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    Funierice, Fauci perde al Tar
    Ricorso respinto a favore del Libero Consorzio e del Comune di Erice
    Rino Giacalone23 Gennaio 2026 - Cronaca
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  • FuniericeCronaca

    Erice – Il Tar boccia il ricorso dell’ex dipendente della Funierice srl, Germano Fauci, e segna un punto a favore del Libero Consorzio dei Comuni di Trapani e il Comune di Erice, soci al 50 per cento nella società, che hanno cancellato ruolo e posizione dentro l’azienda. Scritto a chiare lettere, riconosciuta inconsistenza del ricorso di Fauci che ha contestato quello che a suo dire è stato un arbitrio, ossia le delibere con le quali nel 2021 i due enti avevano cancellato dallo statuto della società mista la previsione di un direttore generale. Ossia la qualifica che ricopriva. Tutt’altro che un abuso, semmai, si legge nella sentenza, pubblicata lo scorso 21 gennaio, “la piena legittima espressione di una potestà propria delle amministrazioni pubbliche”. Per il Tar la ridefinizione societaria “ha un solido fondamento, non illegittimo solo perché opinabile”.

    Una vicenda non solo burocratica

    Una vicenda non solo burocratica ma anche politica, che ha visto il centrodestra scendere in campo, a difesa strenua di Fauci, contro l’ex commissario del Libero consorzio Cerami (da poco scomparso e frattanto alla carica è stato eletto presidente il mazarese Salvatore Quinci) e la sindaca di Erice, Daniela Toscano. Can can anche mediatico con una tempesta polemica indirizzata sui social un particolare contro la sindaca Toscano. In aula consiliare poi anche vivaci contestazioni anche talvolta apparse fuori da ogni corretto tono.

    Il nodo del contendere è quello del ruolo che Fauci aveva avuto ritagliato, o secondo altre letture era riuscito ad auto ritagliarsi, dentro la società, potendo passare da funzionario a dirigente e quindi direttore generale. Una vicenda finita poi con il suo licenziamento e che oggi costituisce oggetto di un altro contenzioso dinanzi al giudice del lavoro del Tribunale di Trapani.

    Il ricorso al Tar

    L’ex direttore generale aveva presentato un ricorso al Tar contestando la variazione statutaria che ha cancellato dall’azienda la figura del direttore generale e quindi aveva portato verso il suo dimensionamento, anche economico. La modifica dello Statuto della Funierice ha previsto come facoltativa la nomina di un direttore generale , riconoscendola, nell’eventualità, solo in presenza di un cda. Ma da tempo la Funierice è gestita da un amministratore unico, nessun Consiglio di amministrazione. Per i giudici amministrativi niente è illegittimo, al contrario di quanto sostenuto da Fauci. Per il Tar “la riforma organizzativa della società non presenta indici di manifesta abnormità al cospetto dei quali l’esercizio della discrezionalità amministrativa diventa arbitrio”.

    L’ex direttore della Funierice si è difeso anche evidenziando dati positivi della sua gestione, ma anche in questo caso il Tar lo bacchetta: “gli ottimi risultati non sono sufficienti a dimostrare irragionevolezza delle misure contestate”.

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