Cronaca
Trapani – I Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani, nel solo mese in corso, in affiancamento ai normali servizi perlustrativi, hanno eseguito una serie di servizi straordinari di controllo del territorio nelle aree della Provincia dove maggiormente è avvertita l’esigenza di sicurezza e dove vi è un maggiore concentramento di persone per le festività.
I servizi svolti anche nell’ambito delle determinazioni assunte in seno al Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e condotti dalle Compagnie del Comando Provinciale hanno consentito di:
– denunciate all’Autorità giudiziaria 21 persone, di cui: 1 per guida in stato di alterazione psicofisica da assunzione di bevande alcoliche; 1 per guida in stato di alterazione psicofisica da assunzione di sostanze stupefacenti; 2 per guida senza patente; 1 per inosservanza a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria; 9 per porto di armi od oggetti atti ad offendere;
1 per falsa attestazione delle proprie generalità; 4 per furto; 1 per tentato furto su autovettura; 1 per detenzione illegale di sostanze stupefacenti; 25 soggetti segnalati alla Prefettura quali assuntori non terapeutici di sostanze stupefacenti; tratti infine in arresto, in esecuzione di provvedimenti dell’A.G. per aggravamento della precedente misura o per l’espiazione di pena residua 5 soggetti, mentre un 48enne marsalese è
stato sorpreso, durante una perquisizione, in possesso di 88 involucri termosaldati contenenti sostanza stupefacente del tipo hashish del peso complessivo di gr. 97; un involucro contenente cocaina del peso di oltre 30 gr; un involucro contenente crack del peso di quasi 60 gr. oltre a materiale per il confezionamento, bilancini di precisione e la somma contante di euro 1.600.
Nel corso dei suddetti servizi, sono stati inoltre, controllati n. 30 soggetti sottoposti a misure cautelari e di prevenzione, indentificate oltre 450 persone e controllati più di 180 veicoli.
Cronaca
Trapani – Vasta operazione della Polizia di Stato in diverse province contro la criminalità diffusa. Sono stati 384 gli arresti e 655 le denunce. Sequestrati circa kg 1.400 di droga.
La Polizia, con l’impegno degli investigatori delle Squadre Mobili presenti su tutto il territorio nazionale, coordinati dal Servizio Centrale Operativo, ha concluso una vasta operazione nazionale ad alto impatto investigativo finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, talvolta anche attraverso i cannabis shop, e i connessi reati di criminalità diffusa.
Le condotte criminose contrastate sono state quelle riconducibili ai “regolamenti di conti”, ad alcune tipologie di reati contro il patrimonio, al porto illegale di armi e, più in generale, agli episodi di violenza.
In questo contesto, hanno assunto una particolare rilevanza le nuove modalità di approvvigionamento e utilizzo delle sostanze stupefacenti, come peraltro chiaramente emerso nella recente relazione della Direzione centrale per i servizi antidroga.
In provincia di Trapani, nell’ambito della vasta operazione, i poliziotti della Questura e dei Commissariati di Marsala, Mazara del Vallo, Alcamo, Castellammare e Castelvetrano hanno identificato 3084 persone sospette, di cui 246 stranieri e 38 minorenni. (foto Copertina di repertorio)
Sono stati inoltre controllati 170 veicoli ed elevate oltre 60 sanzioni per violazione del codice della strada, con il fermo amministrativo di 5 vetture. Sono invece 10 le persone tratte in arresto, di cui 7 in flagranza per detenzione di armi e droga e 3 su ordine dell’Autorità giudiziaria, per reati in materia di stupefacenti.
In particolare, la Squadra mobile di Trapani ha arrestato, in flagranza, un giovane incensurato trapanese, trovato nella propria abitazione con oltre 400 grammi di hashish, suddivisi in dosi, e materiale per il confezionamento.
