Cronaca
Trapani – Due trapanesi sono stati assolti, dal Tribunale monocratico del capoluogo, con la formula “perchè il fatto non sussiste”. Si tratta di A.E. e C.V. (difesi dagli avvocati Natale Pietrafitta e Marcella Buttitta). I due la sera dell’1 novembre 2022 erano stati sorpresi dai carabinieri mentre erano a bordo della loro vettura, nella loro disponibilità fu rinvenuto un palanchino in ferro, un coltello a serramanico ed una frusta in nervo di bue.
I due uomini mentre venivano fermati per un controllo da parte dei militari dell’arma, erano apparsi particolarmente nervosi tanto da avere sollecitato un fondato sospetto che potessero celare qualcosa.
All’esito della perquisizione, furono rinvenuti in possesso di questi arnesi.
Ieri, 18 febbraio dopo una lunga istruttoria che ha accertato e giustificato il porto di quegli strumenti, il Giudice Francesco Giarrusso ha assolto i due imputati (tra di loro cognati), con la formula “perchè il fatto non sussiste”, accogliendo integralmente le doglianze difensive.
Cronaca
Mazara del Vallo – Denunciata per furto, dai Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Mazara del Vallo una donna di 34anni.
I militari dell’Arma sono stati allertati da un’anziana signora che, denunciava il patito furto della propria borsa con all’interno tutti gli effetti personali, patito, mentre si trovava a pregare in chiesa da parte di una donna che in quel momento era seduta di fianco a lei.
Grazie agli indizi forniti dalla vittima su fisionomia e indumenti indossati dalla presunta autrice del furto i Carabinieri si sono messi alla ricerca rintracciandola e trovandola ancora in possesso della borsa poco prima sottratta all’anziana.
Dopo aver proceduto alla denuncia i militari hanno riconsegnato la borsa all’avente diritto.
Cronaca
Menfi (Agrigento) – Secondo l’accusa il giovane per circa un mese ha maltrattato i genitori, sottoponendoli a continue pressioni per ottenere denaroe si sarebbe scagliato contro i carabinieri aggredendoli a calci e pugni.
È per questi fatti che il giovane di 20 anni di Menfi, condannato a un anno e quattro mesi di reclusione, è stato arrestato e trasferito al carcere minorile Malaspina di Palermo. I reati – estorsione, maltrattamenti in famiglia, ma anche resistenza, lesioni personali aggravate e oltraggio a pubblico ufficiale – sarebbero stati commessi quando il giovane era ancora minorenne.
Ad eseguire la misura cautelare in carcere i carabinieri. Secondo l’accusa in più occasioni e con cadenza quasi quotidiana, per circa un mese, il giovane avrebbe minacciato i genitori e di distruggere la loro casa per ottenere somme in denaro. I due coniugi esasperati, si sono rivolti ai carabinieri, raccontando la loro vicenda, e chiedendo aiuto. In alcuni casi sarebbero stati maltrattati, fino ad arrivare a vere e proprie aggressioni.
Il ventenne è stato riconosciuto colpevole anche di avere colpito i militari in un posto di controllo dopo che si era rifiutato di fornire le proprie generalità.
Cronaca
Partinico (Palermo) – Finiscono ai domiciliari 4 giovani di Partinico. L’attività è stata effettuata dai Carabinieri della Stazione di Borgetto, con il supporto dei reparti della Compagnia di Partinico. L’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari è stata emessa dal Gip del Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura. Si tratta di tre uomini di età compresa tra i 19 e i 21 anni e di una donna di 20 anni, già noti alle forze dell’ordine, accusati a vario titolo di violenza privata, rapina aggravata in concorso, lesioni personali in concorso e tentata violenza sessuale.
L’attività investigativa ha preso avvio dalle denunce presentate dalle vittime e dagli elementi raccolti dai militari, che hanno consentito di risalire all’identità dei quattro indagati. Gli stessi sono ritenuti responsabili di una rapina commessa lo scorso 30 novembre ai danni di una giovane coppia di fidanzati. Quella che doveva essere una tranquilla serata autunnale si è trasformata in pochi minuti in un vero e proprio incubo quando i due giovani, sono stati inseguiti per le strade di Partinico, da un’autovettura con a bordo i quattro aggressori i quali, pur di raggiungere il loro intento, non hanno esitato a speronare l’auto della coppia costringendola a fermarsi.
