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    Palermo. Costruire una rete europea anticorruzione
    A Palermo, il terzo appuntamento del progetto ACT NOW promosso da Avviso Pubblico con ANCI Sicilia
    Redazione10 Dicembre 2025 - Attualità
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    Palermo – Proprio in queste ore, mentre all’Assemblea Regionale Siciliana si sta svolgendo l’importante seminario per la costruzione di una rete europea di enti locali contro corruzione e frodi, la Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha coordinato un maxi blitz antimafia, mettendo in luce un sistema di narcotraffico fra la Sicilia e la Campania, arrestando oltre 50 persone.

    Durante la prima giornata formativa del terzo appuntamento del progetto ACT NOW – Active Citizens Together Now, finanziato dall’Unione Europea, realizzato dall’associazione Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni contro mafie e corruzione, con il centro di ricerca RE-ACT e con il patrocinio di ANCI Sicilia, si è parlato di come la corruzione, le mafie e le frodi impattano sull’economia legale, sulle istituzioni e sulla società civile.

    Presidente di Avviso Pubblico, Roberto Montà

    «I dati ci raccontano un Paese in forte contraddizione: ogni anno perdiamo 200 miliardi di euro nell’economia sommersa e oltre 60 miliardi derivano da attività di riciclaggio, mentre appena 357 enti su 8.000 risultano registrati per l’attività antiriciclaggio. È il segno di una percezione distorta e di una pericolosa assuefazione al rischio criminale e corruttivo», ha dichiarato il Presidente di Avviso Pubblico, Roberto Montà in apertura del convegno. «Per invertire questa rotta dobbiamo cambiare paradigma: amministratori, dirigenti e funzionari pubblici devono recuperare pienamente il senso e il significato del proprio ruolo, rimettendo al centro l’attenzione, la competenza e la responsabilità. Il percorso che stiamo portando avanti va esattamente in questa direzione: unire esperienze, conoscenze e punti di vista diversi per costruire una strategia fondata su una visione europea e di lungo periodo, capace davvero di cambiare le cose. Sono convinto che questo cambiamento sia possibile e che dipenda dall’impegno collettivo di tutti noi».

    Antonello Cracolici, Presidente della Commissione Regionale Antimafia

    «Nella nostra Regione ci sono state varie inchieste giudiziarie che ci danno la cifra di una pratica corruttiva diffusa e trasversale che investe più livelli tra chi amministra la cosa pubblica: è come se la storia ci avesse lasciato poca memoria del passato. La percezione della corruzione come moneta di scambio meno cruenta e più tollerabile, insieme a una legislazione sugli appalti che ha liberalizzato i subappalti, prestando il fianco ad ampie forme di discrezionalità, ha reso più fragile la pubblica amministrazione, indebolendone la sua credibilità. Il ‘pizzino’ come elemento di gestione delle procedure amministrative ha aperto la strada a quella arbitrarietà che è l’humus della corruzione.
    Servono nuovi strumenti per contrastare più efficacemente corruzione e malversazione e costruire meccanismi di moralità collettiva: non possiamo affidare il contrasto soltanto all’autorità giudiziaria, altrimenti prevarrà l’impunità generale».

    Presidente di ANCI Sicilia, Paolo Amenta

    «Guidare 391 Comuni in un momento in cui in Sicilia stanno arrivando oltre 10 miliardi di euro richiede una squadra preparata e consapevole. Appalti, concorsi e programmazione non possono essere gestiti con approssimazione: servono competenze solide e un’azione coordinata tra politica e tecnica. È il momento di utilizzare davvero gli strumenti disponibili, puntando su procedure chiare, digitalizzazione e trasparenza, per restituire efficienza e fiducia alle nostre comunità», commenta il Presidente di ANCI Sicilia, Paolo Amenta.

    Costantino Visconti, Docente diritto Penale Università di Palermo

    «Quando si arriva ad accertare un illecito, il danno per la collettività è già stato prodotto. Ecco perché
    la prevenzione è cruciale: una pubblica amministrazione capace di individuare e risolvere i problemi prima che degenerino rafforza la propria credibilità agli occhi dei cittadini. In questo scenario, indebolire i controlli giudiziari – come talvolta viene proposto, sostenendo che la magistratura invaderebbe spazi che spetterebbero alla politica – sarebbe un errore grave. I controlli, quando esercitati con equilibrio, non ostacolano l’azione amministrativa ma la proteggono», chiarisce il Presidente del Tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini. «Per i pubblici amministratori, il controllo giudiziario non è una minaccia, ma una tutela dell’integrità dell’ente e dell’interesse pubblico. Ridurre questi presidi significherebbe lasciare gli amministratori più esposti e la comunità meno protetta».
    «Quando si parla di rischio di infiltrazione mafiosa, è essenziale adottare uno sguardo contestuale: gli amministratori e i dirigenti degli enti locali non possono limitarsi a un manuale, devono conoscere il territorio, le sue dinamiche, i suoi segnali. Ma per farlo occorre anche chiarezza concettuale: se tutto diventa “mafia”, allora nulla lo è più. Bisogna evitare semplificazioni che indeboliscono la capacità di analisi», spiega Visconti, in chiusura della prima mattinata formativa.
    «Oggi lo scenario è cambiato profondamente: leggere le mafie con le stesse lenti del passato non permette di coglierne le forme attuali. Per questo servono strumenti nuovi, anche molto concreti. Uno di questi è il principio della titolarità effettiva previsto dalle norme antiriciclaggio: un ente pubblico non può permettersi di non sapere con chi sta trattando. Utilizzando correttamente le banche dati e i sistemi informatici disponibili, le amministrazioni possono conoscere la reale proprietà degli operatori economici e garantire una linea di trasparenza tra chi eroga la spesa pubblica e chi ne beneficia», ha concluso il Professor Visconti.

    A chi è rivolto il Seminario

    Rivolto ad amministratori locali, dirigenti, funzionari, responsabili anticorruzione e dipendenti pubblici l’obiettivo del progetto è quello di fornire e far acquisire strumenti concreti e porre le basi per la creazione di una rete europea di enti locali, disposti a collaborare per migliorare le capacità e le competenze in materia di anticorruzione e antifrode in tutti gli Stati membri dell’Unione europea.
    Il progetto che proseguirà anche durante la mattinata di domani, giovedì 11 dicembre, coinvolgerà
    successivamente anche le città di Padova e Roma, dopo aver già fatto tappa a Torino e Bari per poi concludersi nuovamente nella città sabauda.

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