Alcamo
Sciopero polizia municipale di Alcamo
Cgil: "Fino a oggi i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori sono stati calpestati e le richieste ignorate"
Attualità
Alcamo – Sullo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori della polizia municipale di Alcamo indetto per il prossimo 8 settembre interviene la Funzione pubblica Cgil di Trapani.
La giornata di sciopero è stata proclamata dalla Funzione pubblica Cgil che rivendica, tra le altre cose, “il diritto dei dipendenti all’incremento dell’orario di lavoro settimanale e alla trasformazione del rapporto di lavoro da part time a full time”.
La decisione di indire la protesta fa seguito a due incontri tenuti con l’Amministrazione comunale, nel corso dei quali non è stata accolta nessuna delle richieste avanzate dal Sindacato. La Fp Cgil non ha, pertanto, sottoscritto la pre-intesa del fondo del salario accessorio 2025 nell’ambito del contratto decentrato 2023-2025.
Caterina Tusa e Ignazio Calvaruso
“L’Ente – dicono il segretario provinciale della Funzione pubblica Cgil Caterina Tusa e il coordinatore provinciale Funzioni locali Ignazio Calvaruso – continua a non dare risposte sul tema della forte carenza di organico, aggravata dal pensionamento di cinque lavoratori non sostituiti, mentre continuano a rimanere a tempo parziale circa 24 agenti di polizia municipale. Ciò comporta, nei mesi estivi, notevoli difficoltà nell’attività di vigilanza e nella sicurezza urbana, soprattutto nella località balneare di Alcamo Marina. Nello stesso tempo – proseguono – non sono state prese in considerazione le legittime richieste della progressione in deroga per coprire i posti vacanti nell’area dei funzionari, mentre permane il mancato riconoscimento della progressione di carriera agli istruttori che, da oltre 15 anni, hanno maturato e messo in campo competenza ed esperienza. Così come risulta del tutto disattesa la legittima aspettativa degli addetti del reparto dei controlli specialistici di avere riconosciuta l’ indennità di servizio esterno di vigilanza che viene, invece, erogata a questa categoria di operatori della polizia municipale nella maggior parte dei comuni del trapanese”.
Quei diritti non garantiti
Tra i diritti non garantiti anche i ritardi nei pagamenti trimestrali, come previsto dal contratto decentrato integrativo e fermi dal 31 dicembre 2024, per le indennità di turnazione, per la reperibilità e per il servizio di vigilanza esterna.
“La polizia municipale di Alcamo – dice il segretario Tusa – continua a essere mortificata nel ruolo e nella professionalità. Fino a oggi i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori sono stati calpestati e le richieste ignorate, ma ci batteremo per il rispetto delle regole e dei Contratti”.
Trapani
Le criticità del Pietro Cerulli al centro dell’incontro con il Provveditore dell’amministrazione penitenziaria
A Palermo i rappresentati delle sigle sindacali del Corpo della polizia
Cronaca
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Trapani – Finalmente i rappresentanti delle principali sigle sindacali del corpo della polizia penitenziaria ha incontrato il Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di Palermo.
Un incontro per denunciare le gravi criticità che affliggono il carcere Pietro Cerulli, al centro di queste ultime settimane di disordini e tafferugli.
Nel corso della riunione sono emerse le criticità riscontrate all’interno della casa circondariale più volte denunciato a partire dall’organico reale che risulta ben al di sotto delle necessità operative: le sigle hanno chiesto l’immediata rettifica della pianta organica ufficiale, che include attualmente 25 unità non utilizzabili, di cui 22 assegnate al sito riservato e 3 al NIR. Una situazione che falserebbe il quadro complessivo del personale disponibile.
I rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno denunciato la carenza strutturale di circa 100 unità, con una ulteriore emergenza emersa per le prolungate assenze di una ventina di agenti in convalescenza a seguito di aggressioni subite in servizio.
Tra le criticità sollevate, anche l’emissione di ordini di servizio ritenuti poco funzionali e fonte di tensioni interne, che minano l’efficienza operativa e rischiano di sfociare in provvedimenti disciplinari contro agenti costretti a operare in condizioni estreme.
La situazione del reparto isolamento
Situazione insostenibile nel reparto isolamento. A tal proposito il Provveditore ha annunciato lavori di riqualificazione nel 2026 anche se i sindacati, hanno chiesto soluzioni provvisorie immediate per garantire almeno il minimo di sicurezza e dignità lavorativa.
Altro punto caldo, la gestione dei detenuti protagonisti di rivolte interne, alcuni dei quali ancora presenti nell’istituto. Mentre sono in corso procedimenti disciplinari complessi legati al regime di sorveglianza particolare i sindacati chiedono interventi urgenti per tutelare il personale, già duramente provato.
Al termine dell’incontro, le organizzazioni sindacali hanno lanciato un ultimatum: se entro dieci giorni non arriveranno risposte concrete e atti ufficiali, partiranno azioni di protesta, con manifestazioni pubbliche e presidi permanenti, con il coinvolgimento del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e del Ministero della Giustizia. “Il personale non può più aspettare – è stato il messaggio unanime delle sigle – servono soluzioni ora, non promesse per il futuro.”