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    “Soffocare la verità con la caciara”
    Trapani, l'assessore Andrea Genco interviene sulla seduta d'aula di ieri mattina
    Redazione8 Febbraio 2026 - Politica
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    Trapani – “Durante il Consiglio comunale sul dissesto idrogeologico, l’ingegnere Amenta – mentre illustrava dati, numeri, studi e responsabilità storiche – è stato interrotto bruscamente dal consigliere Daidone. Non per correggere un errore, non per chiedere un chiarimento tecnico, ma per fare ciò che ormai è diventato il marchio di fabbrica di certa opposizione: alzare il volume per abbassare il livello”. L’ingegnere Amenta è stata interrotto quando ha cominciato a spiegare le cause delle alluvioni.

    “Qualsiasi ingegnere scarso, non di come quelli importanti che abbiamo in aula, facendo due conti, capiva che l’evento del 26 settembre 2022, era un evento straordinario, che poi annali di ritorno ci diranno di 200 anni, a cui la nostra fognatura non poteva rispondere, ed è evidente in questo caso, i pozzetti, e questo è un concetto tecnico che ripeto per l’ennesima volta, non inghiottono l’acqua ma la sputano, ma non perchè il pozzetto è otturato, ma perchè la condotta fognaria nasce per non essere riempita totalmente, cioè per viaggiare a pressione zero, e quando si riempie c’è una pressione che da qualche parte deve uscire e qual’è l’unica possibilità di fuoriuscire, le caditoie e se dopo tre anni parlate ancora di caditoie stradali, negate e mi dispiace il vero problema. E il problema è quello che in questa città non soi è mai riconosciuto il forte rischio idraulico. Ci sono state sette alluvioni e nessun sindaco di quelli precedenti all’attuale ha mai segnalato alla Regione il forte rischio idraulico…”.

    Intervento a questo punto interrotto.

    La sensazione è quella che la polemica era stata preparata. “Orazio Amenta stava dicendo una cosa semplice, documentata e devastante: dopo sette alluvioni, nessuno – tra sindaci, assessori e politici del passato – ha segnalato alla Regione che il centro urbano di Trapani era a rischio idraulico. Prova ne è che il piano regionale di assetto idrogeologico non segnala alcuna criticità per Trapani, nonostante sette alluvioni avvenute nel tempo. Anzi: le aree più fragili sono state spesso sventrate da lottizzazioni vergognose, sigillando canali, tombando corsi d’acqua, costruendo dove non si doveva costruire. Dirò di più: spesso quegli stessi sindaci e politici erano e sono persino parte interessata di tali lottizzazioni”.

    Amenta ha alzato la voce, quando ha ricordato che Trapani ha subito sette alluvioni e decine di vittime

    Ing Amenta

    “E quando finalmente uno degli studi idraulici più autorevoli d’Italia – lo studio Venturini – certifica nero su bianco che Trapani va in crisi con 20–25 mm di pioggia oraria -. dice Genco – che le pompe sono una toppa ridicola, che le caditoie pulite non salvano una città progettata male e che questo sistema era già insensato in origine, ecco che parte la solita reazione scomposta fondata sulla caciara. Perché guai a squarciare decenni di schifose ipocrisie e omissioni. E dunque quando i dati diventano scomodi, bisogna gridare. Quando le vere responsabilità emergono, bisogna confondere e mistificare. A questo punto viene anche da chiedersi: per tutelare chi o cosa? Certamente né i cittadini né l’interesse pubblico”.

    I consiglieri di opposizione dicono di avere la giusta ricetta.

    “Lo avevano già chiarito nei giorni scorsi e anche oggi: non serviva alcuno studio, bastava chiedere al consigliere Fileccia o al consigliere Miceli. Altro che ingegneri, idraulica, modelli matematici, bacini, tempi di corrivazione. Eppure nel Piano di Assetto Idrogeologico, nonostante loro sapessero da almeno 40 anni, Trapani non risulta nemmeno essere a rischio alluvioni. Qui abbiamo gli oracoli della caditoia, i profeti della pompa di sollevamento, quelli per cui un’alluvione storica come quella del 26 settembre 2022 si sarebbe evitata con una scopa in più e due tombini puliti meglio. Peccato che lo studio idraulico sia finanziato dalla Regione Siciliana e, dunque, sostenere che il Comune stia “buttando soldi” è ridicolo, falso e strumentale. E peccato che la stessa Regione Siciliana, nelle sue tante ramificazioni, tenutasi ad esprimersi sullo studio, ha fornito pareri favorevoli, facendo pubblici elogi. È l’ennesima bugia comoda, buona solo per alimentare polemiche da tastiera e ignoranza diffusa. È comodo. È facile. È populista. Ed è pericoloso.

    Una terra a rischio idrogeologico.

    “Lo abbiamo visto anche a Niscemi, come documentato in modo impeccabile da Ismaele La Vardera: nonostante Musumeci fosse a conoscenza dei rischi dal 2022, ha dovuto attendere la tragedia per fingersi persino sorpreso. Lo schema è sempre lo stesso: si ignora l’allarme, si deride lo studio, si minimizza il rischio e poi si piange sul disastro annunciato. Come se non bastasse, parte dell’opposizione riesce persino a partorire un ordine del giorno surreale, con cui si vorrebbe subordinare l’azione dell’amministrazione trapanese alle scelte del Comune di Erice. Tradotto: Trapani deve ancora aspettare, mica agire. Anche quando c’è di mezzo la sicurezza dei cittadini. Anche quando ogni pioggia diventa una roulette russa. Qui non siamo davanti a una normale dialettica politica. Siamo davanti a un sabotaggio sistematico della verità tecnica, perché la verità chiama in causa decenni di scelte scellerate, silenzi, complicità, miopie. Che qualcuno si ostina a volere coprire, minimizzare e persino negare. Interrompere un tecnico mentre espone dati oggettivi non è opposizione, ma paura della realtà. E la realtà è questa: Trapani paga oggi decenni di irresponsabilità urbanistica e di tutela di interessi di parte. Continuare a raccontare la favola delle caditoie significa preparare la prossima alluvione. Con buona pace dei professionisti della caciara”.

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