Cronaca
Calatafimi-Segesta – Ieri la città ha salutato per l’ultima volta Leonardo Leone, 30 anni, l’agente di polizia stroncato da un malore, che sarà anche ricordato per l’immensa generosità, la sua famiglia ha infatti donato i suoi organi. La chiesa, quella di San Michele era gremita, così come piazza Pebliscito.
C’erano proprio tutti: i familiari affranti, gli amici, i colleghi. Sulla bara, il cappello d’ordinanza e la cappottina di portantino del simulacro della Madonna di Giubino e del SS Crocifisso. Leo era infatti un giovane devoto e nonostante fosse per lavoro ad Alcamo, dove aveva preso casa dopo essersi sposato con la sua Federica che fra tre mesi l’avrebbe reso padre di una bambina, non mancava mai ai momenti religiosi della città che lo aveva visto crescere e dove vivono i genitori e le tre sorelle a cui era legatissimo.
A officiare il rito funebre don Vincenzo Basiricò, con altri sacerdoti di Calatafimi. “Oggi Calatafimi piange uno dei suoi figli migliori. Uomo giusto, cristiano, sincero, fedele servitore dello Stato” – ha detto nell’omelia don Vincenzo Basiricò e poi ha proseguito:“Cosa diremo di te a tua figlia Celine quando crescerà? Che eri un eroe”.
Poi il passaggio dedicato alle parole di mamma Antonina. “Era prezioso per noi” mi ha detto sua mamma Antonina, “ma – ha aggiunto – abbiamo capito con la sua morte che era prezioso per tanti altri”.
“Siamo certi che lassù – ha continuato don Vincenzo – sarai nel quartiere generale degli uomini fidati di Gesù e di Maria, per aiutarli nelle missioni di pace e salvare giovani e adulti”. E la sua prima missione Leo l’ha compiuta. Ha donato alcuni dei suoi organi permettendo ad altre persone di vivere meglio.
“La morte ha rivelato a tutti, anche ai tuoi familiari, la luce del diamante che sei – ha proseguito don Vincenzo. Non avremmo mai pensato che proprio tu potessi lasciarci così presto. Abbiamo pregato, abbiamo implorato la grazia, ma non siamo stati esauditi. Il Signore ha messo alla prova la nostra fede. Il disegno su di te era un altro, un disegno che non comprendiamo, che difficilmente accettiamo, ma tu ci hai insegnato che bisogna ubbidire sempre agli ordini di chi sta in Alto, bisogna fidarsi di Maria, bisogna avere fede in Dio e noi seguiremo il tuo esempio di devoto del Signore, di figlio prediletto della Madonna”.
E che era figlio prediletto della Madonna, a Calatafimi lo sapevano tutti. La vigilia del funerale di Leonardo è coincisa con la processione che ogni anno riporta in città il simulacro della Madonna di Giubino, a cui il giovane agente di polizia era da sempre devoto. Prima di entrare nella chiesa dove viene custodito il simulacro della patrona di Calatafimi, i portantini hanno però allungato di 500 metri la processione, raggiungendo la vicina chiesa di San Michele, dove già si trovava la bara di Leo attorniata dai familiari, parenti e amici. Un momento di grande commozione ha accompagnato la preghiera dedicata alla Madonna di Giubino. Tutti i presenti hanno affidato a lei, Leonardo. E per tutti è stato il saluto di una Madre al proprio figlio prima di accoglierlo tra le sue braccia in paradiso.
“Con la tua morte improvvisa ci hai dato l’ultima lezione di vita: saper custodire ciò che vale veramente. eri un eroe perché non ti sei risparmiato nel lavoro, hai amato il tuo Paese, gli amici, la Madonna santissima. Eri un eroe perché sapevi amare e l’amore vince anche la morte. Eri un eroe perché non avevi nemici ma solo amici.Grazie di tutto Leo! Arrivederci in Paradiso!”
Ieri alla fine del funerale la bara del giovane dal cuore grande, è stata trasportata in piazza a spalla dai colleghi, per Leo il picchetto d’onore e le sirene. Da qui al cimitero a spalla è stata portata dai portantini della Madonna Giubino e del SS Crocifisso. I suoi amici anche in questo triste viaggio non l’hanno voluto lasciare solo.
Calatafimi-Segesta – Si terranno lunedì 22 settembre i funerali di Leonardo Leone, 31 anni, poliziotto di Calatafimi, morto a causa di un ictus che lo ha colpito mercoledì scorso. La funzione si terrà alle 15 nella chiesa di San Michele in piazza Plebiscito, a Calatafimi.
Pur colpiti da un dolore così grande, la giovane moglie (in attesa di un bambino) e la famiglia di Leo, la mamma, il papà e le tre sorelle hanno compiuto un gesto ineguagliabile donando gli organi esaudendo il desiderio di Leonardo.
Intanto si intensificano i messaggi di cordoglio dei colleghi e degli amici di Leonardo un giovane da sempre impegnato nella chiesa di Calatafimi dove viene ricordato da tanti amici con i quali mai aveva interrotto i rapporti nonostante fosse impegnato nel suo lavoro.
La morte di Leonardo ha gettato nel dolore un’intera comunità quella di Calatafimi, che si è stretta attorno alla famiglia del giovane poliziotto.
Fiero di averti conosciuto, fiero di aver condiviso con te parte della mia vita, fiero di essere stato tuo compare nelle lunghe marce vissute. Ancora ricordo quando ci sfidavamo a chi faceva il tempo minoresei sempre stato un guerriero e continuerai ad esserlo, ne sono sicuro. Fai buon viaggio Amico mio…
Cronaca
Calatafimi-Segesta -Il cuore di Leonardo Leone, 31 anni, poliziotto di Calatafimi-Segesta non ha retto. Leonardo è deceduto all’ospedale Villa Sofia di Palermo dove si trovava ricoverato da mercoledì, quando si era improvvisamente sentito male.
Leonardo che prestava servizio ad Alcamo dove viveva con la sua giovane moglie, è stato immediatamente trasferito in ospedale, ma le sue condizioni sono apparse subito gravissime. La comunità di Calatafimi-Segesta dove Leonardo era nato e dove vive la sua famiglia si era unita nella preghiera ed aveva affidato il giovane alla Madonna di Giubino, patrona della città.
Oggi la triste notizie che ha gettato nel dolore Calatafimi e Alcamo. Seppure si tratti di una storia piena di dolore, per quanti rimangono: la moglie, i genitori, le sorelle, gli amici, Leonardo ha saputo lasciare una parte di se con un gesto di grande generosità. La famiglia, nel rispetto della volontà di Leonardo, ha deciso di donare i suoi organi, dando speranza ad altre vite. L’intervento avverrà a Villa Sofia a Palermo, dove i medici dell’ISMETT procederanno con l’espianto.
Un gesto di generosità che trasforma un dolore immenso in speranza e solidarietà per tanti altri …
La redazione è vicina alle famiglie affrante dal dolore.