CronacaPalermo – di Rino Giacalone – Come scrive oggi Live Sicilia, nell’articolo a firma di Riccardo Lo Verso, anche il Tribunale del Riesame di Palermo ha detto di no alla richiesta di arresto del medico gastroenterologo Sebastiano Bavetta, il camice bianco con studio a Marsala, che diagnosticò il tumore al boss mafioso Matteo Messina Denaro.
Anche per il Riesame è da credere la tesi sostenuta dal medico e cioè che sconosceva potessi trattare del famigerato super ricercato mafioso, ma l’ha conosciuto come Andrea Bonafede, il nome usato dal capo mafia per muoversi tra ospedali, medici e laboratori, per curare il tumore al colon che a settembre 2023 ne ha causato la morte, a nove mesi dalla sua incredibile cattura da parte dei carabinieri del Ros.
La richiesta di arresto, svela Live Sicilia, con l’accusa di favoreggiamento aggravato, era stata già respinta dal gip Filippo Serio. Bavetta non conosceva la vera identità di quel paziente che pure avrebbe elargito un compenso superiore a quello previsto per l’accertamento diagnostico. Ma solo per far presto e non comprare eventuale complicità. Per il Riesame contro Bavetta, difeso dagli avvocati Motisi e Di Bartolo, non c’è prova che fosse consapevole che dietro il nome di Andrea Bonafede ci fosse in realtà il latitante Matteo Messina Denaro. Fu Bavetta ad occuparsi poi di farlo entrare in contatto con il chirurgo che poi l’avrebbe operato.
Matteo Messina Denaro, a dispetto delle lungaggini patite nel trapanese da altri malati di tumore, riuscì in meno di un mese, tra il 19 ottobre e il 9 novembre 2020, a sottoporsi alla colonscopia , ad avere diagnosticato il tumore al colon e a subire l’intervento chirurgico presso l’ospedale di Mazara del Vallo.
Nessun favoreggiamento ma solo una “speciale sollecitudine” e “un trattamento di favore” , ricompensati, hanno accertato le indagini, da corrispettivi in denaro di entità superiori agli onorari ordinariamente praticati.


