre pedinavano la vittima a bordo di uno scooter. Attraverso la targa gli agenti sono risaliti al 19enne, mentre il complice ha lasciato un’impronta trovata dalla polizia scientifica nell’auto della donna.
I Carabinieri hanno attribuito sempre al 19enne anche un furto di vettura avvenuto a Carini lo scorso 25 settembre. In questo caso, la tempestiva acquisizione e analisi delle immagini di videosorveglianza ha permesso di ricostruire la dinamica dei fatti, dalla quale è emerso che il giovane, insieme a un complice al momento ignoto, avrebbe sottratto un’auto parcheggiata su pubblica via, successivamente rivenuta dai Carabinieri della Stazione di Isola delle Femmine.
Giova precisare che la responsabilità penale delle condotte elencate sarà definita solo dopo l’emissione di una, eventuale, sentenza passata in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza.
Cronaca
Marsala – Gli agenti del commissariato hanno arrestato i responsabili della rapina avvenuta domenica 7 dicembre, in via Stefano Bilardello, nel centro di Marsala. La Polizia di Stato ha eseguito una misura cautelare in carcere nei confronti di un giovane cittadino tunisino, ritenuto il complice dell’altro rapinatore, un connazionale già arrestato in flagranza di reato poche ore dopo i fatti.
L’operazione è stata coordinata dalla Procura della Repubblica, in esecuzione di un provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Marsala. Ai due indagati vengono contestati i reati di rapina aggravata e lesioni personali aggravate.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i due uomini si sarebbero introdotti nell’abitazione della vittima, un loro connazionale, aggredendola con estrema violenza. Calci, pugni e colpi inferti con bottiglie di vetro avrebbero provocato ferite lacero-contuse alla tempia e al setto nasale, tali da rendere necessario l’intervento del 118 e il trasporto al Pronto soccorso.
Oltre alle lesioni, la vittima è stata derubata di denaro contante, due telefoni cellulari, una fotocamera digitale, un registratore, un orologio e una radio. I rapinatori avrebbero tentato anche di impossessarsi di una bici elettrica.
L’intervento immediato della volante della Polizia, allertata ha consentito di intercettare i due sospetti mentre fuggivano verso piazza del Popolo. Uno dei due è riuscito inizialmente a dileguarsi, mentre l’altro, è stato fermato dopo un inseguimento. Durante il controllo ha cercato di disfarsi di parte della refurtiva e ha opposto violenta resistenza agli agenti, colpendoli con calci e pugni. La perquisizione ha permesso di recuperare i beni sottratti poco prima.
L’uomo è stato arrestato e trasferito nel carcere di Trapani, con arresto successivamente convalidato dal Gip. Le indagini, proseguite per individuare il complice, hanno portato in breve tempo all’identificazione anche del secondo presunto autore, pure lui gravato da precedenti penali e di polizia e da qui l’arresto e il trasferimento in carcere.
Cronaca
Mazara del Vallo – I Carabinieri hanno arrestato un 41enne mazarese in esecuzione di un’ordinanza di espiazione pena per furto aggravato, emessa dalla Procura presso il Tribunale di Marsala.
Il provvedimento è scaturito dalla condanna definitiva alla pena residua di due anni di reclusione, per il reato di furto aggravato in concorso da lui commesso nel 2019.
Nel corso dell’esecuzione dell’ordinanza, l’uomo ha tentato di fuggire per sottrarsi alla reclusione, ferendo in modo lieve un Carabiniere che lo aveva prontamente raggiunto e bloccato, l’uomo è stato tratto in arresto anche per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali.
Cronaca
Trapani – L’ex sindaco di Trapani Girolamo Fazio ha inviato a TrapaniOggi una nota di precisazione a proposito della condanna emessa ieri mattina 7 ottobre dal giudice di pace D’Alessandro, che lo ha riconosciuto colpevole.
«Mi preme chiarire – scrive Fazio – che il giudice mi ha condannato per percosse e non per lesioni personali, come invece è stato erroneamente riportato da diversi organi di stampa».
