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    Politica, si ricomincia da un vertice di maggioranza
    Trapani: Tranchida convoca la coalizione nel suo quartier generale. Genco risponde a chi lo anche vilmente attaccato sulla proposta di revoca della cittadinanza onoraria concessa nel 1924 al Duce
    Rino Giacalone2 Gennaio 2026 - Politica
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  • consiglio comunalePolitica

    Trapani – di Rino Giacalone  – Pochi giorni di sosta per la politica nel capoluogo e già si ricomincia. Lunedì torna a riunirsi il Consiglio comunale e forse già per questa seduta potrebbero essere partorite le novità sulla nomina dei due assessori, destinati a coprire le caselle vuote lasciate da Alberto Mazzeo, prima, dimessosi dopo l’elezione a presidente del Consiglio comunale, e di Emanuele Barbara che d’improvviso ha divorziato dal primo cittadino, interrompendo quella che sembrava essere la scontata scalata alla candidatura a sindaco nel 2028.

    L’atmosfera che si respira in aula

    Tra la mozione approvata per dedicare una via al giovane del Fronte della Gioventù, Sergio Ramelli, ucciso a Milano nel 1975, una delle vittime degli anni di piombo, le ripristinate indennità per gli amministratori e la proposta del vice presidente del Consiglio comunale Andrea Genco, di revocare la cittadinanza onoraria concessa nel 1924 al Duce Benito Mussolini, si è fatta subito, già nel primo giorno dell’anno, oltremodo frizzante l’atmosfera politica. Proprio per stasera è previsto un vertice della coalizione di governo presso il quartier generale del primo cittadino, in via Mattarella. Potrebbe essere imminente l’annunciata nomina del nuovo assessore, proprio Andrea Genco, ci sarà quindi da trovare, dentro la maggioranza il sostituto alla vice presidenza d’aula, ma si attende in particolare che il gruppo centrista (Trapani Tua, leggasi Lega di Mimmo Turano) indichi il nome che Tranchida ha chiesto per coprire l’altra poltrona di Giunta rimasta vacante.

    Il 2026 comincia subito con le novità.

    Non è stata indolore l’approvazione a maggioranza, nella seduta del 30 dicembre, della mozione proposta dai banchi dell’opposizione da FdI, per dedicare una via Sergio Ramelli. Si sono fatti sentire il Pd, con la consigliera e segretaria del Circolo, Marzia Patti, ma anche il vice presidente del Consiglio comunale Andrea Genco (gruppo RiGenerazioni, vicino a Controcorrente di La Vardera), rimasti, con altri consiglieri, fuori dall’aula al momento del voto. Mentre con l’opposizione hanno votato i consiglieri del gruppo di Trapani Tua e gli indipendenti Briale e Poma, appartenenti alla maggioranza, ma in questo hanno trovato sponda nella decisione del sindaco Giacomo Tranchida che ha dato appoggio alla mozione.
    Anche per sanare le ferite dentro la maggioranza il sindaco Tranchida ha detto di volersi muovere con un riconoscimento più ampio a ricordo delle vittime degli anni di piombo, ed ha esternato la volontà di dedicare loro il ristrutturato impianto sportivo (ex campo Coni).

    Marzia Patti

    Patti (Pd) riconosce la valenza, “Sergio Ramelli merita rispetto umano, come ogni vittima della violenza politica, ma la memoria pubblica non può essere piegata a logiche identitarie. La proposta avanzata dall’opposizione e discussa in aula, purtroppo, risulta infatti monca di una parte fondamentale, la memoria condivisa ed il rispetto per tutte le vittime di ideologie di matrice estremista. La morte di Ramelli è usata come simbolo per tanti gruppi dichiaratamente neofascisti dai quali è opportuno ovviamente prendere le dovute distanze”. “Intitolare uno spazio a tutte le vittime innocenti delle ideologie politiche estremiste e del terrorismo, indistintamente – prosegue Patti – per dare il segno che Trapani è una comunità che si affranca da un modello politico basato sulla violenza”.

    Andrea Genco

    “E’ assolutamente apprezzabile e condivisibile – aggiunge Genco – dedicare uno spazio simbolico della città a tutte le vittime innocenti del terrorismo di matrice politica. Fare ancora oggi lotta ideologica su questo sarebbe infatti quantomeno da meschini”.

    Genco indica un punto dal quale ripartire, revocare la cittadinanza onoraria concessa nel 1924 a Benito Mussolini, “non fa onore – dice – al pari di altre cittadinanze”, una stilettata che potrebbe essere rivolta al patron dello sport cittadino Valerio Antonini, un anno addietro onorato del conferimento. Restiamo sulla questione Mussolini: Genco ha presentato il 31 dicembre una mozione alla presidenza del Consiglio comunale, ” Oggi – spiega – occorre condannare ogni atto di violenza politica e quelli tendenti al sovvertimento dei valori liberali e democratici. Valori peraltro già resi fragili dagli attuali assetti geopolitici e da un contesto sociale in perenne crisi. Con questo spirito ho presentato questa mozione per revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini”.

    Una proposta che ha acceso polemiche e accuse.

    Anche commenti social squallidi. Frasi inopportune che ripropongono quell’odio politico che si diceva dovesse essere cancellato dal linguaggio locale. E invece, ci sono soggetti che non hanno timore ad ostentarsi come vedove inconsolabili del fascismo.

    “Sono basito – risponde Genco ad una nostra domanda su quanto a lui esponenti politici di destra e dai social è stato aspramente dedicato con alcuni commenti – Mi si contesta di occuparmi di una persona morta da ottant’anni. Ma la mia mozione è una conseguenza diretta di quella, appena approvata, che chiede di intitolare una strada o uno spazio pubblico a Sergio Ramelli, morto nel 1975. Chi oggi mi accusa di guardare al passato non muove la stessa critica a chi, nel pieno di un consiglio comunale carico di delibere fondamentali di fine anno – tra cui la delibera che consentirà la riqualificazione della Piazza Ex Mercati del Pesce, dell’ex scuola De Rosa e degli edifici comunali di Via Carreca – ha preteso di aprire quel dibattito. Il fatto che Mussolini sia morto da ottant’anni non ci esonera dal fare i conti con la nostra storia, soprattutto quando si parla di simboli e riconoscimenti pubblici che rappresentano i valori di una comunità. Dispiace che si cerchi la polemica anche dinanzi a proposte che non dovrebbero trovare contrapposizione ideologica alcuna, soprattutto se si hanno davvero a cuore i valori costituzionali e democratici che si fondano proprio sull’antifascismo repubblicano, la cui tutela non dovrebbe essere appannaggio esclusivo di una parte politica o l’altra”.

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