San Vito Lo Capo, La famosa località balneare in provincia di Trapani, torna protagonista nel mondo dell’arrampicata sportiva. Grazie a una raccolta fondi online su GoFundMe, sono stati raccolti oltre 10.700 euro per la richiodatura in titanio delle vie più amate della zona. Un progetto ambizioso, sostenuto da centinaia di appassionati, che punta a garantire sicurezza e lunga durata ai percorsi di scalata tra i più spettacolari del Mediterraneo.
Il progetto, ideato da Marco Peralta e Daniele Arena con il supporto delle associazioni SV Climbing e Climbing House, nasce con un obiettivo chiaro: rendere San Vito lo Capo un luogo sicuro e durevole per i più di cinquemila arrampicatori l’anno che lo scelgono da tutto il mondo.
Tra le vie già completamente richiodate spiccano nomi noti come Johnnie Walker e The Riddle, nella suggestiva Grotta Cala Mancina. A breve inizieranno i lavori anche nella Grotta dei Santi.
La vicinanza con il mare impone l’utilizzo di materiali resistenti alla corrosione. Gli organizzatori hanno scelto solo attrezzature in titanio, tra cui fissaggi certificati, resina Hilti RE500, e strumenti professionali per operazioni in ambienti marini.
Ogni euro raccolto sarà utilizzato per l’acquisto di questi materiali e per retribuire operai locali altamente specializzati, impegnati anche nella rimozione dei vecchi chiodi, nella pulizia delle pareti e nella messa in sicurezza delle zone d’accesso.
Il progetto ha già coinvolto più di 230 sostenitori, un risultato che testimonia l’unità della community di arrampicatori e l’importanza di un intervento professionale per preservare questo patrimonio naturale e sportivo.
La raccolta fondi resta attiva su GoFundMe al link:
👉 gofundme.com/f/rebolt-san-vito-lo-capo-2025-richiodatura-san-vito-lo-capo
Quando si prenota un volo low-cost, il prezzo sembra imbattibile. Ma tra costi nascosti e supplementi per bagagli, spesso il conto finale lievita ben oltre le aspettative. Proprio per aggirare queste tariffe esorbitanti, una startup italiana ha lanciato una soluzione tanto semplice quanto geniale: una giacca valigia low cost, chiamata FlyOn Jacket, capace di contenere abiti e accessori per un’intera settimana.
Apparentemente è un normale cappotto, ma al suo interno nasconde 16 tasche strategiche per trasportare tutto il necessario senza bisogno di valigie. Dalle magliette ai pantaloni, passando per caricabatterie e beauty case, tutto trova posto al suo interno. Con una capacità di carico fino a 7 kg, può sostituire a tutti gli effetti un classico bagaglio a mano.
Secondo i produttori, la giacca “passa inosservata ai controlli di sicurezza” e può essere riposta sotto il sedile dell’aereo come un normale indumento. Il video virale su TikTok in cui la creatrice, Diana Carolina Yanes, mostra come riempire la giacca ha superato centinaia di migliaia di visualizzazioni, suscitando entusiasmo e approvazione: “Finalmente una soluzione intelligente contro regole assurde”, commentano in molti.
Le compagnie aeree come Ryanair fanno spesso pagare di più per il bagaglio che per il volo stesso. La risposta della community è stata decisa: “20 euro per il volo, 240 per il bagaglio? No grazie!”. Ed è proprio su questa indignazione che la startup milanese Diana Yanes Consulting ha costruito il successo del progetto.
Con una campagna di crowdfunding su Kickstarter, sono già stati raccolti oltre 54.000 euro, ben oltre i 7.500 inizialmente richiesti. L’obiettivo? Rendere i viaggi più equi, pratici ed ecologici.
Oltre alla funzionalità, FlyOn Jacket si distingue anche per la sua anima green: verrà realizzata con plastica marina riciclata (Sequal Yarn), combinando innovazione e sostenibilità.
Il prezzo? 288 dollari (circa 264 euro). Non è per tutte le tasche, ma punta a un pubblico ben definito: “Viaggiatori consapevoli e genitori stressati”, spiega la fondatrice.
Resta il dubbio: le compagnie risponderanno tassando i cappotti? Secondo i produttori, è improbabile. “Gli standard internazionali non prevedono costi per gli indumenti indossati”. Dunque, per ora, FlyOn Jacket resta una delle soluzioni più ingegnose e legittime per sfuggire alle trappole delle tariffe extra.
Con l’aumento dei costi accessori e le continue restrizioni delle compagnie low-cost, i viaggiatori sono sempre più creativi. La FlyOn Jacket non è solo un capo d’abbigliamento: è una protesta concreta e intelligente, un’alternativa che potrebbe aprire una nuova frontiera nel mondo del travel smart.
E tu cosa ne pensi? Hai mai escogitato soluzioni creative per evitare i costi extra nei viaggi? Raccontacelo nei commenti, condividi l’articolo e continua a seguirci per rimanere aggiornato sulle novità dal mondo del turismo intelligente.