L’ex sindaco ha allegato anche la sentenza del Tribunale dei Minorenni di Palermo. In quella sentenza n. 37/2025 depositata l’8 luglio scorso, il giudice ha riconosciuto “pienamente provata la responsabilità dell’imputato” per il reato di lesioni personali. Secondo la decisione, risultava «oltre ogni ragionevole dubbio che il 15 agosto 2020 L.F. abbia colpito con una testata al volto Fazio Girolamo, provocandogli un trauma cranico non commotivo e una ferita all’arcata sopraccigliare destra con prognosi di 30 giorni».
Il giovane è stato dichiarato responsabile ma ha ottenuto il perdono giudiziale, in ragione della minore età e dell’assenza di precedenti.
«Alla luce di ciò, appare quanto meno sorprendente – dice Fazio – la sentenza emessa dal giudice di pace, che sembra smentire e non tenere minimamente conto di quella del Tribunale collegiale. Attendo, pertanto, di leggere le motivazioni, anticipando che avverso la citata sentenza proporrò appello».
Fazio sottolinea che nel processo minorile non ha potuto costituirsi parte civile, come previsto dalla legge, e che la sua versione dei fatti è stata comunque ritenuta attendibile e riscontrata dai medici e dai testimoni.
«In quel processo, al quale non ho potuto prendere parte, essendo esclusa nel processo minorile la possibilità di costituzione di parte civile, il Tribunale ha ritenuto che “la disamina critica delle emergenze processuali consente di ritenere raggiunta la prova della penale responsabilità dell’imputato in ordine al reato ascrittogli”, rilevando che “le dichiarazioni della persona offesa appaiono attendibili…risultano riscontrate dal certificato di pronto soccorso…trovano conferma nelle dichiarazioni rese dagli altri testimoni».
Due procedimenti e due sentenze: da un lato, il Tribunale dei Minorenni di Palermo che ha accertato la responsabilità del ragazzo per le lesioni inflitte all’ex sindaco; dall’altro, il Giudice di pace di Trapani che condanna Fazio per percosse, in relazione alla stessa lite.
Un incrocio di procedimenti che — come ribadisce l’ex sindaco — solleva più di un interrogativo sul coordinamento delle due decisioni e sui criteri adottati nella loro valutazione.
Trapani – L’ex sindaco di Trapani Mimmo Fazio è stato condannato per lesioni personali. La sentenza emessa stamane dal Tribunale di Trapani, giudice D’Alessandro. Fazio è stato condannato a 516 euro di multa e al risarcimento della parte civile per 500 euro oltre al pagamento delle spese processuali.
I fatti si riferiscono ad una vicenda che risale al 15 agosto 2020 sull’isola di Marettimo. Fazio in vacanza sull’isola mentre stava andando a pescare si trovò coinvolto in un gavettone lanciato da un gruppo di ragazzi che scherzavano tra loro.
Lo scherzo non piacque all’ex politico che sorpreso dal gesto reagì nei confronti di uno dei giovani, e dalle parole si passò ai fatti.
Nell’immediatezza dei fatti sulla vicenda le versioni furono controverse, il giovane di 17 anni sostenne che Fazio, durante il diverbio, lo avrebbe afferrato per i testicoli stringendoli, e che a quel punto lui avrebbe reagito colpendolo al volto, provocandogli una ferita sopraccigliare poi suturata con alcuni punti. Fazio, invece, ha sempre negato di aver aggredito il ragazzo, sostenendo di essere stato colpito all’improvviso.
Sulla vicenda, che fece molto clamore all’epoca, non solo per il luogo di vacanza, per la figura di uno dei protagonisti in quel momento al centro di altre vicende, indagarono i carabinieri.
Stamane a distanza di cinque anni la sentenza di un giudice ha messo la parola fine a questa vicenda.
Marsala – Il giudice monocratico del tribunale di Marsala Francesca Maniscalchi, ha inflitto cinque anni e mezzo di carcere e Ernesto Favara, 65 anni, di Castelvetrano, ex pescatore, per maltrattamenti familiari e lesioni personali. Favara era stato condannato all’ergastolo, in appello, per l’omicidio della moglie, la palermitana di 29 anni Maria Amatuzzo, ora Favara, è stato condannato anche per maltrattamenti familiari e lesioni personali. Vittima sempre la moglie.
