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    Trapani. Turista morto B&B, Cassazione cancella due condanne
    I giudici hanno accolto il ricorso, senza rinvio ad altra Corte di Appello, solo perchè nel frattempo è intervenuta la prescrizione del reato
    Laura Spanò2 Febbraio 2026 - Cronaca
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    Trapani – La quarta sezione della Cassazione ha chiuso il procedimento che ha riguardato Tuzza Augugliaro, di 86 anni e Benedetta Serafico, 64 anni, madre e figlia, rimaste coinvolte nella morte di un turista toscano avvenuta nel ferragosto del 2016 all’interno del B&B trapanese, “Orchidea”, cancellando le condanne per chi si occupava della struttura. L’Augugliaro intestataria della gestione della struttura, era stata condannata a tre anni, mentre la figlia Benedetta Serafico titolare del B&B era stata condannata a tre anni e sei mesi.

    La vittima e l’amico di stanza

    A perdere la vita in quel ferragosto di dieci anni fa, fu Fabio Maccheroni, originario di Serravezza, all’epoca 43 anni. Dopo mesi di coma, rimase invalido l’amico Alessio Menicucci, oggi 45 anni, pisano originario di Cascina, che accompagnava la vittima in quella vacanza. I due turisti restarono intossicati dalle esalazioni della canna fumaria del panificio che si trovava al piano terra della palazzina utilizzata come B&B. I due turisti erano arrivati a Trapani il 14 agosto. Il 16 mattina fu la proprietaria della struttura che si trovò davanti ad una scena sconvolgente: il corpo senza vita di Fabio Maccheroni, e il compagno di stanza, Alessio Menicucci, in coma. I due turisti avevano dormito con le finestre chiuse e il condizionatore acceso. Le analisi effettuate sul sangue del turista toscano rivelarono rilevato la presenza di tracce di monossido di carbonio. L’inchiesta dei carabinieri coordinata dalla procura, evidenziò che il B&B era privo di autorizzazioni all’uso di tutti e tre piani dell’edificio, il panificio che funzionava al piano terra, le cui esalazioni erano state mortali, era provvisto di una vetusta e inefficiente canna fumaria.

    Condanna confermata per il terzo degli indagati

    Nei mesi scorsi è stata invece confermata la condanna a tre anni per omicidio colposo e lesioni gravissime nei confronti del gestore del panificio, Bartolomeo Altese. Anche in appello, i giudici avevano confermato la pronuncia del Tribunale di Trapani. L’avvocato Giuseppe Rando, difensore delle due donne ha proposto ricorso in Cassazione e si è visto riconoscere la fondatezza delle ragioni opposte alle motivazioni delle due condanne. I giudici della quarta sezione hanno accolto il ricorso, senza rinvio ad altra Corte di Appello, solo perchè nel frattempo è intervenuta la prescrizione del reato.

    La Cassazione ha annullato le pene accessorie inflitte alle due donne ed ha revocato il sequestro dell’immobile.

     

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