Attualità
Marsala – Proclamato lo stato di agitazione del personale da FP CGIL, UILPA e FLP Giustizia Trapani in servizio presso l’Amministrazione giudiziaria di Marsala in segno di dissenso verso l’attuale gestioni delle relazioni sindacali.
“La decisione è maturata a seguito dell’assemblea dei lavoratori tenutasi lo scorso 30 gennaio – spiegano i segretari di categoria Andrea Genna, Gioacchina Catanzaro e Giuseppe Laudicina -, durante la quale il personale ha espresso un forte dissenso verso l’attuale gestione delle relazioni sindacali. Al centro della vertenza, la contestazione di provvedimenti organizzativi adottati unilateralmente dall’Amministrazione, che avrebbero ricadute significative sulle condizioni di
lavoro, in aperta violazione del CCNL Funzioni Centrali e dei principi di leale collaborazione”.
Le tre sigle sindacali, hanno inviato una nota alla Presidenza del Tribunale, alla Prefettura di Trapani e ai vertici sindacali nazionali, nella quale i rappresentanti dei lavoratori denunciano “gravi e persistenti criticità nelle relazioni con l’Amministrazione, già oggetto di precedenti contestazioni; mancanza di un confronto reale: nonostante le ripetute sollecitazioni, non è stato garantito un dialogo effettivo sulle scelte organizzative; compromissione delle condizioni minime necessarie per il regolare svolgimento delle attività sindacali”.
Contestualmente alla proclamazione dello stato di agitazione, i sindacati hanno chiesto l’attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione presso la Prefettura di Trapani.
“La nostra disponibilità al dialogo resta piena — concludono — ma è indispensabile ripristinare il rispetto delle prerogative contrattuali per giungere a soluzioni condivise. Tuttavia in assenza di un esito positivo nel tentativo di conciliazione, verranno adottate ulteriori iniziative di mobilitazione”.
Cronaca
Mazara del Vallo – Bassem Loudhaief, il tunisino di 30 anni arrestato a Mazara del Vallo dai carabinieri, che aveva fatto perdere le sue tracce il 9 marzo scorso, quando era evaso dal carcere di Barcellona Pozzo di Gotto, voleva ritornare in Tunisia. Il trentenne è stato fermato dai carabinieri insieme a due presunti scafisti forse pronto a lasciare l’Italia per fare ritorno in Tunisia.
L’uomo è stato trasferito al carcere di Trapani, mentre i due scafisti sono stati trasferiti nella Casa circondariale di Barcellona.
Sulla vicenda indaga la procura di Barcellona coordinata da Giuseppe Verzera, che sta indagando anche sulle misure di sicurezza del carcere. L’uomo, infatti, era fuggito una domenica, durante l’ora d’aria concessa quotidianamente nei cortili della struttura dove ormai da tempo sono accesi i riflettori per le continua segnalazioni di carenze di personale e aggressioni agli agenti di polizia penitenziaria.
Un quadro di crescente emergenza quella che si respira all’interno del carcere che ha registrato la presa di posizione della Funzione Pubblica Cgil che esprime forte preoccupazione per le condizioni di lavoro estremamente critiche che si registrano nella Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto e denuncia un quadro di crescente emergenza, aggravato da aggressioni, evasioni, episodi di violenza e problemi strutturali.
“Negli ultimi mesi, sono stati registrati numerosi eventi critici, tra cui aggressioni agli agenti, evasione, tentativi di evasione, incendi, e persino il suicidio di un detenuto – si legge nella nota del segretario generale Francesco Fucile e del coordinatore provincile Giovanni Spanò – Solo negli ultimi giorni, si sono verificati diversi episodi di violenza ai danni dei poliziotti penitenziari, un incendio e un tentativo di evasione, a testimonianza di una situazione ormai fuori controllo. È con grande preoccupazione e profonda amarezza che la FpCgil si rivolge alle istituzioni e all’opinione pubblica riguardo alla drammatica situazione che si sta vivendo nella Casa Circondariale di Barcellona”.