L’attività degli investigatori, con il supporto di equipaggi del Reparto Prevenzione crimine e di altri uffici delle Questure, ha consentito di: identificare 95.164 persone sospette, di cui 16.701 stranieri e 10.848 minorenni, soprattutto in aree di spaccio o di “mala-movida”, su un migliaio delle quali sono in corso di valutazione eventuali provvedimenti amministrativi di prevenzione; arrestare 384 soggetti, di cui 166 stranieri e 6 minorenni, e indagarne in stato di libertà 655, di cui 256 stranieri e 39 minorenni, soprattutto per reati contro la persona e il patrimonio nonché per spaccio di sostanze stupefacenti e porto illegale di armi.
Si è provveduto al sequestro di 35 chili di cocaina, 1.370 di cannabinoidi e 1 di eroina; ed ancora 41 armi da fuoco e 80 armi bianche nonché oltre 300.000 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.
Sono state elevate 565 sanzioni amministrative di diversa natura, la maggior parte delle quali per uso di sostanze stupefacenti e somministrazione illegale di bevande alcoliche; individuare diversi profili social sui quali sono in corso verifiche sui contenuti, apparentemente riconducibili ai fenomeni criminali in questione, per l’eventuale segnalazione alle competenti Autorità giudiziarie ai fini dell’oscuramento.
Nel medesimo ambito, sono stati altresì svolti mirati controlli per verificare l’applicazione del nuovo quadro normativo introdotto con il decreto legge 48/2025, convertito in legge n. 80/2025, inerente anche alla vendita di prodotti a base di canapa nei cannabis shop.
I controlli specifici hanno consentito di: sequestrare 5 cannabis shop, in 3 diverse città; arrestare 3 soggetti e denunciarne in stato di libertà 141, titolari o gestori di cannabis shop; controllare 312 cannabis shop; sequestrare 296 chili di cannabinoidi risultati, dalle prime analisi, avere le caratteristiche di stupefacenti.
Cronaca
Trapani – Gli ultimi arresti effettuati dai carabinieri della Compagnia di Trapani, in manette sono finiti due pregiudicati calabresi che trasportavano 3 chili e mezzo di cocaina, destinata alla piazza trapanese, confermano che l’asse Calabria-Trapani continua ad essere più forte di prima. Da oltre lo Stretto non si ferma il fiume di cocaina destinata a rifornire le piazze di spaccio di Palermo e soprattutto di Trapani. La droga viaggia nascosta dietro la targa di un camion o all’interno del serbatoio di carburante di un auto che trasporta una famiglia con bimbi piccoli al seguito, dentro una ambulanza come nel periodo del covid, o dentro un bagagliaio di insospettali ma anche di pregiudicati come nell’ultimo caso.
Droga verso la Sicilia e in cambio tanti soldi che fanno il percorso inverso all’interno di valige piene di mazzette di denaro. Un traffico per le organizzazioni criminali oltre lo Stretto più che fiorente che non sembra destinato a diminuire ma che anzi, e questo nonostante l’attenzione delle forze dell’ordine, vede crescere i propri volumi di affari.
Carabinieri, polizia, guardia di finanza, da tempo monitorano le due sponde da dove parte la droga per tutti i gusti e per tutte le tasche, segno che la domanda ormai si è fatta “interessante e variegata”. Un giro vorticoso di offerta e domanda che sicuramente agisce all’ombra di mafia e ‘ndrangheta.
Lo dimostrano alcune delle più grosse inchieste messe effettuate in questi anni dalla Dda di Palermo e che hanno interessato la provincia di Trapani.
Hashish, cocaina, crack, eroina, marijuana ed ancora le nuove droghe. L’offerta a disposizione è vasta, così come purtroppo anche la domanda che coinvolge sempre più minorenni in questa provincia. E dietro tutto questo l’ombra della ‘Ndragheta e di Cosa nostra, insieme ancora una volta per portare avanti i loro affari illeciti. Un asse da e per la Calabria che continua ancora a essere forte quasi a compensare le perdite subite.