Secondo quanto ricostruito, i quattro, uno dei quali armato di coltello, hanno costretto i fidanzati a scendere dall’abitacolo, aggredendoli violentemente: la 20enne avrebbe colpito la ragazza, mentre i tre uomini si sarebbero scagliati contro il giovane, ferendolo con alcuni fendenti, fortunatamente non letali. Approfittando della concitazione del momento, tre degli aggressori si sarebbero impossessati della somma di circa 200 euro custodita nell’auto, minacciando di morte il ragazzo. Nel frattempo, il quarto indagato avrebbe tentato di compiere un atto di violenza sessuale nei confronti della giovane donna, che è riuscita con forza e determinazione a opporsi.
L’attività investigativa condotta dai Carabinieri ha permesso di delineare un grave quadro indiziario, ritenuto fondato dall’Autorità giudiziaria, che ha portato all’emissione del provvedimento cautelare nei confronti dei quattro indagati, identificati quali presunti autori dei reati contestati.
Cronaca
Pantelleria – Chiede l’intervento dei carabinieri della stazione dell’isola per essere aiutato a contenere il figlio in stato di alterazione psicofisica, ma quando i militari arrivano a casa, il giovane si scaglia contro di loro. Con l’accusa di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale i carabinieri di Pantelleria hanno arrestato un giovane di 20 anni. Il padre del giovane aveva richiesto l’intervento dei carabinieri in quanto non riusciva a contenere quel ragazzo in stato di alterazione psicofisica, i militari dell’arma intervenuti hanno cercato ma invano di riportarlo alla calma. Anzi il giovane proferendo minacce li ha aggrediti con calci pugni e sputi, ferendo in modo lieve quattro carabinieri. Bloccato e arrestato, il ventenne è stato affidato alle cure dei sanitari del 118 che lo hanno accompagnato in ospedale per far fronte al suo stato di agitazione. Una volta dimesso dall’ospedale, per il ventenne, in seguito all’udienza di convalida dell’arresto, è stato sottoposto all’obbligo di dimora nel comune di Marsala. Purtroppo sempre più richieste di aiuto giungono alle forze dell’ordine da parte di genitori spesso minacciati o intimoriti dai figli.
Cronaca
Alcamo – Un giovane di origine tunisine di 28 anni è morto ieri pomeriggio cadendo dal secondo piano di un edificio. È accaduto in via Galileo Galilei, traversa del corso VI Aprile. I sanitari del “118” giunti sul posto dopo l’allarme hanno tentato di rianimarlo, ma senza esito.
I Carabinieri, intervenuti sul posto per i rilievi hanno avviato le indagini per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto. L’ipotesi prevalente è che si sia trattato di un incidente mortale durante un’attività illecita. La vittima si sarebbe trovata nell’edificio forse per commettere un furto. Ha tentato la fuga tra i balconi, ma ha perso l’equilibrio precipitando nel vuoto. Disposta l’autopsia.
Cronaca
Alcamo – E’ Vito Bonura 50 anni, la vittima dell’accoltellamento avvenuto al culmine di una lite ieri sera 13 febbraio. La vittima è rimasta ferita dopo avere ricevute diverse coltellate all’addome. L’aggressione si è verificata in viale Europa, ad Alcamo, sotto gli occhi di attoniti e impauriti di molti passanti. Viale Europa infatti è una delle vie più transitate della città.
L’aggressore già fermato dai carabinieri è Antonio Calvitto 58 anni. L’uomo è stato posto ai domiciliari l’accusa è tentato omicidio.
Da una prima ricostruzione, tra Bonura e Calvitto sarebbe scoppiato un diverbio per motivi ancora non del tutto chiari. Dalle parole si è passati pare allo scontro fisico, poi uno dei due avrebbe estratto un coltello, colpendo violentemente l’altro. Ad intervenire sono stati alcuni passanti. E’ scattato l’allarme sul posto è arrivata una ambulanza del 118 che ha trasportato il ferito all’ospedale “San Vito e Santo Spirito” di Alcamo e successivamente al nosocomio di Trapani. La vittima dell’aggresione è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico. L’arrivo dei carabinieri è stato immediato. Sulla vicenda ci sono indagini in corso.
Cronaca
Calatafimi-Segesta – I Carabinieri della Stazione Calatafimi Segesta coadiuvati dai Militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del lavoro di Trapani, personale della Polizia locale, dei Vigili del fuoco e dell’ASP di Trapani, hanno sottoposto a controllo un’attività di ristorazione con intrattenimento e spettacoli sita nel comune di Calatafimi Segesta, nel corso del quale veniva riscontrato e contestato il mancato rispetto degli obblighi imposti dalla normativi a tutela dell’incolumità pubblica e della prevenzione degli incendi e della gestione degli esodi di emergenza.
