Trapani – La Cassazione, presidente Giovanni Ariolli, relatore Fabio Mostarda, Pm Marco Paternello, ha confermato l’interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività d’impresa e di ricoprire incarichi direttivi di persone giuridiche o imprese all’imprenditore trapanese Riccardo Agliano. L’imprenditore è accusato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche violazione norme in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto e impiego di denaro di provenienza illecita.
Agliano nel luglio 2025 fu colpito da misura interdittiva per bonus facciate per avere, secondo l’accusa dichiarato falsamente, unitamente al committente, negli attestati di congruità necessari per accedere al cosiddetto sconto in fattura con cessione del credito d’imposta per il bonus facciate, che i lavori erano già avviati nel dicembre 2021; di aver emesso nei confronti di condomìni committenti le fatture relative a lavori in realtà mai eseguiti, con le quali avrebbe consentito a terzi l’evasione di imposta; di aver impiegato il credito d’imposta fraudolentemente ottenuto con le stesse modalità, vendendolo o portandolo in compensazione e così rendendosi responsabile anche del reato di autoriciclaggio.
L’inchiesta della finanza scattò dopo la denuncia circostanziata di un condomino di Trapani. Il gip dispose per l’imprenditore la misura interdittiva per la durata di mesi 12.
Tutto è nato nel 2024 fa quando negli uffici della guardia di finanza si presenta un cittadino trapanese esasperato per via dei ritardi nell’inizio dei lavori legati al cosiddetto “bonus facciate” che dovevano essere essere eseguiti nel palazzo dove abitava. Lavori previsti e mai realizzati, ma che sulla carta – così come poi hanno scoperto i finanzieri – erano stati eseguiti. Il condomino aveva denunciato ai finanzieri che l’imprenditore a cui era stato dato mandato da tempo di ristrutturare l’immobile utilizzando il cosiddetto “bonus facciate” non aveva ancora eseguito nulla. Da qui è scattata l’indagine che ancora non si è conclusa.
Una attività quella dei finanzieri, effettuata attraverso l’analisi della documentazione tecnica: i progetti dei lavori, i documenti contabili e bancari e della specifica normativa di riferimento. Accertamenti e verifiche, che hanno portato gli 007 delle fiamme gialle di Trapani, guidati dal colonnello Antonio Luciani, a scoprire la frode costruita ad arte dall’imprenditore e dal suo geometra compiacente. Una frode che non riguarda solo Trapani ma anche Alcamo.
Con ordinanza del 10 ottobre 2025 il Tribunale di Palermo, in parziale accoglimento dell’appello proposto dai legali dell’indagato, ha ridotto ad otto mesi la durata della misure interdittiva. I legali hanno presentato ricorso in cassazione chiedendo l’annullamento dell’interdittiva ora è arrivata la conferma della misura e Agliano è stato condannato al pagamento delle spese processuali.