L’impegno costante delle forze dell’ordine sta rendendo difficile l’attività illegale delle organizzazioni esistenti sul territorio ma fornisce anche un dato drammatico l’aumento della domanda di droga e questo a causa dell’evolversi di un mercato diventato sempre più liquido e “on demand”.
La cocaina, per esempio la puoi acquistare ovunque: in discoteca, nei bar, negli appartamenti o, come abbiamo visto, facendosela portare direttamente da uno spacciatore: basta uno smartphone. La droga arriva marchiata. Sappiamo che la marchiatura dei panetti di droga non è riconducibile a un mero esercizio artistico ma, per gli investigatori, sarebbe anche legato alla volontà di rendere evidente il grado di qualità della droga. Del resto l’applicazione di logo e simboli impressi sui panetti è nata per rendere riconoscibili le partite di stupefacente. A subire questo bizzarro processo di commercializzazione è indifferentemente cocaina o hashish. L’idea è che il consumatore possa associare un determinato simbolo così da poterla identificare meglio e raccomandarla anche su internet.
Cronaca
Trapani – Sono 16 le persone finite indagate nell’ambito di una operazione portata a termine dalla squadra mobile di Trapani e coordinata dalla Procura della Repubblica. Scoperta unna rete di corruzione, favoritismi, estumulazioni sospette e persino furti sui cadaveri. Luogo dei misfatti il cimitero comunale di Trapani. Cinque le misure cautelari a finire in manette l’ex necroforo del cimitero e un suo fidato collaboratore, mentre è stato disposto il divieto di esercizio per tre note agenzie di onoranze funebri della città. In totale sono 16 le persone indagate.
Le accuse, sono di corruzione e concussione. Le indagini hanno evidenziato come il cimitero era diventato una sorta “feudo privato” a dettare legge il necroforo gestendo le tumulazioni e le estumulazioni a proprio piacimento. Accertati casi in cui alcuni i cittadini sarebbero stati costretti a pagare per ottenere una sepoltura rapida per i propri cari; in altri, avrebbero consapevolmente versato denaro per saltare le lunghe attese. In entrambi i casi, l’arrestato pretendeva il suo compenso, definendolo “il caffè per il necroforo”.
Gli investigatori hanno documentato anche la gestione opaca dei loculi comunali: grazie a una discrezionale valutazione sullo stato di decomposizione dei corpi, l’ex necroforo riusciva a liberare loculi per poi “venderli” sottobanco. In almeno tre casi, secondo gli inquirenti, i parenti delle salme sarebbero stati spinti a pagare per sbloccare i tempi dell’estumulazione. E il sistema ormai ben oleato coinvolgeva anche imprese esterne: tre agenzie funebri trapanesi avrebbero goduto di una corsia preferenziale nella gestione dei servizi, ricevendo privilegi in cambio di percentuali sui guadagni. Dalle indagini viene fuori anche che l’ex necroforo avrebbe offerto a famiglie intenzionate a effettuare lavori nelle cappelle private l’opera di un muratore compiacente, promettendo risparmi grazie all’elusione delle imposte comunali. L’uomo è accusato anche di sciacallaggio: avrebbe sottratto monili in oro dalle salme e segnalato ad alcuni fiorai la presenza di fiori freschi appena deposti, che venivano sottratti e rivenduti.
Emerse 25 ipotesi di reato, di cui 10 episodi corruttivi, che coinvolgono anche un medico legale dell’Asp di Trapani, per il quale è stata disposta una perquisizione: per gli inquirenti, avrebbe redatto false attestazioni sulla decomposizione delle salme o omesso i controlli necessari, agevolando il sistema illecito. La gola profonda che ha fatto scattare l’indagine la segnalazione di un dirigente comunale nel luglio del 2023. nella segnalazione denunciava le attività ostruzionistiche dell’allora necroforo nei confronti della ditta regolarmente affidataria dei servizi. Segnalazione che ha permesso alla Procura di far luce su quanto accadeva da anni al cimitero.