Salute
Poggioreale (Trapani) – Carmelo Palermo, sindaco del Comune di Poggioreale, interviene con una nota sulla vicenda che riguarda l’ospedale di Castelvetrano, il Vittorio Emanuele II.
Il primo cittadino di Santa Ninfa, chiede che la giunta del Governo regionale modifichi la bozza di riorganizzazione della rete ospedaliera proposta dall’assessorato alla Salute, che comporterebbe ulteriori tagli ai livelli di assistenza sanitaria dell’ospedale di Castelvetrano.
«Le esigenze di contenimento della spesa pubblica vanno contrastate con la lotta agli sprechi – spiega Palermo – come quelli, per esempio, che le recenti inchieste hanno fatto affiorare e riguardanti le forniture, non certo con la riduzione dei livelli di assistenza sanitaria.
Il Presidente della Regione Schifani – ricorda il sindaco di Poggioreale – ha chiesto il voto ai siciliani garantendo che la sanità territoriale sarebbe stata potenziata, a partire dalla riduzione delle liste di attesa. Non posso pensare che il Presidente, e con lui la deputazione di maggioranza eletta in provincia, possano consentire un ulteriore ridimensionamento dell’ospedale di Castelvetrano che costituisce un fondamentale presidio sanitario per tutti i cittadini dei comuni del Belice, altrimenti costretti a lunghe trasferte con tutti i rischi che ciò comporta per le emergenze. Sono per questo fiducioso – conclude Palermo – sulle decisioni definitive che assumerà il Presidente insieme alla giunta di Governo»
Attualità
MONTEVAGO (AGRIGENTO) – Cinquemila euro per cominciare una nuova vita a Montevago. È questa l’opportunità offerta dal Comune a chi deciderà di trasferirsi nel borgo del Belice, noto per le sue terme e per la memoria del terremoto del ’68. L’amministrazione guidata da Margherita La Rocca Ruvolo ha infatti prorogato al 14 settembre i termini per presentare domanda al bando finanziato con il Fondo di sostegno ai comuni marginali.
Il contributo, fino a 5.000 euro per ciascun nucleo familiare, potrà essere usato per l’acquisto o la ristrutturazione della casa che diventerà abitazione principale. L’unico vincolo: mantenere la residenza per almeno cinque anni, altrimenti i fondi dovranno essere restituiti.
«Abbiamo deciso di prorogare la scadenza per dare più tempo a chi vuole cogliere questa opportunità – spiega la sindaca La Rocca Ruvolo –. Vogliamo che Montevago torni a riempirsi di famiglie, di voci e di vita. È un modo concreto per ridare energia al paese e contrastare lo spopolamento».
Negli ultimi anni Montevago ha puntato molto sulla valorizzazione del proprio territorio: le acque termali, le rovine del vecchio centro distrutto dal sisma, i panorami che guardano la Valle del Belice. L’obiettivo è attrarre nuovi residenti, non solo turisti di passaggio, e rafforzare il tessuto sociale ed economico della comunità.
Il modulo di domanda e tutte le informazioni sono disponibili sul sito istituzionale del Comune. La proroga di dieci giorni, sottolinea l’amministrazione, vuole essere un’occasione in più per chi sogna di cambiare vita partendo da un piccolo borgo siciliano.
Almanacco
Giornata caratterizzata da cielo parzialmente nuvoloso su Trapani, con qualche schiarita nel pomeriggio. Temperature comprese tra 23°C e 30°C, con tasso di umidità intorno al 65%. Vento moderato da nord-ovest, mare poco mosso.
A San Vito Lo Capo e Marsala il clima resta mite e ventilato, ideale per attività all’aperto. A Erice, lieve calo termico nelle ore serali. Più caldo nell’entroterra del Belice, con punte fino a 33°C.
♈ Ariete – Energia nervosa, decisioni urgenti
Numeri fortunati: 3 – 17 – 44
⚡ Hai bisogno di rallentare e chiarirti le idee prima di agire. I numeri leggeri ti aiutano a ritrovare equilibrio nei piccoli gesti quotidiani.
♉ Toro – Stabilità cercasi, cuore attento
Numeri fortunati: 22 – 28 – 35 – 51
🧭 I numeri scelti parlano di costanza e concretezza: oggi punta su ciò che sai fare meglio, anche nei rapporti affettivi.
♊ Gemelli – Parole che curano, sguardo aperto
Numeri fortunati: 9 – 11 – 40
💬 La giornata favorisce il dialogo: parole e intuizioni trovano terreno fertile. Gioca numeri agili, rapidi come te.
