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    Militare trapanese ucciso da sostanze tossiche. Corte d’Appello riconosce benefici di legge all’orfano
    Avrà diritto ad un vitalizio di 500 euro
    Redazione24 Gennaio 2026 - Cronaca
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  • Tribunale PalermoCronaca

    Trapani – Il padre militare era deceduto per un carcinoma renale causato dall’esposizione a sostanze cancerogene e tossico nocive. Ora la la Corte d’appello di Palermo ha accolto l’appello del figlio. La vittima era Biagio Barone ad ottenere i benefici di legge il figlio Fabio Barone, a cui è stato riconosciuto il diritto ai benefici previsti dalla legge anche in assenza del requisito del carico fiscale, stabilendo un assegno vitalizio non reversibile di 500 euro.

    Il collegio ha condannato i ministeri della Difesa e dell’Interno a riconoscere le provvidenze economiche spettanti agli orfani di vittime del dovere, superando una interpretazione restrittiva che per anni ha  escluso numerosi familiari da tali tutele. A rendere nota la sentenza, emessa ieri, dalla sezione Controversie del lavoro, è l’Osservatorio nazionale amianto (Ona).

    Barone, trapanese di 34 anni e rimasto orfano a 27, aveva chiesto il riconoscimento dei benefici previsti dalla normativa speciale a tutela dei familiari dei servitori dello Stato deceduti in servizio. La sua domanda, ricostruisce l’Ona, era stata inizialmente respinta sul presupposto che non fosse fiscalmente a carico del padre al momento del decesso. La Corte d’appello di Palermo, si legge nella nota, ha riformato la sentenza di primo grado del Tribunale di Trapani riconoscendo che la condizione del carico fiscale non può essere utilizzata per negare diritti che la legge riconosce agli orfani in quanto tali.

    «Questa sentenza rappresenta una vittoria di giustizia e di civiltà – ha commentato Ezio Bonanni, legale di Barone e presidente dell’Osservatorio nazionale amianto e Vittime del dovere – poiché per anni i ministeri hanno opposto un muro contro gli orfani non fiscalmente a carico, negando diritti riconosciuti dalla legge. Oggi, grazie all’intervento delle Sezioni Unite e alla decisione della Corte d’appello di Palermo, questa discriminazione viene finalmente superata. Confidiamo che il ministro Crosetto voglia dare seguito alla decisione della magistratura, superando definitivamente una lettura discriminatoria che ha penalizzato gli orfani di vittime del dovere e restituendo dignità alla memoria dei servitori dello Stato».

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