• Fra Antonini e le istituzioni, chi perde sono solo i trapanesi
    Oltre lo scontro, Trapani paga un vuoto di governance
    Redazione13 Gennaio 2026 - Attualità
  • progetto palazzetto sport trapani Attualità

    Trapani – In mezzo allo scontro tra un imprenditore e le istituzioni, tra decisioni private e provvedimenti pubblici, c’è una parte che non ha scelto nulla e che oggi paga il prezzo più alto: i trapanesi.

    • Non hanno deciso strategie societarie.
    • Non hanno firmato contratti.
    • Non hanno gestito bilanci, tesseramenti o emergenze.

    Eppure sono loro che vedono sparire una squadra dal massimo campionato, spegnersi un entusiasmo costruito in pochi anni, interrompersi un percorso che aveva riportato lo sport cittadino al centro dell’attenzione nazionale.

    È comprensibile che, di fronte a tutto questo, molti vivano quanto accaduto come una penalizzazione rivolta alla città. È una percezione umana, prima ancora che sportiva. Perché quando cade un progetto che aveva assunto un valore collettivo, il colpo non resta confinato a chi lo guidava: si allarga alla comunità che lo aveva fatto proprio.

    Detto questo, è necessario distinguere i piani. La decisione della giustizia sportiva non nasce contro Trapani come città. Non è un atto punitivo verso un territorio. È una risposta regolamentare a una serie di condotte giudicate incompatibili con la regolarità della competizione. La Federazione ha agito per difendere il sistema, non per colpire una tifoseria.

    Ma qui sta il nodo più amaro: anche quando non si è il bersaglio, si può essere la vittima.

    Lo sport professionistico, quando arriva a certi livelli, smette di essere solo un’attività privata. Diventa identità, economia, immagine, appartenenza. Produce benefici diffusi. E proprio per questo, quando implode, produce danni diffusi. Danni che non vengono risarciti da nessun regolamento e da nessuna sentenza.

    Tra Antonini e le istituzioni si è consumato uno scontro duro, fatto di atti, ricorsi, sanzioni e responsabilità. Ognuno difende la propria posizione, il proprio ruolo, il proprio perimetro. È legittimo. Ma nel mezzo non c’è nessun meccanismo che tuteli davvero la città.

    • La giustizia sportiva tutela i campionati.
    • Le società tutelano i propri interessi.
    • Le istituzioni amministrative difendono le regole.

    Chi tutela i cittadini quando un progetto sportivo crolla?

    È questa la domanda che resta, ed è una domanda politica e civile, non sportiva. Riguarda il modo in cui vengono affidati e gestiti gli impianti pubblici. Riguarda i controlli preventivi, non solo le sanzioni finali. Riguarda la capacità di intervenire prima che le crisi diventino irreversibili.

    Se tutto viene letto solo come una guerra tra parti, la città perderà due volte: prima sul campo, poi nella capacità di imparare qualcosa. Se invece si riesce a guardare oltre il tifo e oltre il risentimento, questa vicenda può diventare un monito.

    Non per cercare colpevoli a posteriori, ma per costruire regole più solide per il futuro. Perché lo sport può essere una straordinaria risorsa collettiva, ma solo se non viene lasciato senza rete di protezione.

    Oggi Trapani paga un prezzo alto.

    Non per una sconfitta sportiva, ma per un vuoto di governance.
    E riconoscerlo, senza urlare e senza dividere, è il primo passo per evitare che accada di nuovo.





  • Trapani
    Vicenda Trapani Calcio. Il Tar respinge ricorso dell’imprenditore Valerio Antonini
    L’ordinanza, è stata depositata oggi 23 dicembre
    Redazione23 Dicembre 2025 - Cronaca
  • tar lazio 1 Cronaca

    Roma – Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha respinto l’istanza cautelare presentata da Valerio Antonini e dalla FC Trapani 1905 per sospendere la penalizzazione di 8 punti inflitta alla società sportiva dalla giustizia federale.

    L’ordinanza, è stata depositata oggi 23 dicembre. Siamo di fronte ad un altro duro colpo rappresenta  per il club granata, che sperava in un provvedimento urgente per annullare la sanzione. Il TAR, pur riconoscendo la propria competenza sulla questione e prendendo atto della complessità del caso, ha rigettato la richiesta di sospensiva in quanto:

    Il Tribunale ha comunque deciso di compensare le spese, considerando la peculiarità della vicenda, e ha evidenziato che l’inibizione di sei mesi inflitta ad Antonini e Giacalone ha già esaurito i suoi effetti, iniziando lo scorso 4 giugno 2025.

    Il commento di Valerio Antonini

    “Incredibilmente, nonostante la sentenza della Commissione tributaria di Brescia avesse chiaramente aperto la via della verita, il Tar del Lazio si dichiara non idoneo ad entrare nel merito rimandando di fatto al Consiglio di Stato ma compensando stranamente le spese; Ci aspetta un’altro grado di giudizio più la commissione tributaria, la verita’ dovrà emergere senza alcun dubbio, cosi come e’ successo per il Brescia. Sia per il Trapani Calcio che per la Shark la partita è lunghissima ancora e non mollerò sino a che non avrò riavuto tutti i punti di penalizzazione, sino a che non avranno tolto ogni sanzione accessoria e non ci avranno ricompensato i danni giganteschi subiti”.

    Il commento della società

    La società FC TRAPANI 1905 comunica che in data odierna il TAR del Lazio ha rigettato la richiesta di sospensiva presentata dalla società perché non idoneo a giudicare, indicando per di più di non poter applicare ancora la sentenza che ha visto Andrea Agnelli vincere in Lussemburgo contro la giustizia sportiva.

    La società presenterà ricorso al Consiglio di Stato ma soprattutto ha già presentato il ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria di Primo Grado di Trapani e, pertanto, così come avvenuto per il Brescia Calcio di Massimo Cellino, trattandosi di stesse modalità e controparti, è certa di poter avere lo stesso risultato ottenuto da Cellino nella seconda settimana di Gennaio e riavere indietro quanto tolto ingiustamente sin ora.

    Una notizia inattesa ma che non altera minimamente la gravità di quanto la società ha subito e che siamo convinti troverà a breve giustizia nelle sedi tributarie.





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