Cronaca
Palermo – È atteso alle 9.30 al Tribunale di Palermo Gaetano Armao, chiamato a comparire davanti al giudice per le indagini preliminari Giuseppa Zampino per l’interrogatorio preventivo nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte tangenti legate ad autorizzazioni e interessi imprenditoriali nel settore delle energie alternative e della sanità.
Armao, avvocato e professore universitario, è indicato dagli investigatori come una figura centrale del presunto sistema corruttivo. Secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe sfruttato il proprio ruolo di consulente del presidente della Regione e la posizione nella Commissione tecnico-specialistica per le autorizzazioni degli investimenti privati nel settore delle energie rinnovabili, mettendo a disposizione degli imprenditori la propria rete di relazioni in cambio di denaro.
Pure oggi sarà sentito anche l’avvocato Luigi Matta. Le consulenze professionali, regolarmente fatturate agli imprenditori, avrebbero fornito una copertura formale ai pagamenti. Una parte delle somme incassate sarebbe stata poi consegnata in contanti ad Armao.
Gli investigatori della Squadra Mobile avrebbero documentato diversi passaggi di denaro, avvenuti sia in automobile sia nei locali della facoltà di Scienze politiche. Poi ci sono anche gli incontri al ristorante con alcuni imprenditori e immagini che mostrerebbero Armao mentre riponeva il denaro all’interno dell’orologio a pendolo presente nel suo studio.
Per Armao e Matta la Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere. I due si presenteranno agli interrogatori assistiti dai rispettivi difensori, gli avvocati Giovanni Rizzuti e Giovanni Di Benedetto.
La richiesta di arresti domiciliari riguarda invece Luigi Zancla, ex presidente della Sa.Mo., e Giuseppe Lombardo, deputato regionale del Movimento per l’Autonomia. Zancla avrebbe versato somme di denaro ad Armao con l’obiettivo di bloccare un decreto che avrebbe esteso ad altri concorrenti il settore delle cure palliative.
A Lombardo viene contestato, invece, di avere ottenuto un contratto di lavoro a tempo determinato per Domenica Spartà in cambio del proprio interessamento presso la commissione Sanità dell’Assemblea regionale siciliana. Questa ipotesi è contestata anche a Mario Lupo, in concorso con il deputato. Lupo, sentito nella giornata precedente, ha respinto le accuse, così come gli altri indagati convocati nel primo ciclo di interrogatori.
Al termine degli interrogatori preventivi, il gip dovrà valutare le richieste della Procura e decidere se sussistano i presupposti per applicare le misure cautelari richieste.
Le contestazioni restano ipotesi accusatorie e dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza degli indagati.