♋ Cancro – Cuore vigile, passo lento
Numeri fortunati: 2 – 24 – 46 – 55
💓 Oggi conta la sensibilità. I numeri morbidi richiamano emozioni profonde: lascia parlare il tuo lato più umano.
♌ Leone – Orgoglio alto, attenzione doppia
Numeri fortunati: 7 – 13 – 49
🦁 Non forzare troppo: la tua energia è forte ma rischia di bruciare chi ti sta accanto. I numeri ti invitano alla prudenza.
♍ Vergine – Ordine e caos in dialogo
Numeri fortunati: 6 – 12 – 33 – 45
📊 Sei al centro di equilibri delicati: i numeri bilanciati aiutano a ritrovare una linea tra controllo e apertura.
♎ Bilancia – Bellezza nascosta, verità in arrivo
Numeri fortunati: 10 – 20 – 30
⚖️ Scelte da non rimandare: oggi ti serve armonia interiore per decidere. I numeri tondi indicano chiarezza.
♏ Scorpione – Sotto la superficie, idee nuove
Numeri fortunati: 14 – 27 – 61
🌒 Osserva bene ciò che ti sfugge. I numeri scelti hanno vibrazioni profonde, adatte a chi sa scavare sotto le apparenze.
♐ Sagittario – Passi larghi, testa alta
Numeri fortunati: 5 – 18 – 36 – 60
🏹 Oggi puoi dire la tua, ma ascolta anche chi ti è vicino. I numeri in crescita ti spingono in avanti con fiducia.
♑ Capricorno – Pazienza solida, obiettivi netti
Numeri fortunati: 4 – 15 – 25
⛰️ Il lavoro chiama e tu rispondi. I numeri stabili ti accompagnano verso piccoli ma importanti traguardi.
♒ Acquario – Idee brillanti, azioni concrete
Numeri fortunati: 8 – 16 – 38 – 52
🌬️ Non basta sognare: oggi serve anche muoversi. I numeri suggeriscono un’intelligenza pratica, rapida.
♓ Pesci – Sogni silenziosi, legami forti
Numeri fortunati: 1 – 21 – 29 – 66
🌊 Il mare ti parla: segui l’intuito, ma resta ancorato a chi ti vuole bene. Numeri fluidi, come te.
Segni favoriti del giorno: Gemelli, Toro, Pesci
Segni da osservare con cautela: Vergine, Leone
Canzone italiana del giorno: “Senza luce” – Dik Dik
Frase celebre: “In certi momenti, anche il buio diventa un rifugio.” – Cesare Pavese – Per ricordarci che non sempre dobbiamo forzare la luce: ogni emozione ha il suo tempo.
Attualità
Castelvetrano – Fa discutere la disposizione di messa fuori servizio da parte del Ministero delle Infrastrutture della diga trapanese Trinità.
«Il Ministero per le infrastrutture avrebbe disposto la chiusura o, per dirla con termini tecnici e burocratici, la “messa fuori esercizio”, della diga Trinità. Ho depositato una richiesta di audizione urgente in Commissione perché migliaia di ettari di vigne e olivi ed altre pregiate colture nel Belìce rischiano di rimanere a secco. La Diga Trinità senza acqua vuol dire il tracollo di un pezzo importante della economia dell’intera provincia di Trapani».
I timori sulla “messa fuori esercizio” della diga Trinità espressi dal deputato regionale del M5S, Cristina Ciminnisi, e soprattutto il futuro della infrastruttura e dell’economia agricola belicina, sono oggetto anche di un’interrogazione urgente al Presidente della Regione e agli Assessori per i Servizi di pubblica utilità e all’Agricoltura.
«Le paratie della diga – dice Ciminnisi – sono aperte da giorni e l’acqua delle ultime piogge, attese per placare la siccità, sembra siano state scaricate in mare. Il livello dell’acqua nell’invaso si sta abbassando ben al disotto dei limiti di sicurezza già imposti dall’Ufficio dighe del Ministero per le Infrastrutture. Tutto sembra convergere sulla ipotesi di “messa fuori esercizio” del bacino, e la crisi idrica ed economica dell’agricoltura del comprensorio rischia di tramutarsi in una bomba sociale».
