Cronaca
Trapani – Lo scorso 5 febbraio 33 persone soccorse nel Mar Mediterraneo dalla nave soccorso “SOS Humanity” sono sbarcate a Trapani. Così come scrive la stessa Ong “oggi a Trapani, Italia, 33 superstiti di due soccorsi a bordo della nostra nave di soccorso Humanity 1 – malata di mare, stremata, ma viva, al sicuro”. La Ong però oggi fa sapere che le autorità italiane hanno trattenuto la nave di soccorso Humanity 1 per 60 giorni e multato di 10.000 euro “dopo che abbiamo salvato 33 persone da difficoltà in mare”.
E poi proseguono: “Questa misura è politicamente motivata e parte dell’escalation offensiva italiana contro la migrazione e il soccorso marittimo civile. Gli arresti dovrebbero impedire il salvataggio di navi civili di soccorso – e allo stesso tempo sono costretti a comunicare con gli attori libici: sebbene siano responsabili da anni dell’intercettazione illegale e del rimpatrio dei richiedenti asilo in Libia contro il diritto internazionale. Eseguiamo le nostre operazioni di salvataggio nel pieno rispetto del diritto internazionale. Non comunichiamo con attori illegittimi -consapevolmente e come parte della Justice Fleet Alliance. Faremo un’azione legale contro la detenzione illegale e presenteremo denuncia. Salvare persone in difficoltà in mare è un obbligo secondo il diritto internazionale. E questo obbligo non deve mai essere rovesciato dalla deterrenza politica”.
La sera del 5 febbraio dalla nave SOS Humanity 1 sono scese 33 persone che come scrivono i rappresentanti della ONG “possono camminare a riva in sicurezza”. La stessa Ong però evidenzia però che: “circa 1.000 persone rimangono disperse nel Mediterraneo centrale dopo che il ciclone Harry – riferisce l’organizzazione dei rifugiati in Libia. Probabilmente due di loro hanno trovato il nostro equipaggio senza vita galleggiando tra le onde. Nel sollievo di oggi, c’è anche dolore: dolore per tutti coloro che non possono scendere a riva in questo momento. Auguriamo sinceramente a tutti i sopravvissuti una vita di pace e sicurezza – e pensiamo a tutti coloro che sono scomparsi nella speranza di questo nel Mediterraneo centrale”.