Cronaca
Trapani -È rientrata soltanto in serata la protesta che ha coinvolto una settantina di detenuti della sezione Mediterraneo del carcere Pietro Cerulli di Trapani. Per quasi cinque ore i reclusi hanno dato vita a una manifestazione di protesta, provocando momenti di forte tensione all’interno dell’istituto penitenziario.
Nel corso dei disordini sono stati danneggiati alcuni locali e sono stati forzati i cancelli che conducono ai cortili utilizzati per l’ora d’aria. Alla base della protesta il mancato accoglimento di una serie di richieste avanzate dai detenuti all’amministrazione penitenziaria.
La situazione ha reso necessario l’invio di rinforzi da Palermo: una cinquantina di agenti di polizia penitenziaria ha raggiunto Trapani per affiancare il personale già in servizio e quelli richiamati per fronteggiare l’emergenza.
Soltanto intorno alle 19 la protesta è rientrata e i detenuti sono stati ricondotti nelle rispettive celle.
Ma durante le ore di tensione, sui social network hanno iniziato a circolare due video realizzati dagli stessi reclusi con telefoni cellulari. Un elemento che apre anche un interrogativo: come hanno fatto i detenuti a disporre di dispositivi che, all’interno del carcere, non sono consentiti senza autorizzazione?
Nelle immagini, diffuse rapidamente sul web, i detenuti hanno manifestato il proprio malcontento, denunciando in particolare la carenza d’acqua e il sovraffollamento delle celle. Nei filmati compaiono anche accuse di presunti abusi da parte del personale penitenziario, dichiarazioni che, al momento, non risultano confermate da riscontri ufficiali.
Video caratterizzati da urla, proteste e toni esasperati, che hanno portato all’esterno uno spaccato della situazione vissuta all’interno del Pietro Cerulli, mostrando non soltanto gli ambienti della detenzione, ma anche il clima di tensione che si è respirato durante le ore della rivolta. In un video poi si vede chiaramente un buco praticato nel muro di una cella proprio sotto una finestra.