• Trapani
    Coldiretti. Agricoltori trapanesi senza acqua vanno indennizzati
    In questi giorni è emersa la totale assenza di risorse idriche destinate al settore agricolo
    Redazione4 Agosto 2025 - Attualità
  • Diga Rubino 970x485 1 Attualità

    Trapani – Gli agricoltori del trapanese non hanno acqua per irrigare e quindi vanno indennizzati. Lo afferma Coldiretti Trapani con riferimento all’incontro che si è svolto la scorsa settimana a Palermo in cui è emersa con chiarezza la totale assenza di risorse idriche destinate all’agricoltura, aggravata da guasti strutturali alla rete idrica consortile e atti vandalici.

    Le conseguenze per gli agricoltori sono disastrose.

    Ancora una volta l’inefficienza dei Consorzi di Bonifica si aggiunge al già lungo elenco di criticità croniche del settore agricolo siciliano. Al di là delle motivazioni tecniche o logistiche, ciò che realmente conta è che i produttori regolarmente consorziati, oggi non stanno ricevendo l’acqua a cui avrebbero diritto. Per questo occorre avviare subito la macchina degli indennizzi





  • Trapani
    Gestione delle risorse idriche e siccità nelle campagne trapanesi
    Cgil, Cisl e Uil Trapani chiedono task force immediata del Governo Regionale
    Redazione10 Luglio 2025 - Economia
  • Diga Trinita Castelvetrano Economia

    Trapani – “Chiediamo l’immediata istituzione di una task force, per far fronte alla siccità che in questi giorni particolarmente caldi sta duramente colpendo il nostro territorio e le aziende agricole che vi insistono”.

    Lo affermano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Trapani Liria Canzoneri, Federica Badami, Tommaso Macaddino e i segretari di categoria Fai Cgil, Flai Cisl e Uila Uil Giovanni Di Dia, Massimo Santoro e Leonardo Falco.

    Fallimentare la gestione della Regione per i sindacati

    “Ancora una volta siamo costretti a registrare una gestione fallimentare da parte della Regione in tema di gestione dell’acqua a fini irrigui, dopo le altalenanti questioni che riguardano la Diga Trinità che hanno visto due pareri tecnici opposti l’uno all’altro che hanno prodotto lo svuotamento dell’invaso con la perdita di milioni di metri cubi di acqua sversati in mare. Il risultato è che nelle campagna dei territori di Mazara Del Vallo e Campobello di Mazara non si potrà effettuare l’irrigazione di soccorso per i vigneti e gli uliveti, ovvero le due colture prevalenti in questi territori. Se lo scorso anno si è riusciti a dare una quantità seppur minima d’acqua, quest’anno le aziende agricole resteranno completamente a bocca asciutta. Tutto questo – specificano – sta determinando l’abbandono dei terreni agricoli, la chiusura di diverse aziende del comparto, l’emigrazione dei lavoratori agricoli in altri settori, se non addirittura verso località fuori regione. Per non parlare, poi, della situazione delle cantine sociali che anche quest’anno vedranno ridurre i propri ammassi di uva compromettendo ancora di più la loro situazione economico-finanziaria”.

    Situazione insostenibile

    “La situazione attuale è insostenibile: l’assenza di programmazione e l’incuria in cui versano le dighe in particolare quella di Trinità hanno messo in ginocchio le aziende agricole e l’intero comparto produttivo. Grandi e piccoli imprenditori agricoli denunciano danni concreti ai raccolti e costi aggiuntivi per far fronte alla carenza idrica. Non si tratta – concludono – di emergenze impreviste: è il frutto di anni di sottovalutazione e scelte politiche prive di visione. L’agricoltura, pilastro economico e identitario del territorio trapanese, non può essere abbandonata. Da troppo tempo assistiamo a vergognose e inconcludenti azioni che a nulla hanno portato, tanto che la “montagna sembra avere partorito un topolino, ma già morto”. Non siamo disposti ad accettare una mancata risposta da parte delle istituzioni. I lavoratori agricoli hanno diritto ad una gestione efficiente e rispettosa delle risorse comuni. La Regione Sicilia deve agire con urgenza e senso di responsabilità”.