Per tali inadempienze, è stata disposta una diffida ad effettuare attività di pubblico spettacolo e/o danzante sino all’ottenimento delle dovute autorizzazioni, e anche a non effettuare attività di ristorazione fino al completamento delle opere di messa in sicurezza dell’impianto del gas del locale.
I controlli permettevano in oltre di riscontrate carenze igienico sanitarie e mancate comunicazioni obbligatorie alle autorità, per le quali sono state contestate sanzioni amministrative per un importo complessivo di € 2.000, la presenza di dispositivi di controllo a distanza dei lavoratori, per i quali veniva contestata una sanzione penale di 387 € e
avanzata proposta di revoca dell’autorizzazione temporanea per svolgere una serata di pubblico spettacolo già autorizzata in occasione dei festeggiamenti del prossimo Carnevale.
L’attività dei Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani, rientra nella Direttiva del Ministero dell’Interno e nell’ambito delle determinazioni assunte in seno del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, hanno avviato, soprattutto in chiave preventiva, una seriedi controlli di sicurezza dei pubblici esercizi e delle attività di intrattenimento e di pubblico spettacolo al fine di tutela la pubblica incolumità sia dei lavoratori che degli avventori.
Cronaca
Trapani – di Rino Giacalone – Si chiama Emanuele Scimemi, trapanese, 40 anni, residente a Lenzi, la persona arrestata nell’ambito dell’operazione “Last Delivery”, coordinata dalla Procura de L’Aquila e che ha portato a scoprire un traffico di droga, esplosivi ed armi.
Le transazioni avvenivano attraverso chat e piattaforme web, con spedizioni tramite corrieri espressi, inconsapevoli di ciò che trasportavano, utilizzando indirizzi e intestazioni fittizie, mettendo a rischio, la sicurezza stessa dei trasporti. I militari dell’arma si sono soffermati sulla totale estraneità dei corrieri, che si sono messi anche a disposizione in fase di indagine. Si faceva ricorso a indirizzi di spedizione e consegna fittizi, intestazioni di comodo e utenze telefoniche riconducibili a soggetti estranei, al fine di ostacolare l’identificazione di mittenti e destinatari.
Una indagine condotta dai Carabinieri di Penne, con il supporto dei Comandi Provinciali Carabinieri, a cominciare da quello di Trapani, che teneva sotto controllo Scimemi. Lunedì poi la perquisizione, il sequestro di materiale esplodente e l’arresto. Il laboratorio si trovava dentro la sua abitazione, in un garage. Per effettuare in sicurezza l’intervento e recuperare l’arsenale, i militari hanno isolato la zona per diverse ore e sul posto sono intervenuti gli artificieri.
Scimemi è già conosciuto alle forze dell’ordine noto nell’ambiente della vendita di fuochi pirotecnici. Dalle indagini viene fuori come uno che nel frattempo ha fatto un salto in avanti, specializzandosi nella preparazione di ordigni.
A coordinare le indagini è stato il sostituto procuratore dott.ssa Roberta d’Avolio della Procura della Repubblica presso il Tribunale di L’Aquila – Direzione Distrettuale Antimafia. L’operazione, condotta su tutto il territorio nazionale, ha consentito l’esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emessa in data 2 febbraio 2026 dal gip del Tribunale di L’Aquila.
Il provvedimento ha interessato sette persone, indagati per associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, produzione, compravendita e spedizione, su scala nazionale, di materiale esplodente.
Sarebbero usciti dal laboratorio di Scimemi due ordigni usati per gravi azioni intimidatorie, la prima, il 20 giugno 2023 a Formia, ai danni di una frutteria, e la seconda, il 28 luglio 2023 a Roma, ai danni di un centro estetico. Proprio dalle attività di indagine legate a questi episodi, i Carabinieri sono risaliti a Scimemi, sul quale i riflettori sono stati subito accesi dai militari del Comando Provinciale di Trapani. Scimemi è indagato per aver venduto ordigni esplosivi a elevata potenzialità, aver posto in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti e detenzione illecita di armi. Al momento della perquisizione, è venuto fuori un vero e proprio laboratorio artigianale per la realizzazione di materiale esplodente ad alta potenzialità nonché una postazione informatica per la commercializzazione tramite chat e web su tutto il territorio nazionale.
