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    Castellammare del Golfo ha ricordato tutte le vittime dei naufragi
    Redazione6 Ottobre 2026 - Cronaca
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    Castellammare del Golfo – “Nel silenzio del cimitero, abbiamo affidato alla misericordia di Dio tutte le vittime dei naufragi. Uomini, donne e bambini che hanno affidato al mare la speranza di una vita migliore e hanno trovato, invece, la morte. Vite spesso senza un nome, una storia conosciuta, qualcuno che potesse piangerle. Un momento di preghiera particolarmente intenso, per ricordare che davanti al dolore non possiamo rimanere indifferenti. Che il Signore li accolga nella sua pace e ci renda capaci di accoglienza, solidarietà e fraternità”.

    A scrivere è don Giuseppe Bruccoleri, sacerdote, che dal 1 ottobre ha fatto il suo  ingresso come parroco delle comunità di Castellammare del Golfo.

    𝐔𝐧 𝐦𝐢𝐧𝐮𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐯𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚𝐧𝐞𝐨. È iniziata così, nel cimitero comunale di Castellammare del Golfo, la commemorazione dedicata alla 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐯𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐦𝐦𝐢𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.

    Un momento intenso, partecipato e particolarmente emozionante, che ha coinvolto istituzioni, associazioni, scuole e cittadini nel ricordo delle oltre 70 vittime di diversi naufragi che oggi riposano nel cimitero cittadino e di tutte le persone che hanno perso la vita nel Mediterraneo.

    Ad aprire la cerimonia è stata 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐧𝐨, presidente della Commissione comunale Pari Opportunità, che ha spiegato la scelta di celebrare oggi, anziché il 3 ottobre, sottolineando l’importanza di mantenere viva 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚, 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨 𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 coinvolgendo le scuole

    Sono stati proprio gli studenti protagonisti della commemorazione attraverso messaggi, cartelloni, letture e momenti di riflessione.

    Il sindaco 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞 𝐅𝐚𝐮𝐬𝐭𝐨 ha sottolineato nel suo intervento proprio l’importanza della partecipazione delle scuole e del valore dell’integrazione. Un momento che, ha evidenziato, 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨, perché il ricordo e la conoscenza sono strumenti fondamentali per costruire una comunità più consapevole e capace di accogliere.

    Particolarmente sentito il momento di preghiera guidato da 𝐝𝐨𝐧 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞 𝐁𝐫𝐮𝐜𝐜𝐨𝐥𝐞𝐫𝐢, parroco e arciprete della Chiesa Madre di Castellammare del Golfo, da poco arrivato in città. Le sue parole hanno richiamato i valori dell’𝐚𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚, della 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚̀ e della vicinanza a chi è costretto a lasciare la propria terra, in un momento di raccoglimento particolarmente significativo per la comunità.

    Un momento di fratellanza anche con la testimonianza di 𝐈𝐛𝐫𝐚𝐡𝐢𝐦, a sottolineare come davanti al dolore e alla memoria delle vittime non esistano differenze di cultura o di fede.

    Sono quindi intervenuti 𝐋𝐨𝐫𝐞𝐧𝐳𝐨 𝐑𝐚𝐬𝐩𝐚𝐧𝐭𝐢 per Mediterranea Saving Humans, 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐀𝐫𝐞𝐧𝐚 per il circolo Metropolis, Luisa Pirola per 𝐔𝐧𝐢𝐓𝐫𝐞 e 𝐂𝐚𝐫𝐥𝐚 𝐏𝐨𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚̀ per Trinart.

    Gli studenti dell’𝐈𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐬𝐢𝐯𝐨 𝐏𝐢𝐭𝐫𝐞̀, delle classi 𝐈𝐈𝐈 𝐀 𝐞 𝐈𝐈𝐈 𝐁, hanno realizzato un cartellone, fiori e messaggi che sono stati poi deposti sulle tombe.

    Gli alunni dell’𝐈𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐬𝐢𝐯𝐨 𝐏𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐢, con tutte le classi prime 𝐀, 𝐁, 𝐂 𝐞 𝐃, hanno partecipato con letture, pensieri e messaggi dedicati alle vittime delle migrazioni.

    Anche gli studenti 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐈𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐞 “𝐏𝐢𝐞𝐫𝐬𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞𝐥𝐥𝐚” – indirizzo Nautico-, classe 𝐈𝐈 𝐁 – hanno realizzato un cartellone sul tema della commemorazione.

    𝐏𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞, 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢 𝐞 𝐫𝐢𝐟𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐞, quelli degli studenti, accompagnati dai loro insegnanti. Pensieri nati dalla riflessione sule vite spezzate e sul valore dell’accoglienza, che hanno dato alla commemorazione una partecipazione autentica e sentita.

    Tra i momenti più toccanti, quello dell’assocazione 𝐈𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐬𝐢 𝐩𝐮𝐨̀, con il messaggio “𝐑𝐢𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚 𝐚 𝐯𝐢𝐯𝐞𝐫𝐞, 𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚 𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞”. Gli ospiti della comunità per persone con disabilità hanno realizzato un cartellone raffigurante 𝐦𝐚𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐧𝐨: un’immagine semplice ma molto potente di vicinanza, inclusione e umanità.

    Tra i momenti dedicati alla memoria anche la poesia di 𝐑𝐢𝐧𝐨 𝐓𝐚𝐦𝐛𝐮𝐫𝐞𝐥𝐥𝐨, che ha accompagnato il ricordo delle vittime.

    Al termine della cerimonia, fiori e messaggi sono stati deposti sulle tombe, trasformando il campo comune del cimitero in un luogo ancora più forte di memoria e partecipazione.

     𝐑𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 anche 𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐧𝐨𝐦𝐞 e un volto 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚, per 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐥𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢.

     

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