  • Castelvetrano
    Sopralluogo alla Diga Trinità. Ciminnisi (M5S): “Il Governo doveva riferire in commissione sullo stato della diga e del bacino”
    Mancherebbero almeno un milione di metri cubi di acque
    Redazione20 Febbraio 2025 - Politica
  • Cristina Ciminnisi 36 Politica

    Castelvetrano – «Vergognoso dover apprendere dalla stampa del sopralluogo alla diga Trinità e delle nuove previsioni di quota a 60, 61 metri, quando abbiamo ripetutamente chiesto che in caso di ulteriori sviluppi venissero aggiornati i lavori della III Commissione che proprio venti giorni fa s’era riunita per prendere in esame la situazione dell’invaso. L’intesa, cui però non è stato dato seguito, era che sarebbe stata convocata una nuova audizione del Governo e dei suoi organismi tecnici».

    Lo ha detto il deputato regionale del M5S, Cristina Ciminnisi, dopo aver appreso da un articolo del Giornale di Sicilia del sopralluogo all’invaso e alla diga Trinità effettuato dal consulente della Regione Siciliana, prof. Salvatore Miliziano. Secondo quanto riportato la previsione di massima portata per scongiurare lo svuotamento dell’invaso sarebbe di tenere l’acqua al massimo a 60 o 61 metri.

    «Se dovesse essere confermata questa quota limite – aggiunge Ciminnisi –, ben al di sotto del reale fabbisogno che è di 63 / 64 metri, è chiaro che l’invaso non sarebbe in grado di garantire neppure l’irrigazione di soccorso. Mancherebbero almeno un milione di metri cubi di acque, forse anche di più, necessari per garantire l’irrigazione e lo sviluppo delle colture del comprensorio. Ci aspettiamo che venga al più presto possibile convocata l’audizione della III commissione, così come era stato concordato, perché il Governo e i suoi organismi tecnici ci dicano dove prendere l’acqua che manca, necessaria per assicurare la stagione irrigua nel Belìce e nelle aree limitrofe».





  • Castelvetrano
    Siccità, l’acqua depurata dall’impianto di Castelvetrano anche per l’orticoltura
    Di Mauro: «Stiamo valutando la fattibilità»
    Redazione3 Febbraio 2025 - Economia
  • Depuratore nuova Economia

    Castelvetrano – La possibilità di utilizzare le acque reflue depurate dall’impianto di Castelvetrano, nel Trapanese, anche per le coltivazioni orticole è stata al centro di un tavolo tecnico tenuto nella sede del dipartimento regionale Acqua e rifiuti. Alla riunione, coordinata dall’assessore all’Energia, Roberto Di Mauro, hanno partecipato anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Salvatore Barbagallo, i rappresentanti dell’Azienda sanitaria provinciale di Trapani, dell’Arpa, del Consorzio di bonifica della Sicilia occidentale, del Commissario unico per la depurazione e del Comune di Castelvetrano.

    «Abbiamo definito – ha detto Di Mauro – un percorso tecnico-amministrativo che dovrebbe completarsi entro un paio di mesi con le conclusioni dell’analisi del rischio svolte dal Commissario per la depurazione. In caso di esito positivo, daremo il via libera all’utilizzo dell’acqua. Abbiamo avuto intanto rassicurazioni sul fatto che quanto prima il depuratore di Castelvetrano sarà rimesso in funzione».

    Attualmente, con un decreto del luglio 2024 il dipartimento Acque e rifiuti ha autorizzato il riuso delle acque depurate per uliveti e vigneti dei territori delle province di Trapani e Agrigento. Secondo una stima, il volume di acqua depurata nell’impianto di via Errante vecchia e riutilizzabile sarebbe di circa 8 milioni di cubi all’anno.

    «Adesso – aggiunge l’assessore all’Energia – vogliamo verificare se esistono le condizioni tecniche per ampliare l’impiego di queste risorse anche per l’orticoltura. È una richiesta che arriva dai territori e sarebbe una soluzione, seppur non definitiva, per fare fronte alle conseguenze del lungo periodo di siccità che ha ridotto i quantitativi di acqua disponibili per l’irrigazione. Abbiamo l’intenzione di estendere questa possibilità anche ad altri impianti, che potrebbero alleviare le difficoltà degli agricoltori di territori in particolare sofferenza come quelli di Sciacca e Agrigento».

    Per utilizzare l’acqua depurata dall’impianto di Castelvetrano, devono essere preventivamente effettuate accurate valutazioni qualitative e quantitative così da garantire il rispetto dei limiti fissati dalla legge e la riduzione al minimo dei rischi per il consumo umano dei prodotti agricoli irrigati, anche in funzione delle diverse tipologie di colture per le quali impiegare le risorse idriche.







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