Economia
Trapani – “Il sistema delle saline lungo la costa che collega Trapani a Marsala sta subendo danni gravissimi in conseguenza delle condizioni meteo estreme che, in particolare in questi giorni, stanno interessando la Sicilia Occidentale. Dopo aver superato con conseguenze limitate il ciclone Harry che tante devastazioni ha provocato nella Sicilia Orientale ed in Calabria, il combinato disposto delle mareggiate di Ovest Nord-Ovest e di livelli di marea elevatissimi, mai registrati, sta causando danni notevolissimi”. Lo scrive il professore Giacomo D’Alì Staiti, titolare dell’azienda Sosalt di Trapani e Marsala.
“La nostra costa – continua D’Alì Staiti – non ha mai, a memoria d’uomo, registrato maree superiori ai 60-70cm, e soprattutto mai per periodi prolungati. Dal 30 gennaio fino a oggi si sono invece registrati innalzamenti fino a 1,5 m. Questo sta determinando l’allagamento delle saline, normalmente protette da arginature in tufo non superiori al metro, che non riescono a reggere tali oscillazioni. Le saline a contatto diretto con la costa, direttamente esposte alle mareggiate, stanno subendo ulteriori e più importanti danni. In modo non esaustivo di seguito si rappresentano i maggiori danni registrati dalle saline della SOSALT e di saline Ettore e Infersa srl, a cui vanno sommati i danni registrati dagli altri produttori nei comuni di Trapani, Paceco, Marsala, e, seppure già gravemente compromesse dall’esondazione del 2022, anche dalle saline di Misiliscemi”.
Trapani:
Saline direttamente esposte e gravemente danneggiate nelle arginature “a mare”:
Salina Zavorra (tratto tra Ospizio Marino e foce torrente Lenzi-Baiata).
Danni a molte arginature interne delle saline non direttamente esposte al mare (salina Galia, salina Paceco) e interessate
dall’esondazione dei canali perimetrali.
Paceco:
Saline direttamente esposte e gravemente danneggiate nelle arginature “a mare”:
Salina Calcara, salina Morana (tratto a sud della foce del torrente Lenzi-Baiata),
Salina Chiusa.
Marsala:
Saline direttamente esposte e gravemente danneggiate nelle arginature “a mare”:
Salina Ettore, salina Infersa, salina Salina San Vincenzo (Isola Lunga), salina Curto-Altavilla, (da quanto riferito dai
proprietari).
“La stagione produttiva 2026 è sicuramente compromessa dalla forte diluizione delle salamoie normalmente
“conservate” in inverno, che consentono l’avvio primaverile della produzione. Sono in ogni caso necessari interventi
straordinari di massima urgenza, sia in considerazione dell’imminente inizio della stagione produttiva, mirati a
minimizzare l’impatto dei danni registrati (purtroppo la persistente bassa pressione e le previsioni meteo non
consentono di ritenere ancora superata l’emergenza), sia per scongiurare danni irreversibili di medio-lungo periodo agli
impianti produttivi, oggi non in grado di riprendere una normale operatività. SOSALT e Saline Ettore e Infersa porranno in essere un piano urgente di interventi ma le dimensioni del danno appaiono superiori alle forze disponibili, sia per le due aziende del gruppo che, presumibilmente, per gli altri produttori coinvolti. L’intero comparto, che oggi vale una produttività media tra le 130.000 e le 150.000 Tonnellate annue, con un fatturato di oltre 25Milioni di Euro e in grado di garantire da 150 a 200 posti di lavoro diretti a cui si aggiungono almeno altrettanti posti di lavoro dell’indotto, è a rischio.
A queste considerazioni va aggiunto il rischio per l’enorme valore ambientale del sistema-saline, inscindibilmente
legato all’attività che in esse si svolge, e oggi certificato dai vincoli ambientali che le proteggono, dalle certificazioni
qualitative che il Sale Marino di Trapani possiede, dai riconoscimenti turistico-ambientali che all’ecosistema sono
riconosciuti, dallo stesso progetto del suo riconoscimento quale Riserva della Biosfera MaB-UNESCO.