• Campobello di Mazara
    Cassazione: condanna definitiva a 14 anni per Andrea Bonafede
    Prestò l'identità al boss
    Redazione4 Marzo 2026 -
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  • andrea bonafede geometra

    Roma – E’ diventata definitiva la condanna a 14 anni per Andrea Bonafede, il geometra di Campobello di Mazara che “prestò” l’identità all’allora boss latitante Matteo Messina Denaro.

    La Cassazione ha confermato il verdetto della corte d’appello di Palermo che ha ritenuto responsabile l’imputato del reato di associazione mafiosa.

    Il padrino di Castelvetrano utilizzò le generalità del geometra, nipote del boss del paese Leonardo Bonafede, storico alleato della famiglia Messina Denaro, per le cure mediche a cui si sottopose nell’ultimo periodo della latitanza. E proprio seguendo le tracce lasciate dal paziente il Ros dei carabinieri e la procura arrivarono alla sua cattura dopo 30 anni di latianza.
    A Bonafede erano stati poi intestati l’appartamento utilizzato dal boss nell’ultimo anno, quello in vicolo San Nicola  e l’auto, La Giulietta nera, acquistata con i falsi documenti a Palermo, con cui il padrino si spostava per Campobello di Mazara ma anche a Castelvetrano, Mazara del Vallo o per raggiungere Palermo, anche accompagnato dalle sue amanti.

    Sia l’auto che l’immobile sono stati oggi confiscati dalla sezione misure di prevenzione del tribunale Di Trapani.

    Le indagini successive alla cattura Di Matteo Messina Denaro che ancora proseguono da parte della Procura di Palermo,  hanno portato alla individuazione di parte della rete dei favoreggiatori che ne hanno coperto la latitanza trentennale . Oltre al geometra, tra gli altri, sono finiti in carcere il cugino omonimo e la cugina Laura, maestra, storica amante del capomafia.

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