Cronaca
Trapani – Si è chiusa con l’assoluzione di tutti gli imputati con la formula del non luogo a procedere la vicenda giudiziaria legata all’inchiesta sui tamponi molecolari eseguiti presso il laboratorio Emolab di Alcamo. Il caso scoppiò nel 2020, in piena emergenza Covid.
La pronuncia dei giudici del Tribunale di Trapani mette la parola fine a un procedimento lungo e complesso. Fabio Benedetto Di Giorgi, quale rappresentante legale della società consortile Koala che gestiva tra gli altri il laboratorio di analisi, era accusato di frode e falso. Secondo l’accusa, Emolab avrebbe utilizzato apparecchiature già valutate non idonee per eseguire gli esami sui tamponi. Di Giorgi ha chiesto il rito ordinario. Il gip Massino Corleo, accogliendo le tesi difensive, lo ha prosciolto.
Per gli stessi reati sono stati assolti due operatori del centro, la biologa Marilisa Barranca e Salvatore Ciacio. Entrambi hanno scelto il rito abbreviato, come il medico Michele Ambene, Roberto Evola, Cristian Pipione che con Massimiliano Terrasi, era imputato solo di falso.
Si tratta di collaboratori di Emolab della via Torquato Tasso. L’inchiesta dei Nas scaturì nel 2020 dagli esposti di alcune persone che segnalarono di aver ottenuto all’Emolab esiti negativi ai tamponi e, a distanza ravvicinata, di essere risultati positivi ai nuovi test. Col passare dei mesi, una parte della ricostruzione accusatoria venne ridimensionata: i casi ritenuti anomali risultarono molto limitati.