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    Cassazione cancella senza rinvio la sentenza nei confronti dell’ex Pm Maria Angioni
    L'ex sostituto procuratore era stata condannata per il reato di false dichiarazioni al pubblico ministero
    Redazione5 Febbraio 2026 - Cronaca
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  • Maria AngioniCronaca

    Roma – La Cassazione ha cancellato e senza rinvio la sentenza con cui Maria Angioni, ex sostituto procuratore della Repubblica di Marsala, era stata condannata per il reato di false dichiarazioni al pubblico ministero. Un processo legato indirettamente all’inchiesta sulla scomparsa nel 2004 della piccola Denise Pipitone.

    La decisione è della sesta sezione penale della Corte di Cassazione. L’Angioni si era inizialmente occupata del caso della scomparsa di Denise Pipitone.

    Nel 2021 l’ex pm rese al sostituto procuratore di Marsala Roberto Piscitello delle dichiarazioni a seguito di sue esternazioni televisive, quando oramai da anni aveva lasciato l’incarico di pm a Marsala. “La Suprema Corte, con ammirevole onestà intellettuale e indipendenza di giudizio, ha accolto le censure da noi sollevate”, dice l’avvocato Stefano Giordano legale della donna insieme a Giovan Battista Lauricella.

    “Il processo costruito dalla Procura della Repubblica di Marsala, con gravi violazioni procedimentali, – conclude – nei confronti di colei che aveva osato mettere in dubbio la correttezza dell’operato della polizia giudiziaria è stato completamento smontato dalla Corte di Cassazione”.

    La Angioni adesso è sotto processo a Monza per diffamazione nei confronti dell’ispettore di polizia Vincenzo Tumbiolo. A Marsala era stata condannata in primo grado a quattro mesi di reclusione, decisione poi annullata dalla Cassazione che ha trasferito il processo al tribunale di Monza per competenza territoriale. Le dichiarazioni vennero rese durante una intervista su una rete Mediaset che ha sede a Cologno Monzese e che prendevano di mira un investigatore del commissariato di Mazara , Vincenzo Tumbiolo, che poi la querelò.

    Anche le dichiarazioni rese nel 2021 però in Procura a Marsala riguardavano altri poliziotti che con lei indagavano sulla scomparsa di Denise.

    Tre le dichiarazioni giudicate false: la disattivazione di una telecamera che, a dire dell’imputata, avrebbe potuto portare elementi utili alle indagini sulla scomparsa della bambina e che sarebbe stata decisa dalla polizia a sua insaputa, ma la telecamera era stata attivata, per la prima volta, su espressa richiesta della polizia e sarebbe stata disattivata su decisione della Procura, ufficio dell’Angioni, nel 2005; poi l’accusa di fughe di notizie lanciata dall’ex pm che ha raccontato che avrebbe deciso di sottrarre l’ascolto delle intercettazioni agli agenti del commissariato di Mazara perché non si fidava di loro avendo scoperto che alcuni indagati erano informati degli sviluppi dell’inchiesta, salvo poi scoprire che fu proprio lei ad affidare le intercettazioni; infine le accuse ad un ex dirigente di Polizia che lei in tv indicò come indagato per anomalie nel l’indagine, cosa non vera.

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