Cronaca
Perugia – di Rino Giacalone – Un dossieraggio destinato a colpire gli armatori Morace della Liberty Lines. Un processo che attorno a questa vicenda, emersa nel 2017, durante l’indagine “Mare Monstrum” condotta dai Carabinieri di Trapani sulla cosiddetta tangentopoli del mare, si sta svolgendo a Perugia.
Imputati, come esecutore un carabiniere del Ros, Orazio Gisabella, 61 anni, adesso fuori dall’Arma, mandanti due armatori siciliani, Sergio La Cava e Vincenzo Franza. Per quest’ultimo però i pm di Perugia, Laura Reale e Mario Formisano, hanno chiesto l’assoluzione. Le condanne per corruzione sono state chieste a sette anni e tre mesi per Gisabella, nisseno di origine, quattro anni per La Cava.
Nascoste sono rimaste le ragioni per le quali Sergio La Cava avrebbe usato Gisabella contro i Morace. Nella loro requisitoria i pm perugini hanno sostenuto che Gisabella ha «concordato con La Cava, presidente della società Navigazione Generale Italiana, l’assunzione della figlia presso la Caronte & Tourist Isole Minori, dell’armatore Franza, quale corrispettivo per le azioni dirette a osteggiare la società Ustica Lines (poi Liberty Lines) e la famiglia Morace proprietaria di essa».
Corruzione in cambio di un’azione precisa: Gisabella avrebbe fatto circolare in ambienti investigativi un esposto circostanziato, «a lui fornito da La Cava», sostenendo ai suoi superiori, anche al Ros di Palermo, perché questi lo facessero avere in Procura, di essergli stato fornito da fonte confidenziale, con la finalità di determinare l’avvio di un’indagine nei riguardi dei Morace. Questo mentre una vera indagine era stata già avviata, relativa a sostegno, in cambio di mazzette e assunzioni, che i Morace hanno ottenuto per gestire a loro favore i contributi regionali concessi per le tratte navali onorate di servizio pubblico. Indagando sulla “cricca”, saltarono fuori le intercettazioni che riguardavano l’allora sottufficiale del Ros perugino.
Ma non solo. Attività di dossieraggio sarebbe stata condotta anche nei confronti dell’imprenditore trapanese Andrea Bulgarella (deceduto di recente) che all’epoca possedeva quote di una società navale. Anche questa societàò era entrata nel mirino degli interessi degli armatori messinesi. Infine Gisabella avrebbe dovuto prendere con giornalisti di testate nazionali, sempre per veicolare notizie sui Morace. I Morace sono costituiti parte civile. A fine mese , dopo le arringhe, la sentenza.