Nel suo garage sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro: 210 kg di materiale esplosivo altamente offensivo confezionato in 2108 ordigni con all’interno un totale di circa 110 kg di polvere esplosiva;
4 sacchi dal peso complessivo di 55 kg circa contenenti polveri varie verosimilmente alluminio, perclorato di potassio, polvere nera e zolfo; diverso materiale di confezionamento composto da tubi di plastica, tappi in plastica e cilindri di cartone; 650 piombini esplosivi di vario calibro; due pistole segnaletiche, una pistola da soft-air e una carabina ad aria compressa.
Cronaca
Trapani – L’articolata operazione su scala nazionale “Last Delivery” effettuata dai militari della Compagnia Carabinieri di Penne, in provincia di Pescara, su un traffico di esplosivi in particolare ha toccato anche il trapanese e in particolare la frazione di Lenzi in territorio di Valderice. In manette è finito un uomo di 40 anni, accusato di detenzione e fabbricazione illegale di materiale esplodente . In questo caso i militare di Penne hanno operato con il supporto dei colleghi del comando provinciale di Trapani. L’operazione è stata coordinata dal sostituto procuratore Roberta d’Avolio della Procura della Repubblica presso il Tribunale di L’Aquila – Direzione Distrettuale Antimafia.
L’operazione, condotta su tutto il territorio nazionale, ha consentito l’esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emessa dal Tribunale di L’aquila – Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della procura.
Il provvedimento ha interessato complessivamente sette soggetti, ritenuti gravemente indiziati di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.
Le investigazioni avevano consentito, inoltre, di raccogliere gravi indizi di reato in ordine alla produzione, compravendita e spedizione, su scala nazionale, di materiale esplodente, consentendo di documentare l’esistenza di una estesa rete di traffici illegali attiva su chat e sul web, utilizzati per la vendita e l’acquisto di artifizi pirotecnici artigianali illegali, armi da fuoco, esplosivi ad alto potenziale distruttivo, detonatori, sostanze stupefacenti e banconote false.
Le spedizioni avvenivano tramite la rete dei corrieri espressi, facendo ricorso a indirizzi di spedizione e consegna fittizi, intestazioni di comodo e utenze telefoniche riconducibili a soggetti estranei, al fine di ostacolare l’identificazione di mittenti e destinatari.
Tra le numerose transazioni documentate, era stato accertato che alcuni ordigni ad alto potenziale distruttivo, acquistati e spediti attraverso tale rete, venivano successivamente utilizzati per la commissione di due gravi azioni intimidatorie: la prima, il 20 giugno 2023 a Formia, ai danni di una frutteria, e la seconda, il 28 luglio 2023 a Roma, ai danni di un centro estetico.
In tale contesto, ai militari del Comando Provinciale Carabinieri di Trapani è stata delegata la perquisizione personale e domiciliare di un quarantenne del posto che risultava essere indagato per aver venduto ordigni esplosivi a elevata potenzialità, aver posto in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti e detenzione illecita di armi.
L’attività a Lenzi, territorio di Valderice, dove è stato arrestato in flagranza di reato un uomo di 40 anni, è stata portata a termine dai militari di Trapani con il supporto dai nuclei cinofili antiesplosivi di Palermo e dagli artificieri antisabotaggio dei Comandi Provinciali di Trapani, Caltanissetta e Agrigento.
L’uomo è accusato di detenzione e fabbricazione illegale di materiale esplodente.
L’attività di perquisizione eseguita presso l’abitazione dai Carabinieri di Trapani, ha individuao un vero e proprio laboratorio artigianale per la realizzazione di materiale esplodente ad alta potenzialità nonché una postazione informatica per la commercializzazione tramite chat e web su tutto il territorio nazionale.
Si tratta in particolare di_ – 210 kg di materiale esplosivo altamente offensivo confezionato in 2108 ordigni con all’interno un totale di circa 110 kg di polvere esplosiva; – 4 sacchi dal peso complessivo di 55 kg circa contenenti polveri varie verosimilmente alluminio, perclorato di potassio, polvere nera e zolfo; – diverso materiale di confezionamento composto da tubi di plastica, tappi in plastica e cilindri di cartone; – 650 piombini esplosivi di vario calibro; – due pistole segnaletiche, una pistola da soft-air e una carabina ad aria compressa.
L’arrestato al termine delle formalità di rito è stato associato alla Casa Circondariale di Trapani.