Politica
Trapani – di Rino Giacalone – I capigruppo di maggioranza Vincenzo Guaiana (Misto), Giovanni Parisi (RiGenerAzioni Europa Verde) e Giuseppe Peralta (Trapani al centro) hanno chiesto e ottenuto dal presidente del Consiglio comunale, Alberto Mazzeo, la convocazione per martedì della conferenza per chiudere con l’archiviazione la querelle sulle decadenze di otto consiglieri. Una telenovela che come tutte le soap opera è infinita. Ma per Guaiana, Parisi e Peralta, deve esserci l’ultima puntata.
C’è una procedura di decadenza aperta, nei confronti di otto consiglieri, che disertarono, con una unica giustificazione politica, le sedute d’aula dedicate alla vertenza tra Amministrazione e patron Trapani Shark, Valerio Antonini. Nonostante una relazione giurisprudenziale del segretario generale Panepinto, a sostegno dell’archiviazione delle decadenze, dinanzi alle obiezioni dell’opposizione, il presidente Mazzeo fece un plico di tutto, chiedendo un parere all’assessorato regionale alle Autonomie Locali. Ma da Palermo mai è arrivata risposta.
Lo scenario questo racconta. Il presidente Mazzeo viene spinto quasi all’angolo del ring dalla maggioranza alla quale sulla carta ancora appartiene. Richiamandosi al ruolo super partes, Mazzeo ha sempre reclamato un ruolo distinto dallo schieramento di appartenenza. Ma ad ascoltare certi sussurri il presidente di Palazzo Cavarretta non è più ritenuto da alcuni uno di cui fidarsi pienamente. Mazzeo ha fatto un passo avanti, accogliendo la richiesta, ma è ovvio che la maggioranza attende, come cartina di tornasole, anche il suo voto, se sarà davvero a favore dell’archiviazione. Non è indolore la nota dei tre capigruppo, nero su bianco hanno anche contestato a Mazzeo di avere disatteso alcuni passaggi e soprattutto non aver ascoltato quello che il segretario generale Panepinto aveva scritto nella qualità di responsabile del procedimento. Senza verbalizzare perché alla fine aveva deciso di non ascoltare Panepinto.
Il confronto in corso non è solo questione tecnica, ma è tanto, tantissima di natura politica. E’ nel limbo l’anima centrista della maggioranza, rappresentata proprio da Mazzeo e dal consigliere Giovanni Carpinteri, eletti nella lista “Trapani Tua”, di fede turaniana. In aula non è più cosa rara che scappi loro, in maniera plateale, qualche distinguo dalla maggioranza. Attribuiscono a Tranchida la fuoriuscita dal gruppo di due consiglieri, Poma e Braschi, e non hanno nemmeno più un assessore in Giunta. Obbedienti restano all’on Turano per il quale le bocce vanno tenute ferme. Nessun distacco ufficiale quindi dalla coalizione di governo.
Ma restando al centro, c’è l’altro gruppo, “Trapani al centro”, i cui consiglieri Peralta, Barbara e La Barbera, fanno riferimento all’assessore Peppe La Porta, che in aula, ma soprattutto nelle commissioni, non sempre sono allineati con la maggioranza. E dietro La Porta c’è il deputato dem Dario Safina, del quale l’assessore nella vita fa anche l’autista.
Gira a Palazzo D’Alì il “fantasma” dell’azzeramento della Giunta, per andare verso dove? Qualcuno ha la risposta. Saremo, dicono, presto in campagna elettorale, 2027 si vota per le regionali, anche per le politiche e Tranchida, tentato da una candidatura, potrebbe dimettersi anzi tempo. Nel caso, voto anticipato anche per Palazzo Cavarretta. A guardare bene forse già siamo in campagna elettorale. I malesseri, alla fine, hanno una lettura diversa dall’approccio.