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Trapani – Ormai le voci dei sopravvissuti si fanno sempre più rare, rendendo urgenti nuove forme di testimonianza. L’ottantesimo anniversario della liberazione di Auschwitz-Birkenau segna un passaggio cruciale nella trasmissione della memoria dell’Olocausto. Anche il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci ha voluto ricordare questo giorno. Un invito il suo ad esercitare la “memoria”.
“La memoria è più che mai presente. Gli errori del passato riemergono con nuove forme, nuova sostanza, e ci pongono di fronte alla nostra incapacità di averli compresi e superati per il dolore e la morte che hanno causato. Una società che corre verso la violenza non può occuparsi dei più deboli. E non può difendere e valorizzare le differenze. Omologa, invece, e punta a normalizzare ed a ghettizzare le minoranze. Una società che parla con la lingua delle armi, della sopraffazione, che impone la forza indebolisce i simboli ed il significato del Giorno della Memoria. Non possiamo e non dobbiamo fermarci soltanto a ricordare la Shoah. Serve un salto di qualità nelle nostre riflessioni. Abbiamo il diritto-dovere di costruire un nuovo patto sociale che sia frutto e sintesi di libertà, di rispetto e di dialogo. La storia è complessa e non va piegata sulle esigenze della cronaca. Deve invece esserne argine. Le categorie di vittima e di carnefice non sono standardizzate, le dinamiche del tempo non consentono di tracciarne una netta linea di confine. C’è un solo antidoto, una sola alternativa: la democrazia. Con i suoi ideali universali, con le sue procedure equilibrate e condivise, con i suoi poteri legittimati dalla loro stessa separazione. L’Olocausto è storia ma anche monito per il futuro. Il Giorno della Memoria è un ricordo solenne che ci chiama a raccolta per costruire processi di Pace con un nuovo umanesimo”.