Cronaca
Trapani – I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del lavoro di Trapani, assieme ai colleghi dei reparti territoriali del Comando Provinciale di Trapani, nei giorni scorsi hanno eseguito una serie di ispezioni nei confronti di 6 ditte che operano nel settore edile nell’ambito del territorio della provincia rilevando irregolarità e lavoratori in nero.
In particolare a Custonaci e Mazara del Vallo, alla fine delle ispezioni, i Carabinieri hanno denunciato alla competente A.G. i legali rappresentanti di due società in quanto è stata riscontrata la violazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro e in particolare accertata l’assenza di adeguati ancoraggi del ponteggio alla costruzione, parapetto e tavola fermapiede nelle aperture prospicenti il vuoto.
Ad una commerciante all’ingrosso di Alcamo è stata contestata l’omessa denuncia di retribuzioni INPS e INAIL per quasi 90.000 euro, mentre è stato adottato il provvedimento di sospensione dell’attività per una società del nord Italia, con cantiere operativo ad Alcamo, dove vi era la presenza di un lavoratore in nero.
Stesso provvedimento è stato adottato per una ditta di Castellammare del Golfo dove il 25 dicembre scorso, durante il controllo, è stata accertata la presenza di 3 lavoratori in nero. Inoltre sono state contestate sanzioni amministrative per un importo totale di oltre 20 mila euro, di cui 2.500 euro per sanzioni aggiuntive, ed elevate ammende per complessivi 5.410 euro.
Cronaca
Marsala – Nel corso di servizi mirati legati al potenziamento dei controlli sul territorio disposti nell’ambito del Comitato dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica sono stati eseguiti controlli nei confronti di tre attività economiche marsalesi (una pizzeria, una gelateria e un negozio di articoli per la casa) individuando complessivamente nove lavoratori in nero, tutti di nazionalità italiana.
In particolare, i finanzieri marsalesi hanno sorpreso i lavoratori intenti a svolgere le attività di cameriere e di addetti alle vendite all’interno dei locali adibiti ad attività d’impresa, senza che il loro rapporto di lavoro fosse stato preventivamente comunicato dal datore di lavoro al Centro per l’impiego.
I successivi accertamenti hanno consentito di accertare che quattro lavoratori “in nero” appartenevano a nuclei familiari percettori dell’Assegno di Inclusione (misura di sostegno economico e sociale che dal 2024 ha sostituito il Reddito di Cittadinanza) e uno era percettore della Nuova Assicurazione Sociale – NASPI.