Politica
Trapani – di Rino Giacalone – Ore frenetiche tra Palazzo D’Alì e Palazzo Cavarretta. La Giunta del sindaco Giacomo Tranchida ha due caselle vuote: le poltrone assessoriali lasciate una da Alberto Mazzeo (gruppo Trapani Tua), che si dimise, lasciando la delega al Bilancio, dopo la sua elezione a presidente del Consiglio comunale, l’altra quella abbandonata in fretta e furia, da Emanuele Barbara, l’ex delfino del primo cittadino che gestiva numerose deleghe, per la gran parte raccolte da Tranchida attraverso l’interim.
A Palazzo Cavarretta l’aria politica è parecchio frizzante e molto gira attorno proprio alle due nomine assessoriali che Tranchida fino a qualche giorno addietro aveva deciso di tenere congelate. Nelle ultime ore la decisione di non tenere più nulla fermo. “Può scrivere – ci dice – che è prossima la nomina ad assessore di Andrea Genco“. L’attuale vice presidente del Consiglio comunale prestò giurerà da assessore, lasciando libera la seconda poltrona più importante di palazzo Cavarretta. Genco è destinato a sostituire Barbara. Tutti e due sono stati eletti nella stessa lista, a sostegno di Tranchida, appoggio che è venuto meno solo da Barbara che ha deciso di separarsi dal sindaco. Genco invece è sempre rimasto al fianco del sindaco, con i consiglieri Parisi, Grignano e Cammareri (gruppo RiGenerazioni). E per il secondo nome? “Ho chiesto – risponde Tranchida – una indicazione al gruppo Trapani Tua, attendo da tempo l’indicazione e non c’è ragione perché non attenda ancora”. Ma è ovvio che per come vanno le cose, la designazione appare urgente.
Si litiga parecchio in Consiglio comunale, e le opposizioni stanno cercando in tutti i modi di tirare dalla loro parte i consiglieri del gruppo centrista. “Trapani Tua” ha questa collocazione, i consiglieri sono tutti vicini all’assessore regionale Mimmo Turano (oggi con la Lega) che nel 2023 ha preferito sostenere Tranchida e non Miceli candidato del centrodestra. Turano per la verità ha sempre riconosciuto autonomia al gruppo, sin dalla scelta di sostenere Tranchida in campagna elettorale. A confermare la richiesta di Tranchida è il capo gruppo di “Trapani Tua” , Giovanni Carpinteri, “non abbiamo ancora fatto una indicazione, dobbiamo decidere, ma certamente non mettiamo in discussione il patto elettorale del 2023”.
A fare la voce grossa con l’amministrazione è notorio che è stato proprio Mazzeo, dopo uno scontro istituzionale con l’assessore Peppe La Porta. L’opposizione ha pensato che questo è il momento per tentare di convincere i centristi, di portarli dalla loro parte, ma nell’ultima seduta consiliare c’è stato una sorta di armistizio. E’ vero che Tranchida è sembrato dare maggiore ragione a La Porta, ma alla fine ha tirato le orecchie al suo assessore, limitandosi a tentare di fare riconoscere che le parole dure di Mazzeo sarebbero state conseguenze di una qualche forma di “condizionamento politico”. Poi affermando di attendere dal gruppo “Trapani Tua” l’indicazione dell’assessore, è stato come voler dire che l’incidente politico è da ritenersi risolto.
La minoranza mastica amaro, ma deve prendere atto che non ci sono le condizioni per ribaltare i numeri d’aula e puntare alla sfiducia contro il sindaco.
Ma ugualmente dai banchi della minoranza c’è stato il tentativo di conquistare Mazzeo, con una litania di apprezzamenti, Certamente meritati, ma parecchio interessati. Stessa cosa, ma con maggiore genuinità d’animo, i riconoscimenti di imparzialità arrivati a Mazzeo dalla maggioranza.
E’ certo che le ultime sedute consiliari hanno visto la maggioranza riuscire a mantenere a stento i numeri, per certe ataviche assenze, come quelle dei consiglieri Briale e Poma. Adesso, liberandosi la poltrona di vice presidente del Consiglio comunale, qualcosa potrebbe cambiare. Ma è presto per dire come e in che maniera.
Quella che si aprirà, forse già con la prima seduta del 2026 sarà una stagione tipica di un risiko della politica. Lunedì frattanto l’aula torna a riunirsi, c’è da esaurire la trattazione dei punti all’ordine del giorno, tutti atti legati al Bilancio 2025, in attesa che con l’anno nuovo arrivi in aula il consuntivo 2024 e poi il bilancio di previsione 2026.