La donna venne uccisa a coltellate la vigilia di Natale 2022 nell’abitazione di Marinella di Selinunte, che fino a qualche mese prima aveva condiviso con il marito.
Nella denuncia da cui è scaturito il processo per maltrattamenti, la donna aveva raccontato che la sera del 4 maggio 2021 il marito avrebbe tentato di strangolarla con una corda di nylon all’interno dell’auto con cui era andato a prenderla nella struttura di accoglienza di Partanna di cui in quel periodo era ospite.
Ascoltata in aula, una operatrice della struttura di Partanna ha dichiarato che quando lAmatuzzo decise di uscire, accettando l’invito del marito a fare un giro in auto, lei tentò di impedirlo, ma non ci riuscì. E che quando, mezz’ora dopo, la donna tornò, aveva segni di strangolamento sul collo. Subito dopo venne accompagnata al Pronto soccorso di Castelvetrano.
Un carabiniere ha, invece, affermato che la stessa sera, scattato l’allarme, intorno alle 23.30, fu rintracciato Favara e nella sua auto venne trovata, e sequestrata, una corda in nylon.
Nel processo si è costituito parte civile il padre di Maria Amatuzzo, assistito dall’avvocato Vito Cimiotta.
Cronaca
Marsala – La Polizia ha individuato e deferito alla Procura della Repubblica un cittadino tunisino che – nella notte tra venerdì e sabato 11 gennaio – nel centro storico di Marsala si è reso responsabile di lesioni personali aggravate e porto abusivo d’arma per aver colpito, con un corpo contundente, alla nuca un giovane 19enne che ha riportato una ferita lacero contusa con una prognosi di 7 giorni.
Grazie alla visone delle immagini degli impianti di video sorveglianza sono stati anche identificati gli altri due cittadini tunisini, che si accompagnavano all’uomo denunciato.
Le successive indagini condotte dagli Agenti del Commissariato hanno permesso oggi di trarre in arresto l’autore perché nel corso di una perquisizione domiciliare, disposta dalla Procura della Repubblica di Marsala, è stato trovato in possesso di 400 grammi di marijuana e un bilancino di precisione.
Per lo stesso indagato è stata disposta dall’A.G. la misura degli arresti domiciliari. Per l’odierna operazione di polizia è giunto al Questore il compiacimento del Prefetto di Trapani Daniela Lupo per la tempestività ed incisività dell’attività svolta.
Cronaca
Catania – “Sei la mia schiava, devi fare tutto ciò che ti dico”, urla alla moglie. Lei fugge, ma lui la insegue e la raggiunge nel terrazzo di casa colpendola prima con un tavolino di ferro all’addome e poi, quando la donna cade a terra, con dei calci in testa. E’ l’accusa contestata dalla polizia a un 61enne arrestato da agenti delle Volanti della Questura di Catania per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali alla moglie.
I poliziotti erano intervenuti dopo la telefonata con richiesta di aiuto fatta da una donna. Gli agenti trovano la signora sul terrazzino dell’abitazione, rannicchiata in un angolo e visibilmente impaurita, con alcune ferite alle mani e il viso sporco di sangue. La donna è stata poi soccorsa da personale del 118.
Pochi minuti prima, racconta agli agenti, il marito era andato in escandescenza aggredendola violentemente. Dal racconto della vittima è emerso che l’uomo, con precedenti per reati contro il patrimonio e spaccio di droga, avrebbe avuto spesso atteggiamenti violenti nei suoi confronti e che nel corso degli anni questi episodi sarebbero divenuti più frequenti. Inoltre, nel settembre dello scorso anno, sarebbe stata minacciata di morte con un grosso coltello da cucina, ma non avrebbe mai trovato il coraggio di denunciare il marito per paura di ritorsioni più gravi. L’uomo è stato arrestato e condotto in carcere in attesa del giudizio di convalida.