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Calatafimi Segesta – Nell’ambito della rassegna Lib(e)ro incanto, sabato 24 ottobre, sarà di scela la testimonianza di un uomo la cui infanzia è stata segnata dall’internamento in Albania. Un incontro per restituire voce a chi è stato dimenticato dalla Storia.
Sappiamo che ci sono storie che attraversano il tempo senza perdere la capacità di ferire. Storie di affetti spezzati, di libertà negate e di persone rimaste troppo a lungo nell’ombra. “Papà non torna” di Pierino Cieno, è una di queste: una testimonianza intensa e dolorosa che trasforma una vicenda familiare in una pagina di memoria collettiva, riportando alla luce il dramma degli italiani internati in Albania durante il regime comunista.
L’apppuntamento è sabato 24 ottobre, alle 17, presso l Biblioteca Comunale di Calatafimi Segesta nell’ambito di un nuovo appuntamento della rassegna letteraria Lib(e)ro incanto, organizzata dalla Pro Loco di Calatafimi Segesta e dalla FIDAPA – Sezione di Alcamo. Al centro dell’incontro la storia di Pierino Cieno, autore di un libro che è molto più di un racconto autobiografico: è la testimonianza di un’infanzia sospesa, di una famiglia divisa e di un’attesa durata quasi quattro decenni.
Tutto comincia nel 1951, quando una bomba esplode nell’ambasciata sovietica di Tirana. Tra gli accusati dell’attentato figura il padre di Pierino, un ingegnere italiano impegnato nei lavori di ricostruzione dell’Albania. Dopo un processo sommario, l’uomo e un gruppo di connazionali vengono rimpatriati. Pierino è ancora in fasce. Lui e sua madre avrebbero dovuto raggiungere il padre pochi giorni dopo, ricongiungendosi a una vita che sembrava pronta a riprendere il suo corso.
Ma quel viaggio non avverrà mai.
Madre e figlio vengono condotti nel campo di internamento di Saver, nelle campagne albanesi. Da quel momento, il tempo si trasforma in una lunga prigionia, fatta di isolamento, privazioni e silenzi. Il padre resta lontano, mentre gli anni passano e la possibilità di riabbracciarlo si allontana. Pierino crescerà con l’assenza di una figura fondamentale e con una domanda che racchiude tutto il dolore di quella storia: perché?
La fine dell’internamento arriverà nel 1989. Quasi quarant’anni durante i quali una parte della vita di queste persone sembra essere stata cancellata, lasciando dietro di sé ferite profonde e una memoria troppo a lungo trascurata.
«C’erano centinaia di civili italiani. Si erano semplicemente dimenticati di noi…». Le parole di Pierino Cieno restituiscono, nella loro disarmante semplicità, il senso di un’ingiustizia che non riguarda solo il passato, ma interroga anche il presente. Perché essere dimenticati significa subire una seconda ferita: dopo la privazione della libertà, quella di non vedere riconosciuta la propria esistenza.
Con “Papà non torna”, l’autore rompe quel silenzio e restituisce un volto umano a una vicenda storica poco conosciuta. La sua testimonianza diventa un ponte tra generazioni, un invito a non lasciare che il dolore individuale si perda nelle pieghe della grande Storia. Dietro le date, i processi e le vicende politiche ci sono persone, famiglie, bambini cresciuti senza un padre e vite costrette ad attendere.
L’incontro di Calatafimi Segesta sarà un’occasione per ascoltare l’autore, conoscere la storia narrata nel libro e riflettere sul valore della memoria, della libertà e della dignità umana. Un dialogo in cui la letteratura si fa testimonianza e la testimonianza diventa impegno civile.
Interverranno Pierino Cieno, autore del libro, Irma Bonanno, presidente della FIDAPA – Sezione di Alcamo, e Nuccia Placenza, presidente della Pro Loco di Calatafimi Segesta.
Con questo appuntamento, Lib(e)ro incanto rinnova la propria missione: promuovere la lettura e dare spazio a storie capaci di lasciare un segno, risvegliare le coscienze e arricchire la conoscenza del passato.
Perché ci sono assenze che non smettono di parlare. E ci sono storie che, una volta raccontate, non possono più essere dimenticate.