Cronaca
Trapani – Depositate le motivazioni con cui il Tribunale del riesame di Palermo ha disposto nei giorni scorsi l’annullamento dell’ordinanza che imponeva il divieto di dimora nei comuni di Trapani e Milazzo ad Alessandro Forino, all’epoca dei fatti contestati dalla Procura di Trapani, presidente del Consiglio di amministrazione della Compagnia di navigazione, Liberty Lines. A darne notizia il suo legale, l’avvocato Marco Siragusa.
La decisione dei giudici (Di Maida, Gagliano, Trizzino) – la prima della serie che riguarda l’analogo procedimento che coinvolge i vertici della Liberty Lines S.p.A. – ha ribaltato le ipotesi investigative, inizialmente accolte dal GIP Massimo Corleo, “evidenziando la carenza di gravi indizi di colpevolezza per i reati contestati di truffa e attentato alla sicurezza dei trasporti e la non configurabilità per il contestato reato di frode in pubbliche forniture”.
“In particolare – sottolinea l’avvocato Marco Siracusa – i giudici hanno chiarito che il delitto di frode nelle pubbliche forniture, previsto dall’articolo 356 del Codice penale, non è giuridicamente configurabile nel caso di una concessione di pubblico servizio, come quella che riguarda la Liberty Lines.
Quanto all’ipotesi di una flotta ritenuta “fatiscente”, il Riesame ha valorizzato i dati statistici prodotti dalla difesa, definiti inequivocabili. Negli anni 2021 e 2022 la società ha garantito 27.747 corse regolari, a fronte di sole 55 avarie, con un’incidenza pari allo 0,21 per cento sul totale del servizio. È stato inoltre accertato che tutte le unità navali erano regolarmente munite dei certificati di classe rilasciati dal RINA e sottoposte ai controlli periodici obbligatori, risultando idonee alla navigazione.