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    La Guardia di Finanza sequestra 700 chili di corallo a Marettimo, tre trapanesi segnalati alla Procura
    L'intervento è stato coordinato dal Reparto Operativo Aeronavale di Palermo e il Gruppo Esplorazione Aeromarittima di Pratica di Mare
    Redazione16 Ottobre 2025 - Cronaca
  • 16102025 085202 foto corallo con logo 1068x615 1 Cronaca

    Trapani – Sequestrati 700 chili di corallo a largo dell’isola di Marettimo. L’attività di servizio è stata effettuata dalla Guardia di Finanza che ha portato a termine la complessa operazione in mare che ha permesso di intercettare un traffico illegale di corallo rosso del Mediterraneo (Corallium rubrum) nelle acque al largo di Marettimo.

    L’intervento, frutto della collaborazione tra il Reparto Operativo Aeronavale di Palermo e il Gruppo Esplorazione Aeromarittima di Pratica di Mare, rientra nel dispositivo di vigilanza e tutela dei confini marittimi europei e degli interessi economici nazionali.

    Un aereo delle Fiamme Gialle, impegnato in attività di sorveglianza nel Canale di Sicilia, ha individuato un’imbarcazione sospetta che navigava ad alta velocità verso le coste trapanesi, proveniente dall’area magrebina. Le unità navali del Corpo hanno intercettato il natante, lungo circa dieci metri, e lo hanno fermato nelle acque territoriali al largo di Marettimo ed ha sottoposto a controllo l’imbarcazione da diporto con tre persone a bordo residenti nel trapanese.

    I finanzieri, insospettiti dal comportamento degli occupanti dell’unità navale, hanno effettuato un’ispezione dei locali interni rinvenendo un considerevole numero di colli, confezionati e sigillati al cui interno era custodito un carico di corallo rosso del Mediterraneo, per il quale i tre soggetti non sono stati in grado di esibire alcuna documentazione commerciale inerente la provenienza.

    I 22 colli, contenenti oltre 700 chilogrammi della preziosa risorsa marina il cui prelievo è rigidamente limitato a specifici periodi dell’anno, a determinate distanze e profondità e consentito esclusivamente ai possessori di specifica licenza di pesca e cattura, è stato sottoposto a sequestro ed i soggetti presenti a bordo, segnalati all’Autorità giudiziaria per il reato di ricettazione e contrabbando.

    La Procura, sotto il cui coordinamento proseguono le indagini, sta approfondendo eventuali collegamenti con una rete organizzata dedita al commercio illegale del corallo, che, se immesso sul mercato, avrebbe fruttato un guadagno illecito stimato in circa 500 mila euro.

     






  • In Sicilia la fortuna ha il colore del corallo: tra riti, sorrisi e 60 milioni l’anno di superstizione
    Dalle nonne col sale dietro la porta ai cornetti rossi di Trapani: l’isola dove la scaramanzia è ancora una festa
    Trapani Oggi14 Ottobre 2025 - Turismo
  • amuleti fortuna e credrenze popolari Turismo

    Sicilia – C’è chi tocca ferro, chi fa le corna e chi non esce di casa senza il suo cornetto di corallo. In Sicilia, la fortuna è una cosa seria… ma anche allegra!. Tra un “non si sa mai” e un sorriso scaramantico, i riti antichi resistono al tempo, perfino nell’epoca dei social e dell’intelligenza artificiale. Secondo l’Indice di Superstizione Regionale 2025 (Casinos.com), la Sicilia è la quarta regione più superstiziosa d’Italia, con oltre 60 milioni di euro l’anno spesi in consulti e “benedizioni”. Nell’isola ci sono più di 1.500 veggenti e cartomanti, ma c’è anche una marea di gente comune che, davanti alla sfortuna, preferisce un gesto di buon auspicio a mille parole.

    Tra web e antiche credenze

    Sembra incredibile, ma perfino Google lo conferma: “malocchio” e “oroscopo” sono tra le parole più cercate dai siciliani (76 su 100 nell’indice di popolarità).
    Segno che la superstizione si è trasferita anche online, tra meme e ricerche notturne su come “togliere il malocchio con l’olio e l’acqua”.

    «Qui la superstizione è un modo di stare insieme», racconta un giovane isolano. Dici “fatti i fatti tuoi  con la mano a corna e già ti senti più leggero. È una risata collettiva contro la sfortuna».

    Il corallo rosso di Trapani: la fortuna che nasce dal mare

    Nel cuore di Trapani, tra le viuzze che profumano di sale e alghe, il corallo rosso continua a essere lavorato come un tempo. Gli artigiani ancora lo trasformano in piccoli cornetti portafortuna, lucidi e intensi, simbolo di protezione e buon augurio. «Il corallo non si lavora: si ascolta», dice Nino Pellegrino, maestro artigiano. «Ogni pezzo ha la sua forma, il suo carattere. E quando diventa cornetto, sembra sorridere anche lui».

    Nelle vetrine delle botteghe, tra bracciali e orecchini, i corni trapanesi spiccano come scintille di allegria mediterranea. E non c’è turista che resista alla tentazione di portarne via almeno uno.

