• Trapani
    Gestione Cpr, la prefettura di Trapani deve pagare la Cooperativa Badia Grande
    Condannata dovrà versare oltre un milione per i servizi
    Redazione14 Ottobre 2025 -
  • Tribunale Palermo TpOggi 1

    Trapani – Il tribunale di Palermo ha condannato la prefettura di Trapani a pagare alla cooperativa Badia Grande un milione e 251.553 euro a titolo di corrispettivo, maturato nel 2020-21, per la gestione dei centri di accoglienza di Trapani Milo e di Villa Sant’Andrea a Valderice. Alla somma devono aggiungersi interessi moratori per 500mila euro.  La decisione mette fine a una lunga controversia legale tra l’ente gestore e la Prefettura.

    La sentenza ha riconosciuto alla cooperativa l’assistenza straordinaria prestata durante la fase più critica della pandemia da Covid-19, nonostante l’assenza di una formale convenzione.

    Il Tribunale ha accolto l’istanza fondata sul principio dell’ingiustificato arricchimento della pubblica amministrazione: secondo i giudici, lo Stato si sarebbe avvalso dei servizi offerti dalla coop senza corrispondere quanto dovuto, beneficiando così in maniera indebita dell’attività prestata nei centri di Valderice e Milo tra marzo 2020 e luglio 2021.

    A difendere la cooperativa Badia Grande gli avvocati: Massimo Petrucci, Alessandra Indovina e Girolamo Artale.





  • Vita
    L’olivo di Sèline unisce Vita [Video]
    A Vita nasce un simbolo d’integrazione: piantato un olivo per la piccola Sèline, figlia di una famiglia tunisina
    Redazione24 Marzo 2025 - Attualità
  • VITA lalbero di Seline 124 Attualità

    Un olivo per Sèline: integrazione e speranza a Vita

    Vita (Tp) – Un semplice olivo, piantato nel Parco Giochi di Vita, diventa simbolo di integrazione e speranza. A renderlo speciale è la sua dedica a Sèline, terzogenita di una famiglia tunisina arrivata in Sicilia via mare la scorsa estate. Nata il 23 gennaio 2025, è la prima neonata dell’anno nel più piccolo comune della provincia di Trapani. L’iniziativa, promossa dalla Cooperativa Badia Grande e sostenuta dal Comune di Vita, intende trasformare ogni nuova nascita da famiglie migranti in un’opportunità per radicare il futuro.

    Un albero che racconta una storia

    Nel cuore di Vita, la cerimonia di piantumazione dell’olivo ha rappresentato un abbraccio collettivo alla famiglia di Sèline: mamma Selma, papà Khamaies e le sorelline Ayatallah e Nermine. Accolti calorosamente dalla comunità locale, i genitori hanno raccontato l’emozione di vedere dedicare un albero alla loro bimba, simbolo tangibile di un nuovo inizio.

    Ogni famiglia ha una storia diversa, ma tutte condividono il desiderio di ricostruire una vita dignitosa”, ha spiegato Valentina Villabuona, responsabile dei centri di accoglienza di Vita.

    Il Progetto SAI e l’inclusione concreta

    L’olivo per Sèline nasce all’interno del Progetto SAI Marsala, gestito dalla Cooperativa Badia Grande. Il programma non offre solo accoglienza materiale, ma accompagna ogni famiglia in un percorso di autonomia, con un’équipe multidisciplinare che assicura supporto legale, psicologico e culturale.

    L’integrazione passa dalla scuola, dal lavoro e dalla partecipazione attiva alla vita sociale”, ha dichiarato Lorena Tortorici, coordinatrice del progetto.

    Le bambine della famiglia frequentano la scuola elementare, imparano l’italiano e vivono quotidianamente esperienze che rafforzano il senso di appartenenza. I genitori partecipano a corsi di formazione, gettando le basi per una nuova vita in Italia.

    Un gesto che vale più di mille parole

    Alla cerimonia erano presenti il sindaco Giuseppe Riserbato, l’assessore Maria Eleonora Ditta e la consigliera Antonella Servito. L’olivo è stato piantato nel parco giochi cittadino, scelto non a caso come luogo simbolico di crescita, gioco e socializzazione.

    È un segnale forte di inclusione – ha dichiarato il sindaco – oggi questa famiglia fa parte della nostra comunità”.

    Piantare un albero per ogni nuovo nato tra le famiglie migranti è anche un atto previsto dalla legge italiana, ma a Vita si è trasformato in qualcosa di più: un ponte culturale, un modo per creare radici condivise e costruire legami duraturi.

    Un futuro che nasce dal terreno

    “Chi pianta un albero, pianta una speranza”, scriveva Lucy Larcom. A Vita questa speranza ha il volto di una bambina appena nata e la forza simbolica di un olivo, emblema di pace e prosperità. L’iniziativa conferma il ruolo della Cooperativa Badia Grande come presidio attivo di umanità e partecipazione, mentre il Comune di Vita si afferma come esempio positivo di accoglienza nel territorio trapanese.

    Un messaggio da coltivare

    L’integrazione non è solo un ideale: è un percorso fatto di gesti, relazioni e responsabilità condivise. L’olivo di Sèline racconta tutto questo. Un invito a riflettere e ad agire per una società più inclusiva.








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