Cronaca
Aggiornamento – Sulla vicenda interviene l’assessore al Territorio e all’ambiente, Giusi Savarino: «I sistemi di sorveglianza e di controllo per contrastare i piromani hanno funzionato. Già subito dopo il rogo, il Corpo forestale della Regione Siciliana aveva avviato accertamenti sull’incendio che, nell’agosto scorso, aveva colpito un’area di 83 ettari a ridosso di bosco Scorace. Ringrazio la Procura di Trapani e le forze dell’ordine per le indagini che hanno portato ad adottare gli arresti domiciliari nei confronti dell’operaio forestale stagionale, presunto responsabile. Nei suoi confronti, una volta confermate le accuse, saranno applicate le pene per i piromani ancora più severe volute dal governo nazionale e dal premier Giorgia Meloni».
Buseto Palizzolo – Finisce ai domiciliari con braccialetto elettronico, un uomo originario del Trapanese, di 54 anni, forestale, dipendente di una struttura dipartimentale della Regione Siciliana. Il dipendente è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di incendio boschivo. Su richiesta della Procura della Repubblica di Trapani, il GIP del Tribunale ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari con sorveglianza elettronica.
Il forestale è indagato per l’incendio boschivo che lo scorso 20 agosto ha interessato un’area di 83 ettari di terreno, in parte incolta, in parte coltivata, occupata da vegetazione di diverso tipo, in zona immediatamente a ridosso del Bosco Scorace.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Trapani e condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo, della Sezione Operativa del N.O.R. della Compagnia di Alcamo, della Stazione di Buseto Palizzolo e della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura, ha consentito, in poco tempo, di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’uomo. Le fiamme provocarono un grave danno all’ecosistema, distruggendo colture, mettendo a rischio aree boscate e l’incolumità di animali da reddito al pascolo nella contrada Quasale.
Gli approfondimenti investigativi condotti, hanno consentito di documentare visivamente le fasi dell’incendio, ricostruendo gli spostamenti dell’indagato, quel giorno peraltro a riposo, ripreso mentre appiccava le fiamme in più punti, ampliando così il fronte del fuoco in aree in cui non erano presenti le squadre antincendio poiché impegnate a fronteggiare altri focolari.
Le stesse immagini sottoposte al vaglio investigativo, hanno consentito di documentare i momenti in cui, dopo aver appiccato le fiamme, l’indagato si nascondeva tra la vegetazione di un’area boscata, per sottrarsi alla vista degli equipaggi di volo dei mezzi antincendio impegnati nelle operazioni di spegnimento dei roghi. L’uomo è stato ripreso mentre si allontanava dal posto, prendendo posto sull’auto guidata da altro soggetto che era andato a prelevarlo.
L’esito delle attività di perquisizione hanno portato al sequestro importanti elementi di riscontro utili a riscontrare la sua presenza sui luoghi di commissione del reato. Il grave quadro indiziario è stato ulteriormente accertato dalle attività di intercettazione e di analisi dei dati del traffico telefonico e dall’analisi della copia forense dell’apparecchio telefonico in uso all’indagato, con il quale lo stesso aveva ripreso le l’incendio condividendo i filmati con alcuni colleghi.
Nel corso dell’esecuzione, i militari operanti hanno ritirato cautelativamente sei fucili ed una pistola legalmente detenuti dal destinatario del provvedimento.