    Nord diffidente, Sud scaramantico

    In testa alla classifica della superstizione nazionale c’è la Campania, seguita da Lazio, Lombardia e poi la Sicilia, che difende con orgoglio il suo quarto posto.
    Al Nord la fortuna si affida ai numeri del lotto o alla statistica, al Sud invece basta una formula magica e una risata per sentirsi al sicuro.

    Una tradizione che non smette di far sorridere

    La superstizione siciliana non è paura, ma allegria travestita da rito, quasi una risorsa per il Turismo. È la nonna che fa il segno della croce sul pane, il papà che tocca ferro prima di un colloquio, la zia che sputa per scaramanzia “tre volte per terra, ma piano che porta bene”.Un teatro quotidiano di gesti, parole e risate che, più che allontanare la sfortuna, tengono viva una certa filosofia di vita: meglio ridere del destino che farsene spaventare.

    E così, tra un corallo di Trapani e un oroscopo letto a colazione, la Sicilia continua a credere nella fortuna… ma sempre con il sorriso.

    e…. attenti a venerdi prossimo!!





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    Trapani è una città di mare, vento e luce, ma è anche la culla di una delle tradizioni artigianali più affascinanti del Mediterraneo: la lavorazione del **corallo rosso**. Da secoli, questo prezioso dono del mare viene trasformato in opere d’arte, tramandando saperi antichi e raccontando storie di devozione, cultura e bellezza.

    Un Tesoro dal Cuore del Mare

    Il corallium rubrum, noto come corallo rosso mediterraneo, è una specie unica per intensità cromatica e compattezza, caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto alla lavorazione artistica. Si trova sui fondali rocciosi tra i 30 e i 200 metri di profondità, soprattutto lungo le coste della Sicilia, della Sardegna e della Tunisia.

    Un tempo, i corallari trapanesi solcavano il mare aperto per settimane, sfidando le onde con le loro imbarcazioni per pescare il corallo con l’antico metodo della croce di Sant’Andrea: una pesante struttura in legno e ferro che, trascinata sui fondali, spezzava i rami di corallo, facendoli risalire in superficie impigliati nelle reti. Questo metodo, sebbene efficace, ha contribuito alla riduzione delle colonie, portando oggi a una pesca più regolamentata e sostenibile.

    Storia e Leggende: Dall’Antichità al Barocco

    Il corallo rosso è avvolto da un’aura di mistero fin dall’antichità. Secondo la mitologia greca, sarebbe nato dal sangue della Gorgone Medusa, pietrificata da Perseo. Per i Romani era un amuleto contro il malocchio, mentre nel Medioevo veniva usato per proteggere i bambini dalle malattie.

    A partire dal XV secolo, Trapani divenne uno dei centri più importanti per la lavorazione del corallo, al pari di Torre del Greco e Alghero. Nel periodo barocco, gli artigiani trapanesi raggiunsero un livello di eccellenza straordinario, esportando le loro opere in tutta Europa e ricevendo commissioni da nobili, ordini religiosi e persino dalla Santa Sede.

    Arte e Artigianato: La Magia delle Mani Trapanesi

    A Trapani, il corallo non è solo un materiale prezioso, ma un elemento che si fonde con l’identità stessa della città. Gli artigiani, detti curaddari” (nome dal quale nasceva una strada citttadina chiamata Via Corallai), che  lo lavoravano con tecniche raffinate, spesso abbinandolo a oro, argento e madreperla.

    Le opere più celebri della tradizione trapanese includono:
    Gioielli e amuleti: orecchini, bracciali, rosari e spille, spesso con motivi marini o sacri.
    Oggetti devozionali: reliquiari, crocifissi e Madonne scolpite in corallo, destinati a chiese e collezioni private.
    Quadri scultura: autentiche meraviglie artistiche in cui il corallo veniva incastonato su supporti d’argento, dando vita a scene bibliche e mitologiche.

    Uno degli esempi più straordinari di questa arte è il Tesoro della Madonna di Trapani, conservato presso il Santuario dell’Annunziata: una serie di gioielli e oggetti sacri realizzati con l’abilità impareggiabile dei maestri trapanesi.

    Curiosità e Tradizioni

    Un Amuleto Contro il Malocchio: Ancora oggi in Sicilia, si regala un piccolo corallo rosso ai neonati per proteggerli dagli influssi negativi. Il corallo è considerato un talismano che porta fortuna e salute.
    Sangue del Mare: I pescatori trapanesi chiamavano il corallo “u sangu ru mari” (il sangue del mare), credendo che avesse proprietà magiche e curative.
    L’Ultimo Artigiano del Corallo: Con il passare dei secoli, la lavorazione del corallo a Trapani si è ridotta, ma ancora oggi alcune botteghe artigiane continuano a custodire questo sapere antico.

    Dove Ammirare il Corallo di Trapani

    Chiunque voglia immergersi in questa tradizione non può perdersi una visita al Museo Regionale Pepoli, dove è custodita una straordinaria collezione di opere in corallo, tra cui tabernacoli, busti e reliquiari.

    Oggi, il corallo rosso è sempre più raro e la sua pesca è regolamentata per preservarne le colonie. Tuttavia, l’arte e la storia che lo accompagnano continuano a vivere nel cuore di Trapani, rendendo ogni pezzo non solo un manufatto, ma un frammento di cultura, bellezza e passione.







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