Altri SportTrapani – Dopo un’estate trascorsa ad organizzare al meglio la stagione appena iniziata e a definire gli assetti societari, la Trapani Rugby è tornata in campo con la categoria Seniores serie C, dove la squadra ha già disputato tre partite di campionato. Una di queste ha portato anche ad una storica vittoria in trasferta. Non era ancora accaduto di vincere fuori dalle mura amiche e questo importante segnale di crescita fa di certo sperare in meglio la compagine societaria di ottenere risultati ancora più importanti e costanti.
Spazio anche al settore giovanile: quest’anno sono diverse le categorie attivate dalla società, che coinvolgono diverse fasce d’età. Quello di coinvolgere più giovani atleti possibili rappresenta sicuramente un altro grande impegno della società, che sta dando in questo modo la possibilità a tanti ragazzi trapanesi appassionati di questo sport, o semplicemente curiosi, di volersi divertire praticandolo, di poterlo fare nella propria città.
Importante è anche la valorizzazione di una delle strutture comunali più importanti del Comune di Trapani: il campo CONI. La Trapani Rugby sta infatti mantenendo l’impegno di manutenere al meglio la struttura sportiva tanto cara a molti trapanesi sportivi, ma soprattutto la sta mantenendo viva grazie ad un utilizzo costante della stessa.
Dieci anni (compiuti ad ottobre), dunque, di sacrifici (come avviene per tutte le cose costruite con passione e che intendono durare nel tempo), per questo abbiamo rivolto queste domande al vice presidente Francesco Anselmo, che ci ha così risposto:
Quali sono state le difficoltà più grandi nel portare avanti questa società?
«Una delle difficoltà più grandi e non riguarda solo il Trapani Rugby, ma moltissime società del Sud e di diversi sport è sicuramente quella legata all’impiantistica. La mancanza di strutture adeguate, moderne e all’avanguardia rappresenta ancora oggi uno dei principali ostacoli alla crescita dello sport nel Meridione.»
«Questo è stato senza dubbio uno dei primi problemi con cui ci siamo confrontati. Tuttavia, grazie all’esperienza maturata negli anni, abbiamo imparato a orientarci meglio, a cercare le soluzioni più efficaci e, soprattutto, abbiamo incontrato persone competenti che ci hanno supportato nel trovare sempre una via praticabile per andare avanti.»
Come hanno risposto i giovani trapanesi?
«I giovani trapanesi hanno risposto alla grande. In dieci anni siamo passati dai piccoli rugbisti a una vera squadra Seniores, creando una famiglia che cresce insieme. Il rugby qui piace perché è semplice, inclusivo e divertente: lo provi una volta e torni a casa col sorriso.»
I prossimi obiettivi?
«Il nostro obiettivo è far diventare il rugby una tradizione trapanese, con radici forti e un movimento stabile. Vogliamo una casa ancora più solida, uno staff più ampio e un percorso di crescita sereno. Tutto passa dalla costruzione di una vera cultura rugbistica: portare il rugby nelle scuole, coinvolgere le famiglie e avvicinare sempre più giovani. Con il lavoro quotidiano e i risultati, questo movimento può diventare davvero parte di Trapani.»


