Cronaca
Trapani – La ong Mediterranea Saving Humans, sotto fermo amministrativo al porto di Trapani, ha presentato un esposto alla Procura di Trapani, con foto e video per provare il coinvolgimento nel traffico di esseri umani della milizia di Abdul Salam Al-Zoubi, sottosegretario alla Difesa nel governo di Dbeibah, appena ricevuto dal ministro Piantedosi.
Un atto che getta nuove ombre sui rapporti tra il Governo di unità nazionale (GNU) di Tripoli e l’Italia.
Si tratta di accuse, gravissime, e riguardano l’implicazione diretta dei militari libici nel traffico di esseri umani e in episodi di violenza contro migranti soccorsi in mare, oltre che in atti di intimidazione nei confronti della nave della ong Mediterranea Saving Humans.
Le prove raccolte dall’equipaggio e rese pubbliche nei giorni successivi al soccorso dello scorso 21 agosto e allo sbarco a Trapani del 23 agosto, sembrano confermare che i miliziani responsabili appartengono all’80° Battaglione per le Operazioni Speciali della 111ª Brigata, guidata da Abdul Salam Al-Zoubi, sottosegretario alla Difesa del GNU. Attraverso il confronto delle immagini con video reperiti sui social network, è stato possibile identificare il simbolo presente sulle patch delle mimetiche dei militari coinvolti negli episodi di agosto.
Il primo è del 18 agosto, quando la nave della ong, in acque internazionali, è stata circondata da otto motovedette della cosiddetta guardia costiera libica con a bordo uomini in divida, armati di fucili e pistole che mostravano mentre dalla radio lanciavano minacce e intimazioni a lasciare l’area. Una delle imbarcazioni, con potenti motori, scafo bianco e fiancate nere dipinte irregolarmente, riapparirà due giorni dopo, la notte tra il 20 e il 21 agosto. Mediterranea navigava tra Tripoli e Zawiyah quando è scattato un allarme per un’imbarcazione in apparente difficoltà. Mentre i gommoni del soccorso illuminavano l’imbarcazione, in pochi secondi un miliziano ha iniziato a prendere le persone a calci per spingerle in acqua, facendo finire dieci persone tra le onde. L’imbarcazione, avrebbero rivelato le immagini registrate, era una di quelle che il 18 agosto avevano minacciato la nave della ong.
Cronaca
Libia – Venerdì pomeriggio la Life Support di Emergency ha recuperato 2 corpi senza vita che erano alla deriva in acque internazionali della zona Sar (Search and rescue) libica.
L’allarme era stato dato giovedì da Sea-Watch, dopo che il suo velivolo Seabird aveva filmato uno dei corpi individuandone anche altri 5 in acque internazionali della zona Sar libica.
“Siamo in mare per salvare vite, è davvero doloroso dover invece recuperare cadaveri”, commenta Anabel Montes Mier, capomissione della Life Support. “Non sappiamo cosa sia successo – prosegue Montes Mier – ma possiamo supporre che ci sia stato un naufragio di una imbarcazione in pericolo di cui non si aveva notizia, o che invece il caso fosse stato segnalato ma sia rimasto per troppi giorni senza risposta, oppure ancora che ci sia stata un’intercettazione da parte della cosiddetta Guardia costiera libica o di altri libici e che alcune persone si siano buttate in mare per non essere riportate in Libia.
Quello che sappiamo per certo, invece, è che è disumano che Italia ed Europa appaltino la gestione dei flussi di migranti a Paesi Terzi che vìolano sistematicamente i diritti umani delle persone in movimento”. Dato l’avanzato stato di decomposizione non è stato immediatamente possibile determinare il sesso dei due corpi.
“Viste le loro condizioni – aggiunge Umberto Marzi, medico a bordo della Life Support – possiamo presumere che siano rimasti in acqua non meno di una settimana”. Alla nave di Emergency è stata assegnata Augusta come porto di sbarco per le salme, dove l’arrivo è previsto per domani, domenica 29 giugno alle 12 circa.
Cronaca
Realmonte (Agrigento) – Sbarco fantasma sulla spiaggia delle Pergole a Realmonte. Un barcone di legno resinato di almeno nove metri – come segnala la delegazione agrigentina di MareAmico – è arrivato sulla costa senza essere intercettato. Nessuno sa che fine hanno fatto i migranti – quasi certamente diverse decine – che si sono dispersi nelle campagne circostanti.
E intanto Alarm Phone lancia un nuovo sos arriva dal Mediterraneo centrale. A lanciarlo per un gruppo di 38 migranti alla deriva a nord di Bengasi. “Ci hanno detto che hanno il motore rotto – dice l’ong -. Abbiamo avvisato le autorità, ma la cosiddetta guardia costiera libica ha detto di non essere riuscita a trovare la barca. Siamo preoccupati per la loro sorte”. (foto MareAmicoAgrigento)