«Il Governo Schifani sia chiaro con gli agricoltori – continua Ciminnisi -: l’ipotesi di definitiva chiusura è vera? in caso di messa fuori esercizio della diga, i nostri agricoltori dove prenderanno l’acqua per irrigare i campi?». «Domande legittime e risposte doverose che comunque – conclude Ciminnisi – non cancelleranno le fallimentari politiche di gestione dell’acqua del passato e, da ultimo, dalla inconsistente cabina di regia avviata dal presidente Renato Schifani».
Cronaca
Valle del Belice (Trapani/PalermoAgrigento) – E’ il 16 gennaio 1968. La notizia del terribile terremoto esce fuori dalla Valle. Raggiunge il mondo che ne conosce così l’esistenza. Conosce il Belice, ma può vedere solo le macerie. Ed i volti scolpiti dal dolore di quelle donne rimaste senza marito e senza figli.
Il 16 gennaio al porto di Trapani provenienti da Malta attraccano le navi inglesi Ashton, Walkerton, Crifton e Sea-Salvor. Trasportano coperte, medicinali, plasma. Alle 5,15 di quello stesso giorno, la nave traghetto Gennargentu, aveva già sbarcato automezzi per i vigili del fuoco, che già si stanno avvicinando nei luoghi della tragedia. La nave riparte per Civitavecchia, per ritornare il 18 gennaio.
A Birgi intanto si insedia il coordinamento per il soccorso aereo, 15 elicotteri, la direzione viene affidata al tenente colonnello Liverani. Nella Valle giungono dalla Francia tecnici specializzati, dall’Inghilterra arrivano plasma e ferri chirurgici. Soccorsi giungono anche dalla Germania, Norvegia, dall’America e dal lontano Giappone.
Alla Camera dei deputati si insedia un comitato ristretto pro-terremotati. Ne faranno parte gli onorevoli Montanti del Pri; Terranova e Gerbino della Dc, Amendola del Pci; Santagati dell’Msi; Basile del Pdium; Fulci del Pli; Raja del Psup e Sacriulli del Psi-Psdi.
Ore 16.42 del 16 gennaio, la terra torna a tremare con una scossa del settimo grado della scala Mercalli, epicentro sempre la stessa zona. La terra continuerà a tremare sino al febbraio del 1969. Tantissime altre volte. E ogni volta per chi è rimasto sarà una ferita che torna a sanguinare.
Appena giunta la notizia del disastroso terremoto, le Forze Armate intervennero immediatamente in soccorso delle popolazioni sinistrate, recando un valido apporto di uomini e di mezzi affiancandosi ai Vigli del Fuoco e ai volontari. Il loro compito fu sgombrare macerie, impiantare tendopoli, ripristinare la viabilità, riattivare i collegamenti e ricercare gli infortunati. La Marina Militare in particolare partecipò alle operazioni di soccorso con i suoi uomini e con i suoi mezzi, facendo la spola tra le varie basi navali e le zone colpite dal sisma, mentre gli elicotteri trasportavano medicinali, plasma, personale e materiale di prima necessità.
Le navi: Stromboli (sito Marina Militare), Urania, Vesuvio, Bergamini, Aquila, Altair ed Etna trasportarono viveri, materiale di disinfezione, vestiario, reparti e automezzi dell’esercito, materiale sanitario. Le unità della 61° Squadriglia Dragamine, Sgombro, Squalo e Storione, diedero un particolare aiuto ai sinistrati: lo Squalo ospitò a bordo un centinaio di persone tra cui 30 bambini, lo Storione accolse alcune gestanti che a bordo hanno potuto trovare maggiore assistenza, lo Sgombro diede alloggio ai numerosi sinistrati di Santa Ninfa e Gibellina che per paura non avevano voluto rifugiarsi presso le Scuole locali. Due colonne con autoradio, pulmini, autobotti, campagnole, autocarri, sono state messe a disposizione del Comando Militare Territoriale per il trasporto di materiale vario. A terra, la Marina impiantò subito, anche nelle zone più colpite, infermerie da campo assicurando la prima fase dell’assistenza medico chirurgica, realizzando quindi una tendopoli. A Santa Ninfa ospitò circa 540 persone. L’attrezzatura per allestire questo centro di soccorso fu trasportata da Taranto con un ponte aereo dell’Aeronautica Militare. La tendopoli, fu realizzata con strutture isolate dal terreno da piattaforme di legno impermeabilizzato e munita di una cucina da campo, di una stazione radio e di una pista per elicotteri, che hanno trasportato regolarmente viveri e materiale di prima necessità, facendo la spola tra l’aeroporto di Birgi e il Centro di S. Ninfa.