• Trapani
    Il Riesame annulla custodia cautelare all’operaio della Forestale di Trapani
    L'uomo era stato messo ai domiciliari 13 giorni fa
    Laura Spanò19 Febbraio 2026 - Cronaca
  • Cronaca

    Trapani – Il tribunale del Riesame di Palermo ha annullato l’ordinanza cautelare degli arresti domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico, emessa dal Gip di Trapani nei confronti di un operaio della forestale di 54 anni, accusato di incendio boschivo. Il Riesame ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Mauro Sammartano, legale del forestale, annullando totalmente l’ordinanza cautelare emessa lo scorso 6 febbraio. Il legale ha presentato memorie, documentazione e investigazioni difensive volte ad accertare l’estraneità del suo assistito in relazione all’incendio, di cui era accusato.

    “Non conosciamo ancora la motivazione – precisa Sammartano – in quanto si sono presi 45 giorni per depositarle”. L’operaio era finito ai domiciliari tredici giorni fa, al termine di una indagine effettuata dai carabinieri.

    L’operaio era finito ai domiciliari, al termine di una indagine effettuata dai carabinieri del comando provinciale di Trapani. I fatti risalivano al 20 agosto 2025, quando un incendio devastò 83 ettari di terreno a Buseto Palizzolo, tra aree incolte e coltivate, in una zona a ridosso del Bosco Scorace. Quel giorno le fiamme distrussero colture, mettendo a rischio aree boscate e l’incolumità di molti animali da pascolo nella contrada Quasale. L’operaio – quel giorno a riposo dal servizio – sarebbe stato ripreso mentre appiccava le fiamme in più punti e poi andare via su un auto guidata da un’altra persona.

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    Redazione 9 Febbraio 2026




  • Buseto Palizzolo
    Buseto Palizzolo: arrestato un forestale per l’incendio di Scorace ad agosto scorso
    I carabinieri gli ritirano cautelativamente sei fucili ed una pistola legalmente detenuti
    Redazione9 Febbraio 2026 - Cronaca
  • Cronaca

    Aggiornamento – Sulla vicenda interviene l’assessore al Territorio e all’ambiente, Giusi Savarino: «I sistemi di sorveglianza e di controllo per contrastare i piromani hanno funzionato. Già subito dopo il rogo, il Corpo forestale della Regione Siciliana aveva avviato accertamenti sull’incendio che, nell’agosto scorso, aveva colpito un’area di 83 ettari a ridosso di bosco Scorace. Ringrazio la Procura di Trapani e le forze dell’ordine per le indagini che hanno portato ad adottare gli arresti domiciliari nei confronti dell’operaio forestale stagionale, presunto responsabile. Nei suoi confronti, una volta confermate le accuse, saranno applicate le pene per i piromani ancora più severe volute dal governo nazionale e dal premier Giorgia Meloni».

    Buseto Palizzolo –  Finisce ai domiciliari con braccialetto elettronico, un uomo originario del Trapanese, di 54 anni, forestale, dipendente di una struttura dipartimentale della Regione Siciliana. Il dipendente è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di incendio boschivo. Su richiesta della Procura della Repubblica di Trapani, il GIP del Tribunale ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari con sorveglianza elettronica.

    Il forestale è indagato per l’incendio boschivo che lo scorso 20 agosto ha interessato un’area di 83 ettari di terreno, in parte incolta, in parte coltivata, occupata da vegetazione di diverso tipo, in zona immediatamente a ridosso del Bosco Scorace.

    Le indagini

    L’indagine, coordinata dalla Procura di Trapani e condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo, della Sezione Operativa del N.O.R. della Compagnia di Alcamo, della Stazione di Buseto Palizzolo e della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura, ha consentito, in poco tempo, di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’uomo. Le fiamme provocarono un grave danno all’ecosistema, distruggendo colture, mettendo a rischio aree boscate e l’incolumità di animali da reddito al pascolo nella contrada Quasale.

    Gli approfondimenti investigativi condotti, hanno consentito di documentare visivamente le fasi dell’incendio, ricostruendo gli spostamenti dell’indagato, quel giorno peraltro a riposo, ripreso mentre appiccava le fiamme in più punti, ampliando così il fronte del fuoco in aree in cui non erano presenti le squadre antincendio poiché impegnate a fronteggiare altri focolari.

    Le stesse immagini sottoposte al vaglio investigativo, hanno consentito di documentare i momenti in cui, dopo aver appiccato le fiamme, l’indagato si nascondeva tra la vegetazione di un’area boscata, per sottrarsi alla vista degli equipaggi di volo dei mezzi antincendio impegnati nelle operazioni di spegnimento dei roghi. L’uomo è stato ripreso mentre si allontanava dal posto, prendendo posto sull’auto guidata da altro soggetto che era andato a prelevarlo.

    L’esito delle attività di perquisizione hanno portato al sequestro importanti elementi di riscontro utili a riscontrare la sua presenza sui luoghi di commissione del reato. Il grave quadro indiziario è stato ulteriormente accertato dalle attività di intercettazione e di analisi dei dati del traffico telefonico e dall’analisi della copia forense dell’apparecchio telefonico in uso all’indagato, con il quale lo stesso aveva ripreso le l’incendio condividendo i filmati con alcuni colleghi.

    Nel corso dell’esecuzione, i militari operanti hanno ritirato cautelativamente sei fucili ed una pistola legalmente detenuti dal destinatario del provvedimento.






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